THE CLASH: LA TOP 10 BRANI

 
20 Novembre 2019
 

Una volta chiesero a Joe Strummer come avrebbe riassunto, in poche parole, cos’erano stati i Clash, se si fosse trovato davanti qualcuno che non li aveva mai ascoltati. “Senti, amico, questa è la band che ha inventato tutto. Ascoltali subito!“, fu questa la risposta immediata di Joe. Aldilà della sua battuta, oggi, possiamo tranquillamente affermare che i Clash furono davvero l’unica band che conta, capaci di miscelare punk e pub-rock, reggae e rockabilly, dub e ska, elettronica e rhythm and blues, scrivere una delle prime canzoni rap, diffondere la propria passione per la verità, per la giustizia, per l’impegno politico, sempre in difesa dei più deboli ed emarginati, di quelli che vengono umiliati, derisi e sfruttati, trasformando così il nichilismo auto-distruttivo della prima ondata punk in un messaggio di resistenza e speranza per il mondo intero.

La scelta di questi dieci brani è stata, di conseguenza, dettata anche dalla necessità di parlare della situazione politica odierna, non solo in Italia, ma nel mondo intero, e le canzoni dei Clash sono ancora perfettamente attuali per denudare e mettere in evidenza gli ingranaggi del sistema polito-finanziario che vuol tenere in scacco il mondo intero facendo anche leva, pericolosamente, sugli istinti più folli e bestiali che si nascondono nell’animo umano. Esiste un ben definito e riconoscibile filo conduttore che ci accompagnerà in questo viaggio sonoro; sintonizzate, dunque, i vostri cuori e le vostre menti sulle frequenze di Radio Clash.

01 – KNOW YOUR RIGHTS

1982, da “Combat Rock”

Quali sono i diritti dei più deboli? Per prima cosa il diritto di non essere uccisi, ma – dato che ogni legge ha la sua ovvia eccezione – ciò vale finché ad ammazzarli non sarà qualche cane da guardia del padrone con la sua bella divisa e la sua pistola d’ordinanza.

Se nessuno ci libererà prematuramente della loro presenza, dunque, avranno il diritto di trovarsi qualcosa da mangiare, sempreché siano disposti a farsi sfruttare, disprezzare, umiliare e giudicare da coloro che, da sempre, si appropriano, indebitamente, di ogni ricchezza del nostro pianeta.

Ed alla fine, se non saranno soddisfatti di come vengono trattati, se ritengono di aver subito delle ingiustizie, avranno, chiaramente, il diritto di denunciarle… ma non appena cercheranno di aprire la bocca, qualcuno gliela farà richiudere immediatamente, statene certi!

Questi saranno i vostri diritti, fateveli bastare.

02 – I’M SO BORED WITH U.S.A.

1977, da “The Clash”

L’America ed i paesi Occidentali hanno sempre pensato che la Terra fosse di loro proprietà, che avessero il diritto di sfruttare ogni bene, nonché di imporre le proprie scelte e volontà ad ogni altra nazione del mondo, minacciando ed eventualmente assalendo, militarmente, ogni oppositore.

Oggi si sono aggiunti i Russi, i Cinesi, i Turchi, gli Israeliani, i Brasiliani. Tutti vogliono sfruttare qualcosa che non gli appartiene; tutti vogliono imporre ad altri, più deboli, la propria autorità, con le buone o con le cattive.

Cosa credete che stia accadendo, oggi, in questi giorni, non nel 1977, in Venezuela o Palestina, in Siria, sull’altopiano Curdo o nella foresta Amazzonica?

03 – WASHINGTON BULLETS

1980, da “Sandinista!”

Sta accadendo esattamente quello che è già accaduto in passato: con gli Americani in Nicaragua, con i Cinesi in Tibet  o con i Sovietici in Afghanistan. È sempre la stessa storia ed è sempre colorata di un unico colore: il rosso, il colore del sangue delle vittime, dei desaparecidos, dei più umili, i più poveri, i più deboli. Gli ultimi che non saranno mai primi, ai quali non resta che continuare a protestare, battersi, esser malmenati ed uccisi per le strade delle metropoli o dei villaggi.

Oggi le TV ed internet ci mostrano le strade di Caracas, Buenos Aires e Santiago del Cile e non sto affatto parlando – come recita la canzone – dei remoti anni della dittatura militare, ma sto parlando ancora una volta dei nostri giorni e di intere nazioni – come il Cile, l’Argentina o il già citato Venezuela – che qualcuno vuol vedere piegate e sottomesse, in maniera tale da poterle controllare dal punto di vista economico e finanziario.

04 – THE GUNS OF BRIXTON

1979, da “London Calling”

La sola cosa che possiamo fare è unirci, far fonte comune e non lasciarci intimorire e mettere gli uni contro gli altri; perché il vero nemico non è colui che sta peggio di noi; colui che arriva, in cerca di sicurezza, di lavoro e dignità, da un paese lontano, attraversando un mare o un deserto. Il vero nemico è il sistema di potere globale che, sfruttando leggi favorevoli e compiacenti, fa capo a poche multinazionali. Un meccanismo di potere politico-finanziario che influenza e determina, a discapito delle persone comuni, le strategie dei singoli stati sovrani; lo stesso meccanismo di potere che – con i suoi mastini in uniforme – potrebbe materializzarsi, di notte, alle soglie delle nostre case. Credete, quindi, di essere davvero al sicuro? Cosa farete quando scalceranno alle vostre porte? “When they kick at your front door / How you gonna come?

05 – SOMETHING ABOUT ENGLAND

1980, da “Sandinista!”

Quante volte abbiamo ascoltato frasi simili?

L’Inghilterra agli Inglesi“. “La Germania ai Tedeschi“. “Prima gli Italiani“. “L’America è bianca, anglo-sassone e protestante“. “Gli immigrati vengono qui solamente per rubare, violentare e vivere alle nostre spalle“.

È vero il passato non torna mai nella stessa forma, ma è innegabile che quelle idee, che pensavamo fossero state annichilite dalle morti, dai crimini, dalle sofferenze e dalle atrocità disumane compiute durante la II Guerra Mondiale, sono ancora qui: forti, attuali, vive e vegete. Prosperano nei nostri quartieri benestanti, sulle nostre spiagge assolate, negli stadi, nei luoghi di lavoro e persino nelle scuole e nelle università, mentre la nostra classe politica sembra essere insensibile e succube della propria ignoranza, complice di tutte quelle derive sovraniste che stanno avanzando pericolosamente in tutto il mondo, riportando in vita mostri che pensavamo d’aver sconfitto per sempre.

06 – LONDON CALLING

1979, da “London Calling”

Invece i mostri sono nuovamente qui tra noi: a Dresda e Varsavia, a Kiev e Budapest, ad Instanbul e Mosca. Non solo Londra, ma il mondo intero sta chiamando, sta chiedendo aiuto perché questi piccoli roghi di intolleranza potrebbero trasformarsi in un incendio così grande da oscurare persino il Sole, privandoci dei lumi della ragione e facendoci sprofondare nuovamente nelle stanze buie del’odio e della follia, della violenza e della morte. Il nostro compito è quello di sintonizzare i cuori e le menti sulle tante “Radio Clash” che continuano a trasmettere, insistentemente, il loro messaggio di pace, di speranza, di integrazione e di resistenza ovunque.

07 – STRAIGHT TO HELL

1982, da “Combat Rock”

L’inferno ha tante facce ed è perciò difficile da riconoscere, ritorna ogni volta con qualcosa di diverso in modo da confonderci e mescolarsi tra noi. L’inferno è subdolo perché sa cambiare continuamente forma: può essere un’acciaieria inglese chiusa dalla Thatcher negli anni Ottanta; può essere gli occhi di un bambino vietnamese rimasto orfano a causa dei bombardamenti Americani; oppure può essere proprio l’infelice fine di quello che, un tempo, era il sogno americano. L’inferno è sempre pronto a trasformarsi e piegare al suo volere le nostre esistenze, cercando di scatenare il nostro lato più oscuro, spingendoci ad intraprendere nuove battaglie, a provocare nuove sofferenze, a costruire nuovi muri, nuove catene, nuove prigioni, nuove barriere, dividendo le persone e distruggendone i sogni.

08 – TRAIN IN VAIN

1979, da “London Calling”

L’unica possibilità di salvezza è guardare oltre i beni materiali, oltre il vestito nuovo, oltre la bella casa in cui vivere. La salvezza è restare vicini, gli uni accanto agli altri, anche quando sembrerebbe più semplice e facile dividersi, guardare solo al proprio orizzonte degli eventi e prendere ciascuno la propria strada. Ma, credetemi, così non andremmo molto lontano. È importante aprirsi, tentare di essere sempre trasparenti, non nascondere la verità, non piegarla ai nostri meschini interessi. La domanda che continuerà a ripetersi nelle nostre menti è una sola ed è sempre la stessa: “did you lie when you spoke me?

09 – REMOTE CONTROL

1977, da “The Clash”

Solo quando saremo liberi da ogni bugia, non solo quelle che ci impongono dall’alto i nostri governanti, ma soprattutto quelle che – vuoi per opportunismo, vuoi per quieto vivere, vuoi per timore di fare del male a chi ci è vicino – diciamo a noi stessi. Sono questi due diversi tipi di bugie le nostre vere nemiche, perché è grazie ad esse che la Repressione ed il Conformismo hanno preso e si tengono stretto il controllo globale del mondo, influenzando ogni aspetto delle nostre esistenze, tanto quelli apparentemente insignificanti, che quelli fondamentali.

10 – ALL THE YOUNG PUNKS (NEW BOOTS AND CONTRACTS)

1978, da “Give’em Enough Rope”

Il rischio è proprio quello di finire con una corda stretta attorno al collo, il che significherebbe non aver più alcuna libertà e possibilità di riprendersi il telecomando delle proprie scelte. Il momento è subito, il momento è ora, perché la corda si fa sempre più stretta: ogni volta che ci lasciamo intimorire dal prepotente di turno; ogni volta che trasformiamo un nostro diritto in un piacere personale; ogni volta che applaudiamo il furbo e deridiamo l’onesto; ogni volta che ci voltiamo dall’alto lato, desiderosi di chiuderci nei nostri bei salotti, fingendo di non vedere e non sentire cosa avviene attorno a noi.

Credit Foto: Helge Øverås, http://www.helgeoveras.com/concertphoto.shtml [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

 

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