COLDPLAY: LA TOP 10 BRANI

 
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22 Novembre 2019
 

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior…decantava Catullo. I versi del poeta romano sono i più azzeccati per descrivere le sensazioni che suscitano i ragazzi londinesi. Da una parte, in effetti, ci sono i fan più incalliti che non si perderebbero una sola delle gesta della band, dall’altra gli haters che davvero li ritengono insopportabili con il loro vocalist il primo ad essere messo sulla gogna.

Diciamoci la verità, i Nostri pur mantenendo una produzione di alto livello nel corso della loro carriera fino ad oggi, non sono mai riusciti del tutto a togliersi di dosso quello spettacolare sound dei primi due album i quali, per i più ed anche per quanto mi riguarda, possono essere considerati milestones nello scenario indie-pop mondiale.

La scelta di evolversi e, soprattutto, di non voler scendere a compromessi con il puro showbiz, hanno fatto si che le produzioni successive a “Parachutes” ed a “A Rush Of Blood To The Head” sono state costellate da svariati stili ed influenze e sul versante dell’alt-rock, come in “Viva la vida or Death and All His Friends”, che su quello più pop, come in “Mylo Xyloto” o nell’ultimo “A Head Full of Dreams”.

E se con “X&Y” la band ha sbancato al botteghino pur non offrendo un lavoro in linea con il loro solido background (anche se alcuni brani sono davvero top) in “Ghost Stories” Martin e soci hanno voluto, a parer mio riuscendoci, riprendere le fila dei dischi del debutto.

Oggi esce il nuovo full-lenght doppio della band e noi ripercorriamo la loro carriera con una top ten che, di sicuro, susciterà discrepanti sentimenti catulliani.

10 – VIVA LA VIDA

2008, da “Viva la vida or Death and All His Friends”

Il quarto album dei Coldplay, prodotto da Brian Eno, ha fatto incetta di premi ed è probabilmente il disco più sperimentale ad oggi della band. Il singolo è scandito fin da subito dall’incalzante ritmo accompagnato dalla caratteristica voce di Martin tra acuti e falsetti.

9 – ALWAYS IN MY HEAD

2014, da “Ghost Stories”

Calda e avvolgente opener contenuta nell’album meno commerciale della band, caratterizzato da un sound sommesso e con l’assenza di particolari virtuosismi.

8 – UP&UP

2015, da “A Head Full of Dreams”

Brano di quasi sette minuti che chiude la track list dell’ultimo album in studio del 2015. Siamo di fronte ad un inno di matrice gospel al quale hanno partecipato, tra i tanti, Beyoncé, Brian Eno e Noel Gallagher, il quale ha prestato la sei corde per l’assolo di chitarra.

7 – GREEN EYES

2002, da “A Rush of Blood to the Head”

Melodia a tinte folk per un testo d’amore su base unplugged figlia del riconoscibile sound ereditato dall’album d’esordio.

6 – ARMY OF ONE

2015, da “A Head Full of Dreams”

Ancora synth e tanto pop in questo mid-tempo agrodolce.

5 – FIX YOU

2005, da “X&Y”

Brano diviso in due parti. Nella prima parte ci si immerge in una sorta di sdolcinata ninna nanna mentre nella seconda l’incalzare del ritmo ci accompagna in un mare di cori plateali.

4 – DON’T PANIC

2000, da “Parachutes”

We live in a beautiful world“, canta Chris Martin in una atmosfera ovattata in poco più di due minuti che segnano l’inizio della carriera dei Coldplay. Il brano è stato inserito nella colonna sonora de “La mia vita a Garden State” del 2004, diretto da Zach Braff.

3 – CLOCKS

2002, da “A Rush of Blood to the Head”

Uno dei brani più “coverizzati” dei londinesi che segna un netto distacco con le sonorità del debutto. Il pezzo si distende su una intensa melodia di piano contornato da una chitarra elettrica sfavillante. Podio meritato.

2 – PARADISE

2011, da “Mylo Xyloto”

Brano dal sound ampio, quasi orchestrale che scorre su pomposi colpi di synth.

1 – SHIVER

2000, da “Parachutes”

Per quanto mi riguarda, vittoria a mani basse. Uno dei primi brani scritti dai Nostri con la penna di Martin intima e profonda su di un insolito tripudio di chitarre distorte. Gran bel pezzo!

BONUS TRACK # 1 – YELLOW

2000, da “Parachutes”

E fu così che tutto ebbe inizio. Il successo planetario dei Colplay, è innegabile, parte da “Yellow”. Brano accattivante e ruffiano accompagnato da quel video sulla spiaggia…

BONUS TRACK # 2 – TROUBLE

2000, da “Parachutes”

La ballata delle ballate con tocchi di piano leggeri e bilanciati, senza eccessi.

Credit Foto: Tim Saccenti

 

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