GIRL RAY
Girl

[ Moshi Moshi Records - 2019 ]
5.5
 
Genere: indie pop
 
4 Dicembre 2019
 

Non passerà di certo alla storia questo “Girl”, secondo album prodotto dalle Girl Ray. Se non altro, servirà a far comprendere a qualche irriducibile romantico che no, di solo jangle pop non si può campare. Non in questi anni almeno, dominati dal sempre più ambiguo rapporto tra gli universi indie e mainstream, separati ormai da una linea pressoché invisibile, e da un revivalismo ‘80s apparentemente inesauribile.

Con queste undici canzoni nuove di zecca, le tre giovanissime londinesi puntano alla svolta. Una svolta gratificante non tanto dal punto di vista artistico, ma di quello commerciale: addio ai suoni vibranti e vintage del power pop, addio alla semplicità del comprovato schema chitarra-basso-batteria. Restano le curatissime armonie vocali, già punte di diamante ai tempi del buon esordio “Earl Grey”.

Solo loro riescono a mettersi in salvo da un’ondata di synthpop blando, sterile e stantio, notevole solo nel suo essere dannatamente orecchiabile e radio-friendly. La furbesca trasformazione stilistica delle Girl Ray inibisce quasi totalmente la creatività di Poppy Hankin, cantante e chitarrista del trio, fastidiosamente melliflua dietro al microfono e praticamente impercettibile alla sei corde.

L’elettronica che prende il sopravvento in brani quali “Keep It Tight”, “Because” e “Friend Like That” spazza via ogni traccia di rock, lasciando sul campo quelli che potrebbero essere gradevoli scarti delle Haim. Le parentesi rap di “Takes Time” sono da dimenticare. Stesso discorso vale per le palesi scopiazzature ritmiche di due classiconi come “Sexual Healing” (Marvin Gaye) e “I Can’t Go for That (No Can Do)” (Hall & Oates), poste rispettivamente in apertura a “Girl” e “Go To The Top”.

Quest’ultima, a esser sinceri, non è però da buttare via: si fa apprezzare per la bella linea melodica disegnata dal flauto. Una caratteristica particolare in un mare di desolante banalità, vitale solo grazie alla buona produzione di Ash Workman. I quaranta minuti di “Girl” sono confezionati bene, a tratti sono persino piacevoli all’ascolto, ma scivolano via dalla memoria non appena sfumano gli ultimi secondi della malinconica “Like The Stars”. L’indie si starà pure facendo mainstream, ma se continua a farlo con questa debolezza…

Tracklist
1. Girl
2. Show Me More
3. Just Down The Hall
4. Because
5. Let It Go
6. Takes Time
7. Friend Like That
8. Keep It Tight
9. Go To The Top
10. Beautiful
11. Like The Stars
 
 

Stian Westerhus – Redundance

Con la classe e la competenza tipica del vero musicista, Stian Westerhus prosegue il suo particolarissimo percorso di evoluzione artistica ...

Anna Calvi – Hunted

Non sono rari al giorno d’oggi i casi di album che vengono rivisti, rimaneggiati – con chiavi di lettura di volta in volta ...

Birthh – Whoa

E’ italianissima, ma non lo diresti mai, almeno riferendosi alla sua musica e al suo universo di riferimento. Alice Bisi – che a ...

Jet Set Roger – Un rifugio ...

Jet Set Roger (alias Roger Rossini) è un artista a cui non piace certo vincere facile, e lo dimostra una volta di più con il suo nuovo ...

Hilary Woods – Birthmarks

Il nome di Hilary Woods a queste latitudini potrebbe non dire granché, ma immagino che (almeno) gli appassionati di britpop e dintorni non ...