TINDERSTICKS
No Treasure But Hope

[City Slang – 2019]
8
 
Genere: Chamber pop, indie pop
 
11 Dicembre 2019
 

Una cartina geografica stilizzata adorna la copertina del dodicesimo album dei Tindersticks, il disco più ottimista e accessibile di una carriera quasi trentennale. Tre anni dopo “The Waiting Room” molte cose sono cambiate per il frontman Stuart A. Staples che ha abbandonato prima Nottingham, poi Londra e ormai vive buona parte dell’anno nella campagna francese ma passa molti mesi sull’isola di Itaca, visitata per la prima volta da ragazzo ad inizio anni novanta.

Un novello Ulisse insomma e il viaggio è il tema centrale di questo nuovo lavoro, registrato in sole cinque settimane mixaggio compreso. Piccolo miracolo per una band dedita al perfezionismo come i Tindersticks, che dopo numerosi cambi di formazione sembra aver trovato una fertile stabilità con Dan McKinna, Neil Fraser, David Boulter e Earl Harvin. Il suono caldo e solare di “No Treasure But Hope” va di pari passo con i poetici testi di Staples, sempre tormentati ma un filo meno cupi del recente passato.

Lo si avverte subito, fin dalle prime note di “For The Beauty” piccolo inno piano e voce alla bellezza che salva e distrugge allo stesso tempo (“There is an ache in our steps as walk through the streets / But it’s the beauty that stops me and brings to my knees”). La voce di Staples perde spesso l’aura disperata e maledetta che la caratterizzava per diventare più melodica in “The Amputees”, “Take Care In Your Dreams” o “Tough Love” ad esempio.

L’uso di strumenti come il bouzouki che affianca piano e archi rende più vario e spontaneo il sound curato dei Tindersticks. Romantici a loro modo lo sono sempre stati, oggi lo confermano con “Pinky In The Daylight”: la prima vera canzone d’amore che abbia mai scritto ha confessato ridendo Staples intervistato da Aquarium Drunkard. Quanto tempo è passato dal “Times are good, you’ll be glad you ran away” di “Travelling Light” (A.D. 1995).

Stuart Staples sembra proprio aver trovato la sua piccola isola felice, imparando a viaggiare leggero sul serio. I Tindersticks regalano dieci canzoni eleganti e di classe, ricche di emozioni ora più intense (“Trees Fall”, “Carousel, “The Old Man’s Gait”) ora meno ma in ogni nota c’è accortezza, professionalità che non diventa mestiere. “No Treasure But Hope” è quello che il titolo promette: un invito a sperare nonostante tutto.

Credit foto: Richard Dumas e Suzanne Osborne

Tracklist
1. For The Beauty
2. The Amputees
3. Trees Fall
4. Pinky In The Daylight
5. Carousel
6. Take Care In Your Dreams
7. See My Girls
8. The Old Man's Gait
9. Tough Love
10. No Treasure But Hope
 
 

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