TOP TEN ALBUM 2019 DI GIOELE MAIORCA

 
19 Dicembre 2019
 

#10) BRENDAN BYRNES
Room Tapes
[Autoproduzione]
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Dopo una recensione dell’ EP e l’intervista fatta, posso confermare che Brendan Byrnes è un artista incredibile. Scelta stilista e sound design sono di altissimo livello, pezzi come “Slow rotation” sono una mina, consigliatissimo.

#9) THA SUPREME
23 6451
[Epic]

Questo diciassettenne romano ha creato un aura di hype attorno al suo personaggio, tramite le sue basi per rapper famosi come Salmo. Il suo album a livello di suoni è davvero spettacolare, esempio “Blun7 a swichland”, peccato che manchi un po’ sui testi, fin troppo adolescenziali, quindi spero che in futuro possa migliorare su questo lato ma il talento c’è ed e innegabile.

#8) OTOBOKE BEAVER
Itekoma Hits
[Damnably]

sti cazzi direi che è l’esclamazione per eccellenza da fare dopo aver finito di ascoltare “ITEKOMA HITS”, una bomba punk psicotica senza freni e di pura cattiveria ‘made in Japan’ (che sembra strano ma fidatevi che ci sanno fare). Pezzi come “6 day working week is a pain” ti faranno piangere sangue dalla gioia.

#7) VAMPIRE WEEKEND
Father Of The Bride
[Columbia]
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Chi l’avrebbe mai detto che sarebbero tornati a questi livelli? Sinceramente non ci speravo nemmeno, però eccoli nuovamente nelle mie orecchie con un album davvero ben fatto e piacevole d’ascoltare: “This Life” poi è una hit assoluta.

#6) DAYKODA
All Of Me
[Beat Machine]

Ragazzo del bresciano con idee chiarissime nella testa. Album di jazztronica pazzesco, costruito ad arte: mi fa strano sentire una cosa del genere uscita da questo paese, ma si vede che artisti fighi qui ce ne sono. “Transition” spacca, soprattutto quando arriva il sax a dargli man forte.

#5) MARRACASH
Persona
[Universal]

Non ho mai ascoltato Marracash con cura, ma mi devo ricredere, perché questo album e stupendo, personale, un viaggio dentro la sua mente e si sente il sentimento che ci mette, per questo apprezzo sto lavoro (per non parlare delle basi che sono spaziali e del concept). La naturale evoluzione di un artista che ha visto abbastanza l’abisso per contemplarlo.

#4) MUUNJUUN
Unusual Rounds: The Introductory Collection
[Autoproduzione]

Album prodotto e creato da una sola persona. Spettacolare. Le canzoni sono jazzy e supermoderne, poi l’aggiunta del violino arricchisce non poco. Tra tutte “Some days in Time” spicca. Forse (e dico forse) l’unica peccato è il poco cantato.

#3) MASSIMO PERICOLO
Scialla Semper
[Pluggers]

Quanta rabbia, ma quanta verità. Massimo Pericolo rappresenta quello che da anni mancava nel rap/trap italiano, ovvero il lavoro sul contenuto nei testi, che per quanto siano volgari, hanno creato un interesse in me un interesse che avevo perso per questo genere. Molti lodano “7 miliardi” come migliore hit, io controbatto con “Sabbie D’oro”, base dei Generic Animal e testo da pianto incontrollato.

#2) TYLER, THE CREATOR
Igor
[Columbia Records]

“Igor” è un album davvero bello: suoni realizzati ad hoc, pezzi spettacolari e pregni di sentimento, non c’è nulla che non vada in questo lavoro, poi, ovvio, se pensiamo che dietro c’è quel pazzo di Tyler, The Creator, beh, allora si capisce il perché di tutta questa bellezza estetica: fatevi un regalo, ascoltatevelo.

#1) KING GIZZARD & THE LIZARD WIZARD
Infest The Rats’ Nest
[Flightless Records ]
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Oramai lo sapete che loro sono la mia band preferita, ma, al di là di questo, il primo posto per questo album è d’obbligo. Un thrash-metal pregno dell’estetica dei King Gizzard, cosa si vuole di più? C’è poi anche il tema dei: cambiamenti climatici, migrazione planetaria, insetti immuni ai farmaci e la distruzione dell’uomo sono temi fighissimi ed estremamente attuali. Insomma un vero proprio “Inferno”.

 

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