IVAN GRAZIANI: LA TOP 10 BRANI

 
2 Gennaio 2020
 

Ivan Graziani è stato un grande cantautore e, a differenza di molti suoi colleghi, anche un formidabile e talentuoso chitarrista.
Chi ha seguito la sua carriera e ha avuto la fortuna di ascoltato live, ha potuto apprezzarlo pienamente e sicuramente ancora oggi lo considera uno dei maggiori talenti che la musica italiana abbia mai avuto.

Nato in terra di Abruzzo, per la precisione a Teramo, ha frequentato anche la vicina Ascoli Piceno nelle Marche dove ha frequentato e studiato in un istituto d’arte, ma già a 18 anni il suo talento alla chitarra appariva cristallino finendo con il  debuttare in una band la Nino Dale and his Modernists.
Preferirà poi continuare negli studi, presso l’Università di Urbino, città alla quale resterà molto legato.
In realtà poi la sua carriera riprenderà nel 1966 anno in cui creerà una band  con Velio Gualazzi, Ivan e i Saggi, nome che poi cambierà in Anima Sound. 

Nel 1972 inizierà la sua carriera solista, costellata da molti successi, ma che inspiegabilmente non lo collocherà mai nell’olimpo dei migliori cantautori o rocker italiani, riservato a volte a talenti molto meno limpidi del suo.

Con questo elenco di brani cercherò di omaggiarlo pescando nel suo repertorio le canzoni che ho sempre apprezzato, anche se a volte non coincidono con i suoi più grandi successi.

Lugano Addio

1977, da “ I lupi ”
È il suo primo grande successo contraddistinto da una grande melodia, è un racconto dell’incontro tra due mondi diversi, tipico degli amori estivi.

Un brano che nel ricordo dei propri padri e del proprio passato, e nella descrizione di una realtà a me così vicina è stato sempre tra i miei preferiti.

Tu, tu mi parlavi di frontiere
di finanzieri e contrabbando
mi scaldavo ai tuoi racconti
E mio padre sì tu mi dicevi
quassù in montagna ha combattuto
Poi del mio mi domandavi.
Ed io pensavo a casa
mio padre fermo sulla spiaggia,
le reti al sole i pescherecci in alto mare,
conchiglie e stelle
le bestemmie e il suo dolore.

Pigro

1978, da “ Pigro ”

Ivan Graziani è stato un indiscutibile grande chitarrista con una scrittura mai banale.

Questo brano ha ispirato tanti musicisti e allietato le serate di molti ascoltatori, un brano immortale da ascoltare continuamente.

Monna Lisa

1978, da “ Pigro ”

Ivan aveva una formazione artistica e questo brano blues-rock, nel racconto del furto del famoso quadro custodito al Louvre, è semplicemente perfetto con basso e chitarra protagonisti.

Fuoco sulla collina

1979, da “ Agnese dolce Agnese ”

È uno dei suoi capolavori, melodia musica e testo in una combinazione perfetta per uno dei brani più amati dai suoi ammiratori.

Il testo, bellissimo nella sua costruzione onirica, è pieno di simbologia, il ragazzo che nella sua fantasia immagina il fuoco e una scena di guerra, non è altro che alla ricerca di una fantastica via di fuga ma si ritrova catapultato nella dura realtà contadina, schietta, dura ma saggia.

Illuso, romantico e fesso – lui mi rispose –
I fuochi di cui stai parlando
Sono fari puntati sul campo
Dei trattori che stanno trebbiando.

Isabella sul treno

1980, da “ Viaggi e Intemperie ”

L’ album contiene “Firenze – canzone triste” che sarà uno dei suoi grandi successi, ma è questo brano che all’epoca amavo particolarmente.

Ivan mette la parte Rock n’ Roll al servizio di un testo che racconta una fantastica storia di un incontro sul treno con l’enigmatica Isabella, una delle tante affascinanti donne di Ivan.

E l’amore come va?” le ho chiesto
Ho un conte che mi ama lui viene dalle Marche ed è un po’ particolare
e lui mi lega su una sedia e mi cosparge di miele poi fa una risata che ti lascio immaginare
Lei lotta per la vita, Isabella. Isa, Isa, Isa, Isabella.

Signorina

1981, da “ Seno e Coseno ”

Ancora una donna protagonista, brano al pianoforte che racconta di un amore segreto tra la professoressa Lulù ed uno studente.

Raccontato nel modo sensibile e struggente di Ivan e con il sapore della provincia italiana, è un amore destinato ad essere vilipeso e osteggiato.

Signorina l’abbiamo vista
Abbracciata con Raimondo il poeta
Quel ripetente di diciotto anni
Che sta sempre agli ultimi banchi
Poi lui è venuto a parlare insieme a noi
Dicendo “Non avete mai capito niente
Lei è come una bambina lei è sola e disperata”.

Il chitarrista

1983, da “ Ivan Graziani ”

Anni di carriera e di grandi successi ma Ivan torna con un pezzo fantastico, una storia da bar nel quale non si può fare a meno di immaginarselo con in mano la sua chitarra elettrica mentre si esibisce. Un grande pezzo per il più grande rocker italiano.

Lucetta tra le stelle

1984, da “ Nove ”

Ivan Graziani aveva anche una gran voce e notevole capacità interpretativa, In questo brano, abbastanza diverso dal suo solito, ci parla ancora di una donna Lucetta, in una piccola poesia che la descrive tra la sua vita ordinaria e quella fantastica.

Lavorare, sempre lavorare Lucetta ma perché?
Io non voglio che tu sia come me che ho sprecato solo a dare la mia vita senza avere e adesso zitta non parlare, vai a dormire!”
Lucetta alla finestra,
Guardi lontano verso Ischia
Il golfo sembra un orecchino d’oro di perle e di smeraldi incastonato.

Maledette malelingue

1994, da “ Malelingue ”
Ancora la provincia nella descrizione della potenza delle chiacchiere, che piano piano finiscono con creare una finta realtà della quale tutti si convincono, finendo col distruggere la vita degli altri.

Il video, che accompagnò il video, ebbe come protagonista una giovanissima Violante Placido.

E si dice che a lei
Suo padre le ha date
Di santa ragione
Adesso sta chiusa in casa
E per un bel pezzo non uscirà
Vedi, un po’ di coraggio
E certe puttane vanno punite
E che diamine!
Qua ci vuole sicuro
Un po’ di moralità
Ma la gente non lo sa che…
Federica ha quindici anni
Anche se una donna è
Così la gente vede il male
Anche dove non ce n’è.

Poppe Poppe Poppe

1994, da “ Malelingue ”

Le donne sono state le protagoniste dei racconti di Ivan Graziani, donne che lui ha sempre raccontato con sensibilità rispetto, mi sembra quindi giusto terminare con questo inno felliniano alla femminilità raccontato attraverso questa, abbastanza frequente, ossessione etero.

E mi ricordo dal barbiere le donnine profumate con quelle tette da illusioni disperate.
E dal meccanico della Pirelli il calendario aveva in copertina un seno leggendario.
E non ho mai guardato più in giù della cintura perché è di sopra che si esprime la natura.

Grazie Ivan !!!

 

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