“VOLEVAMO TORNARE SOPRATTUTTO PER SUONARE INSIEME DAL VIVO.” ABBIAMO INTERVISTATO I BOMBAY BICYCLE CLUB IN VISTA DELL’USCITA DEL LORO NUOVO ALBUM

 
12 Gennaio 2020
 

I Bombay Bicycle Club sono ritornati e tra pochi giorni (venerdì 17 gennaio) pubblicheranno – via Caroline International – il loro quinto LP, “Everything Else Has Gone Wrong”, il loro primo in cinque anni. La band londinese non era più attiva dalla fine del tour del precedente album, “So Long, See You Tomorrow”, e all’inizio del 2016 aveva annunciato di volersi prendere una pausa a tempo indeterminato, con il frontman Jack Steadman e il bassista Ed Nash che si sono concentrati su nuovi progetti solisti. Solo all’inizio dello scorso anno il gruppo inglese ha detto di essere tornato insieme per lavorare su nuovo materiale e, alla fine del 2019, sono arrivati i primi singoli e i primi concerti. Noi di Indieforbunnies.com abbiamo intercettato al telefono il chitarrista Jamie MacColl a fine novembre per farci raccontare del loro ritorno, dei prossimi tour, delle loro influenze e di John Congleton, che ha prodotto il loro nuovo LP. Ecco cosa ci ha detto:

Ciao e grazie per dedicarci il tuo tempo. I Bombay Bicycle Club sono tornati dopo una pausa di tre anni. Per prima cosa posso chiedervi quali sono le vostre sensazioni per questa reunion? Siete contenti?

Sì, molto contenti. (ridiamo) Sì, credo che sia ritornata a essere una cosa fresca e nuova. Credo che (quando siamo entrati in pausa) avessimo smesso di essere soddisfatti del modo in cui creavamo la musica, ma ora le cose sono cambiate.

E’ passato parecchio tempo e ora vi sentite quasi una nuova band.

Sì, è esattamente così. Qualcosa del genere. (ridiamo)

Siete anche tornati in tour: a settembre e ottobre siete stati negli Stati Uniti, mentre a novembre avete celebrato il decimo anniversario del vostro primo album, “I Had The Blues But I Shook Them Loose”, con un tour in UK. Come vi siete sentiti a tornare non solo in studio o in sala prove, ma anche sul palco davanti a tante persone?

Volevamo tornare soprattutto per suonare insieme dal vivo. Quando sei in studio per preparare un album non vedi le reazioni della gente, mentre quando sei su un palco ti accorgi delle loro reazioni emotive alla tua musica.

Avete già provato a suonare alcune delle vostre nuove canzoni, durante i vostri recenti concerti negli Stati Uniti o nel Regno Unito?

Sì, abbiamo già suonato tre canzoni dal nuovo disco, il primo singolo “Eat, Sleep, Wake (Nothing But You), il nuovo singolo “Everything Else Has Gone Wrong”, che è uscito ieri, e poi “Is It Real”.

Quali sono state le reazioni che avete ottenuto?

Sono state molto positive ogni sera. Non volevamo tornare dopo quattro o cinque anni e cantare solo le canzoni vecchie insieme ai nostri fan, ci piaceva anche fare qualcosa di nuovo e vedere le reazioni a questa nuova musica.

In gennaio e febbraio suonerete in venue piuttosto grandi in giro per il Regno Unito e per l’Irlanda. Che cosa vi aspettate da questo tour? So che avete già suonato in alcuni di questi locali, ma in quel momento avrete già pubblicato un album nuovo. Quali sono le vostre sensazioni?

Il tour inizierà appena tre giorni dopo l’uscita del disco, quindi potrebbe abbastanza difficile perché la gente non ha ancora avuto molto tempo per ascoltarlo. Comunque sarà eccitante perché suonare le canzoni dal vivo sarà comunque sempre diverso. E’ una sfida. Quando eravamo in studio abbiamo dovuto pensare come suonare le canzoni live. Sarà una sfida anche imparare di nuovo a stare davanti a tante persone.

Ti posso chiedere se ci sarà la possibilità di vedervi dal vivo qui in Italia, magari nel corso del 2020?

Stiamo preparando un tour europeo per il prossimo anno, che inizierà in marzo e sarà annunciato la prossima settimana, ma ancora non posso dire nulla. Comunque verremo sicuramente in Italia nel corso del 2020, che sia all’interno di un festival oppure un concerto da headliner.

Parliamo del nuovo disco: per prima cosa vorrei chiedervi che cosa vi ha spinto a tornare e dove avete trovato la voglia e la determinazione per creare qualcosa di nuovo dopo questa lunga pausa di tre anni?

Credo che molto semplicemente volessimo ritornare a suonare insieme. Credo che Jack volesse provare a fare un disco solista e tutti noi abbiamo provato a fare altre cose al di fuori della band. Siamo incredibilmente fortunati e privilegiati a poter ancora suonare la nostra musica davanti a tante persone. Probabilmente nel 2015 ci eravamo scordati di quanto eravamo fortunati per potere fare ciò e credo che, il fatto di stare fuori dalla band per un po’, ci ha ricordato quanto fosse importante.

“Everything Else Has Gone Wrong”: il titolo è piuttosto malinconico in un certo senso. Ti posso chiedere se riflette lo spirito del disco?

Credo che il titolo del disco possa essere considerato sia negativo che positivo allo stesso tempo, perché, sebbene la maggior parte delle cose sia andata male qualcosa, invece, è andato bene. (ride) Credo che, quando tutto va male, nel mondo, nella tua vita, lo puoi trasformare in musica e quindi in qualcosa di positivo come la gioia di ascoltarla e di suonarla. Credo che la maggior parte del nostro album sia piuttosto ponderata e ottimista riguardo al futuro, anche se sembra strano se guardi il titolo, che invece puo’ avere una connotazione negative. Penso che, almeno a livello di testi, sia il nostro album più ottimista.

Ho ascoltato alcune volte il vostro nuovo LP negli ultimi giorni e devo dirti che mi è piaciuto parecchio. Posso chiederti quali sono state le vostre principali influenze per il vostro nuovo disco? Ho trovato alcune influenze tropicali in un paio di canzoni e bellissime atmosfere che mi hanno ricordato i Maccabees e i Wild Beasts, due band che mi piacciono molto. Inoltre non manca una delle vostre principali caratteristiche, quella di scrivere ottime melodie. Credo che sia davvero un buon ritorno.

Le canzoni iniziano sempre con un campione, una parte, un riff o qualcosa del genere e poi iniziamo a scrivere il tipo di melodia che stiamo cercando, magari con il piano e partiamo da lì. Puo’ essere sempre qualcosa di molto diverso. Jack, il nostro principale songwriter, puo’ essere influenzato dal jazz come dalla musica elettronica. Per quanto riguarda il sound siamo ancora influenzati dalle nostre origini indie e quindi da band come The Strokes, Broken Social Scene, Arcade Fire, anche se sul disco non c’è nessun brano realmente chitarristico. Credo che questo sia il nostro disco vario di sempre. Non è tutto scontato. La title-track “Everything Else Has Gone Wrong” parla dell’austerità e ha influenze indie-disco.

Sì, mi piace. Ho sentito più di una canzone nel vostro nuovo LP che non so se potrei definire dancey, ma sicuramente ti fa muovere il piede.

Sì, sono d’accordo. Credo che tu possa trovare alcune band della scena di Manchester degli anni ’80 e ’90 (nel nostro disco). Per esempio “Eat, Sleep, Wake (Nothing But You)” a me ricorda i New Order. Penso che ci sia parecchia musica differente sul nostro nuovo disco, è la musica che ci piace e che ci ispira.

John Congleton è un fantastico produttore e avete avuto la possibilità di lavorare insieme a lui: che cosa ha portato alla vostra musica? Che cosa avete imparato da lui? Come ha cambiato il vostro sound? Quanto è stato coinvolto nel processo di registrazione?

Il suo aiuto è stato davvero importante. Abbiamo prodotto da soli il nostro ultimo album, “So Long, See You Tomorrow” e ci è voluto parecchio tempo. Questa volta abbiamo usato un produttore in parte perché dovevamo modificare le canzoni e cambiare piccole cose e siamo stati molto contenti del lavoro che ha fatto. Lavora in modo molto veloce e istintivo, così siamo riusciti a produrre una o forse anche due canzoni al giorno. Per noi è stato davvero importante. Credo che ci abbia spinto a provare cose che non avevamo fatto in passato.

Che cosa puoi dirci del vostro processo creativo? E’ solo Jack che scrive le canzoni o è qualcosa di collaborativo?

In questo album Ed (Nash), il nostro bassista, ha scritto due canzoni, mentre le altre le ha scritte Jack. Eravamo tutti molto più rilassati (rispetto al passato) e penso che Ed, dopo aver lavorato per il suo progetto solista, sia molto più sicuro di sé.

Un’ultima domanda: per favore puoi scegliere una vostra canzone, vecchia o nuova, da utilizzare come soundtrack di questa intervista?

Direi il nostro nuovo singolo che è appena uscito, ovvero la title-track del nostro nuovo album, “Everything Else Has Gone Wrong”. E’ la mia canzone preferita del disco.

Grazie mille. Spero di vedervi presto da qualche parte, se non in Italia, magari a qualche festival in giro per l’Europa la prossima estate.

Grazie a te.

Photo Credit: Josh Shinner

 

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