“QUANDO SCRIVO UNA CANZONE, LO FACCIO PER INTERPRETARE, ESPLORARE O SPIEGARE QUALCOSA A ME STESSA.” ABBIAMO INTERVISTATO SQUIRREL FLOWER IN VISTA DELL’USCITA DEL SUO PRIMO ALBUM.

 
28 Gennaio 2020
 

Squirrel Flower è il moniker di Ella Williams, giovane indie-rocker nativa del Massachusetts. Proveniente da una famiglia di musicisti, non poteva che scegliere anche lei la stessa carriera e, nel corso degli ultimi anni, ha realizzato un paio di EP con questo nome, dopo aver iniziato a pubblicare materiale con il proprio. Tra pochi giorni (venerdì 31 gennaio), via Full Time Hobby (via Polyvinyl negli Stati Uniti), uscirà il suo atteso primo album, “I Was Born Swimming” e noi di Indieforbunnies.com abbiamo approfittato di questa occasione per contattarla via e-mail e farci raccontare, oltre che dell’imminente disco, delle sue aspettative, delle sue influenze, del suo lavoro con il produttore Gabe Wax e del suo nuovo tour europeo. Ecco cosa ci ha detto:

Ciao Ella, come stai? Ho letto che Squirrel Flower era il tuo soprannome di quando eri una bambina. Come mai hai deciso di utilizzarlo per il tuo progetto musicale?

Ciao, ho realizzato musica a mio nome (Ella Williams) quando ero una teenager e facevo principalmente musica folk acustica. Una volta che ho preso la chitarra elettrica e ho iniziato a sperimentare un po’ di più con il songwriting e gli arrangiamenti, ho capito che volevo utilizzare un moniker e non più il mio nome. Mentre raccoglievo le idee, mi è venuto in mente che Squirrel Flower era il soprannome che utilizzavo da bambina e ho deciso di continuare con quello!

Per favore puoi fare un’introduzione di te stessa e del tuo progetto per i nostri lettori? Provieni da una famiglia di musicisti: ciò quanto ha influenzato la tua decisione di intraprendere la stessa carriera? E’ stata una scelta naturale?

Sono una musicista e visual artist di 23 anni e ora vivo in Massachusetts. Sono ritornata qui dopo aver passato un po’ di tempo in Iowa, mentre andavo a scuola. Sto registrando e andando in tour con il moniker di Squirrel Flower dal 2015, ma prima registravo musica con il mio nome sin dal 2010. Provenire da una famiglia di musicisti mi ha influenzato nel senso che ho sempre visto che una vita creativa è possibile. Fin da giovane ho visto che una carriera musicale o artistica non è la più redditizia o facile, ma vale la pena provare a farla funzionare, se ne sei attratto. Credo che molti dei membri della mia famiglia facciano o abbiano fatto musica perché si sentivano profondamente attratti e per me è stata la stessa cosa.

Il tuo primo album sarà pubblicato alla fine di gennaio. Si chiama “I Was Born Swimming”: a cosa si riferisce? C’è nascosto un qualche significato particolare dietro a esso?

“I Was Born Swimming” si riferisce a più cose. Fa riferimento al modo in cui sono nata, nella placenta, avvolta in un velo pieno d’acqua. Questa è un’immagine che ritorna spesso nella mia musica e nella mia visual art. Fa anche riferimento a tutto il movimento dell’album. A livello di testi, le parole trattano molto del movimento. Musicalmente ci sono tanti sali e scendi tra una traccia e l’altra in termini di arrangiamenti, stili e dinamiche. Volevo evocare l’idea di essere nata nuotando, di muovermi dal momento in cui ho incontrato il mondo.

Il primo album è un passo molto importante per ogni musicista: come ti senti? Sei contenta? Quali sono le tue aspettative?

Sono molto contenta! Ho registrato e realizzato musica da così tanto tempo, ma non ho mai fatto nulla di questo calibro in passato. Mi sembra un grande passo in avanti per la mia produzione musicale e non vedo l’ora di condividerlo. Sono anche entusiasta di realizzare le canzoni che mi sembra siano lì da un po’ di tempo – ho scritto un paio di canzoni del disco addirittura cinque anni fa e le ho suonate live a ogni concerto, ma le pubblico solo ora.

Hai già aperto i concerti di fantastici artisti come Jay Som, Frankie Cosmos, Julien Baker, Soccer Mommy, Big Thief e Lucy Dacus. Pensi che qualcuno di loro possa avere influenzato il tuo songwriting? Quali sono state le tue principali influenze musicali per questo tuo disco d’esordio? Sinceramente mi è parso di sentire l’influenza di Lucy in più di una canzone del tuo album.

Sono stata davvero fortunata ad aprire per queste persone ancora all’inizio della mia carriera. Tutti loro sono dei fantastici songwriter e sono così diversi e vari nel genere e nello stile. Ho scritto le canzoni per questo disco nell’arco di cinque anni, così mi riesce difficile ridurlo a poche influenze. Se ne voglio proprio nominare alcuni in una vasta gamma di generi che mi influenzano direi che Adrianne Lenker, Bruce Springsteen, Phil Elverum, Moses Sumney e Grouper siano tutti stati importanti nella mia crescita come cantautrice.

Hai registrato “I Was Born Swimming” al Rear Book Room Studio di NYC insieme a Gabe Wax. E’ un ottimo produttore che ha già lavorato con fantastici musicisti come Adrianne Lenker, Palehound e Cass McCombs: quanto ha influenzato il tuo sound? Che cosa hai imparato da lui?

Lavorare insieme a Gabe è stato facile e bello. Siamo semplicemente andati in studio e lo abbiamo fatto! Molte parti sono state improvvisate o cambiate sul posto. Se uno di noi aveva un’idea la provavamo e poi decidevamo se tenerla o scartarla. Sono davvero esigente e lui è stato bravo a prendere i miei suggerimenti e anche ad aggiungere il suo stile nelle canzoni.

Mi piace molto il tuo album d’esordio: “Red Shoulder” è indie-rock con grandi chitarre, “Honey, Oh Honey” è la più corta è ha un’atmosfera punk melodica, mentre “Belly Of The City” è solenne e contemplativa. La cosa che, però, mi piace di più del tuo LP sono le emozioni che si possono trovare in ogni canzone. Credi che siano molto importanti per il tuo disco e per il tuo songwriting? Da dove hai preso l’ispirazione, mentre stavi scrivendo i tuoi testi? Quali sono gli argomenti principali?

Grazie! Direi che le emozioni guidino il mio songwriting, ma anche il desiderio di interpretare le cose intorno a me. Quando scrivo una canzone, lo faccio per interpretare, esplorare o spiegare qualcosa a me stessa, invece di scriverla come diario. La bellezza della musica e del songwriting è l’abilità di lavorare attraverso le cose con essa o di creare nuove idee, ambienti o sentimenti attraverso le canzoni, in modo da usare una canzone come obiettivo.

Quali sono stati i cambiamenti più importanti rispetto ai tuoi EP precedenti? Quanto si è evoluto il tuo suono nel corso degli anni?

Il mio primo EP corrisponde a quando ho utilizzato per la prima volta la chitarra elettrica. Quelle canzoni erano pesantemente influenzate dai mesi autunnali e invernali passati nelle campagne dell’Iowa e cercavano di catturare lo spazio e il vuoto che stavo provando in quel momento. Nel mio secondo EP ho iniziato a suonare la chitarra distorta e (a provare) arrangiamenti più rock da full band: mi è piaciuto molto il modo in cui mi sentivo mentre suonavo musica rock potente (sebbene in quelle sei canzoni ce ne siano alcune ambient, con armonie e riverberi come “Hands Melt” e “Midwestern Clay”). Credo che il mio nuovo LP sia un mix tra le due cose. Invece di suonare solo chitarre distorte o fare solo canzoni con spazi aperti, ho esplorato entrambe le cose nel corso dell’album. In definitiva mi rappresenta molto bene come cantautrice e musicista, incarnando così tanti stili e suoni differenti.

Suonerai in Europa tra poche settimane, alcune date da headliner e altre come opener di Strand Of Oaks. So che hai già suonato in Europa lo scorso anno: che cosa ti aspetti da questo tour? Pensi che ci sia la possibilità di vederti live qui in Italia nel corso del 2020?

L’ultima volta che sono stata in Europa è stato quando aprivo il tour solista nel Regno Unito e in Europa di Adrianne Lenker e ho fatto anche qualche data instore da sola. Non vedo l’ora di tornare. Suonerò tante nuove canzoni e i miei concerti saranno in solo con la chitarra acustica. Mi piace molto suonare una versione solo / acustica delle mie canzoni perché sono in grado di attirare le persone verso di loro in una maniera più intima. Spero veramente di venire in Italia nel 2020… Non ci sono mai stata, ma i genitori di mia mamma sono nati in Calabria e in Abruzzo e mi piacerebbe visitare questi posti!

Ho visto che realizzerai il tuo album d’esordio anche in vinile: che cosa ne pensi di questo formato che è tornato in maniera molto forte negli ultimi anni dopo parecchio tempo? Ti piace?

Non ho una particolare opinione su ciò, in realta! Mi piacciono i vinili per via della componente artistica: rende l’acquisto della musica un’esperienza più innovativa.

Hai qualche nuovo artista interessante da suggerire ai nostri lettori?

Ascolto continuamente Gillian Welch e Tom Waits in questo momento. La cover di “Bella Ciao” di Tom Waits è eccezionale. Per quanto riguarda cose più contemporanee Tomberlin, Megabog e Tenci sono artisti che mi piacciono.

Un’ultima domanda: per favore puoi scegliere una tua canzone, vecchia o nuova, da utilizzare come soundtrack di questa nostra intervista?

“Headlights” dal mio nuovo LP. Grazie mille.

 

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