DUNE RATS
Hurry Up And Wait

[Ratbag - 2020]
6.5
 
Genere: punk-pop,garage-punk
 
5 Febbraio 2020
 

Dopo i divertentissimi concerti italiani dello scorso giugno i Dune Rats sono ritornati questo weekend con il loro terzo album, “Harry Up And Wait”, che arriva a tre anni esatti di distanza dal loro sophomore, “The Kids Will Know It’s Bullshit”.

Con il successo nazionale e internazionale ottenuto con il precedente LP era lecito chiedersi se questi tre folli australiani avessero deciso di seguire facili stradi commerciali, invece – per nostra fortuna – sono rimasti i soliti stronzi cazzoni di sempre.

Per questo nuovo lavoro, come spiega il frontman Danny Beus nella press-release, non hanno scritto di party e, però, non hanno nemmeno voluto allontanarsi da ciò, ma hanno preferito parlare di altre cose che gli sono successe e gli stanno succedendo nella vita.

Dopo un breve intro in cui sentiamo la registrazione di quella che sembra essere una segreteria telefonica, inizia la musica con “Bobby D” e allo stesso tempo iniziano anche l’adrenalina e il divertimento grazie a questo breve brano punk-pop con super riff di chitarra che farebbero venire voglia di saltare anche a un novantenne!

Più malinconica e dal suono più pulito e tranquillo, “No Plans” ha comunque un ritornello incredibilmente catchy e sincero e una melodia azzeccata; “Rock Bottom”, invece, inizialmente risulta abbastanza fiacca, ma anche qui – ancora una volta – è il coro irresistibile a salvarli.

“Stupid Is As Stupid Does” gode di toni punk-pop con brillanti chitarre e ritmi esagerati ed è graziato dalla voce della statunitense K-Flay, che aggiunge un tocco più pop al brano.

Non possiamo fare a meno di citare il singolo “Crazy”, delirante e catchy con quel suo ritornello che rimane appiccicato in mente all’istante e quelle ottime sensazione melodiche, mentre “The Skids” ci mostra una faccia più riflessiva della band di Brisbane, ma ha forse un tono un po’ troppo fiacco rispetto a ciò che ci avevano abituato in passato.

Non si inventano nulla di nuovo questi tre cazzoni australiani e, in questo disco, hanno anche qualche passaggio meno brillante, ma riescono comunque a farci passare una mezz’ora gradevole e solare, ricca di ottime melodie, tanta energia e quella giusta dose di follia: i live-show rimangono la parte migliore della band australia, ma nell’attesa di un loro ritorno nella nostra penisola, divertiamoci con questo nuovo lavoro sulla lunga distanza.

Photo Credit: Ian Laidlaw

Tracklist
1. (intro)
2. Bobby D
3. Rubber Arm
4. No Plans
5. Rock Bottom
6. Crazy
7. Patience
8. Bad Habits
9. Stupid Is As Stupid Does (feat. K-Flay)
10. If My Bong Could Talk
11. The Skids
12. Mountains Come And Go But Aussie Pub Rock Lives On (Forever)
 
 

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