OGGI “PYGMALION” DEGLI SLOWDIVE COMPIE 25 ANNI

 
6 Febbraio 2020
 

Il breve periodo d’oro dello shoegaze britannico è finito ufficialmente a metà anni novanta e per molto tempo “Pygmalion” (terzo album degli Slowdive e ultimo prima del momentaneo scioglimento della band di Reading) è stato considerato se non colpevole quantomeno corresponsabile di quella fine. Difficile in effetti trovare tracce delle chitarre grintose e sognanti che popolavano “Just For A Day” o del poetico romanticismo di “Souvlaki” in questi quarantotto minuti e mezzo.

Nove brani ideati quasi interamente da Neil Halstead a Londra, dove si era trasferito, che anticipano la direzione più sperimentale che avrebbe ampiamente esplorato nella futura carriera solista. “Pygmalion” è un disco metropolitano che deve molto a Brian Eno, ai Can e a Phillip Glass. L’omaggio di un giovane compositore (Halstead all’epoca aveva solo venticinque anni) a suoi illustri colleghi come dimostra la notazione grafica riportata in copertina, ispirata a Stockhausen non a György Ligeti come lo stesso Neil ha chiarito di recente.

Alan Mc Gee, patron della Creation, avrebbe voluto un disco più pop da inserire facilmente nella nuova ondata di british band che stavano conquistando il mercato, Halstead aveva altre idee. I dieci minuti iniziali di “Rutti” ad esempio: costruiti su sola voce e qualche accordo di chitarra in un minimalismo spettrale ma non forzato, che scivolava agilmente nelle anime sovrapposte di “Crazy For You”.

Il contributo di Rachel Goswell era più contenuto che in passato, limitato all’onirica “Miranda” e alla dolce “Visions Of LA”. Ancora minore la partecipazione del chitarrista Christian Savill e del bassista Nick Chaplin che di lì a poco avrebbero lasciato ufficialmente la band mentre il batterista Ian McCutcheon avrebbe poi ritrovato la non più coppia Goswell – Halstead nei Mojave 3.

Venticinque anni dopo una promozione tragica e una pubblicazione difficile, limitata inizialmente al solo mercato inglese, “Pygmalion” ha trovato la sua strada. Amato e citato come fonte d’ispirazione da molti musicisti con i suoi avventurosi riverberi, il sound vivido e una produzione lucida che lasciava il giusto spazio a parole e note, dimostrava coi fatti che andare oltre i limiti imposti da stili e etichette era perfettamente possibile.

Data di pubblicazione: 6 febbraio 1995
Registrato: Courtyard Studios, Sutton Courtenay (Inghilterra)
Tracce: 9
Lunghezza: 48:23
Etichetta: Creation
Produttori:Chris Hufford, Slowdive

Tracklist
1. Rutti
2. Crazy for You
3. Miranda
4. Trellisaze
5. Cello
6. J’s Heaven
7. Visions of LA
8. Blue Skied an’ Clear
9. All of Us

 

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