OGGI “BLACK SABBATH” DEI BLACK SABBATH COMPIE 50 ANNI

 
13 Febbraio 2020
 

Nel ’70 i Black Sabbath pubblicarono il loro primo album, chiamato “Black Sabbath”, la cui prima canzone era intitolata ancora una volta “Black Sabbath”. Tre, come la triade di note contenuta nel riff principale del pezzo, il così detto “tritono diabolico”, che nel Medioevo era stato severamente vietato, a causa della sua melodia oscura, che si credeva potesse evocare il diavolo, come accade nel brano della band inglese, nel quale Satana stesso siede in mezzo agli uomini.

Il disco, in verità, all’epoca, non ebbe giudizi favorevoli da parte dei critici, che lo accolsero con sarcasmo e superficialità eccessiva, considerandolo una sorta di vano tentativo di fondere i Cream con le atmosfere cupe di autori come Edgar Allan Poe o H.P. Lovecraft. Oggi, invece, sappiamo quanto questo album sia stato apprezzato da svariate generazioni di musicisti. Le sonorità dei Black Sabbath, dei loro primi album, hanno influenzato non solo la scena heavy metal, ma anche quella doom, quella stoner e persino quella del grunge più magmatico e psichedelico. Il blues aveva sempre avuto un’anima dannata, i Black Sabbath non fecero altro che esaltarne l’essenza facendo sì che le sonorità hard-rock, rock-blues e psichedeliche dessero vita all’heavy metal.

“The Wizard”, con la sua estrema semplicità testuale, è un sospiro di sollievo tolkeniano, prima che la Morte ci spalanchi le porte del suo triste mondo in “Behind The Wall Of Sleep”; basta poco per trovarsi dall’altro lato del confine che separa i due mondi e che trasforma i nostri corpi in cadaveri inanimati… ma era solamente un brutto sogno, il sole ora è tornato a brillare, anche se quel sapore di fine imminente ed inevitabile resterà, per sempre, scolpito nelle nostre menti. La successiva e famosa “N.I.B.” fu accusata di voler fare proselitismo in favore delle sette sataniche e nel tempo nacquero diverse leggende e fantasie attorno al misterioso acronimo n.i.b.; in effetti, se ci soffermiamo a leggere le parole del brano, vi troviamo un chiaro ed esplicito invito a lasciarsi andare, a cambiare vita, a lasciarsi alle spalle il proprio passato e stringere, finalmente, la mano di Lucifero per seguirne il cammino. Sappiamo, però, che Lucifero è anche il nome di quella, che per gli antichi, era la stella del mattino, quella che accompagnava la nascita del nuovo giorno. Lucifero, dunque, è il vero portatore di luce nel mondo e coincide col pianeta Venere, corpo celeste da sempre connesso all’amore. In quest’ottica il brano dei Black Sabbath assume un significato completamente diverso: non avere timore di perseguire le proprie passioni, non rinunciare mai alla propria libertà, non farsi influenzare e limitare dagli altri e dalle loro verità rivelate e sopra ogni cosa tentare di cambiare, portandovi luce, l’oscuro mondo in cui viviamo.

Il mondo di “Wicked world”, il mondo malvagio che chiude il disco, un mondo devastato dalle guerre e dalle malattie (non molto diverso dal mondo attuale, insomma), nel quale quelli più fortunati, quelli che hanno di che vivere, quelli che hanno un lavoro ed una casa, considerano quelli che non hanno nulla i loro naturali nemici; li temono, li tengono lontani e tentano di combatterli in ogni modo. Sarà sempre un mondo egoista, buio e sadico, quello che conta i suoi morti e disprezza ogni forma di vita, senza rispetto per i suoi padri, senza amore per i suoi figli.

Pubblicazione: 13 febbraio 1970
Durata: 42:57
Dischi: 1
Tracce: 8
Genere: Heavy metal
Etichetta: Vertigo
Produttore: Rodger Bain
Registrazione: luglio 1969 – gennaio 1970

1 – Black Sabbath – 6:19
2 – The Wizard – 4:24
3 – Behind The Wall Of Sleep – 3:39
4 – N.I.B. – 6:06
5 – Evil Woman – 3:27
6 – Sleeping Village – 3:48
7 – Warning – 10:31
8 – Wicked World – 4:45

 

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