MIKAL CRONIN + SHANNON LAY
Live @ Loppen (Copenhagen, 14/02/2020)

 
15 Febbraio 2020
 

Grande attesa per questo tour decisamente interessante che vede come protagonisti Mikal Cronin e Shannon Lay, entrambi collaboratori di Ty Segall, ma anche musicisti assolutamente validi e intelligenti, che più di una volta hanno dimostrato il loro valore personale grazie ai loro altri progetti.

Ci troviamo al Loppen di Copenhagen nella città libera di Christiania: la storica venue danese non ha certo bisogno di presentazioni, avendo visto passare, nel corso degli anni, tantissimi nomi importanti del rock al suo interno, e ci fa molto piacere ritornarci dopo parecchio tempo dall’ultima volta.

Ad aprire la serata è Shannon Lay, da sola sul palco in questo tour, che presenta il suo terzo LP, “August”, uscito la scorsa estate per la prestigiosa Sub Pop Records.

Già dall’iniziale “Shuffling Stoned” possiamo capire cosa ci porterà il suo live-show, ovvero una versione molto intima della musica della ragazza californiana: non possiamo che godere di questa delicatezza e di questo senso di poesia che pervadono la sua voce e i suoi gentili arpeggi.

Rilassante e pulita la bellissima “November” ci fa conoscere allo stesso tempo malinconia e romanticismo, mentre la sei corde della Lay continua a supportare i vocals con i suoi toni morbidi.

“Moon’s Detriment” è più luminosa, seppur semplice, ma – nonostante le atmosfere rimangano cupe – ci regala quella voglia di speranza di cui tutti abbiamo bisogno, “Sunday Sundown”, estratta dal recente “August”, esprime ancora sensazioni poetiche di rara bellezza, mentre la confessionale “Recording 15” è un altro momento di pura intimità.

Un concerto malinconico, ma incredibilmente toccante questo di Shannon che, nonostante i limiti posti da questo tipo di set, è capace di donare sentimenti profondi e intensi.

In formazione a tre, invece, Mikal Cronin arriva sul palco del Loppen pochi attimi dopo le undici per presentare il suo quarto LP, “Seeker”, realizzato lo scorso ottobre via Merge Records.

Il suo live si apre con il recente singolo “Shelter”, che, pur mancando della sezione di archi presente sul disco, ci mostra il movimento sonoro del musicista losangelino che qui si presenta con toni più acidi e meno facili rispetto ai suoi precedenti lavori solisti, mentre la batteria continua a picchiare duro, come accadrà per tutti i cinquantacinque minuti del concerto.

Molto malincona e incredibilmente riflessiva, “Show Me” ha comunque un ritornello dalla gradevole melodia: è solo nel finale del brano che Cronin si lascia andare e la sua chitarra diventa libera di sfoderare potenti ed energici assoli.

Dopo un inizio così tranquillo ci vuole qualcosa per rompere l’atmosfera e allora la vecchia “Apathy”, con la sua cattiveria punky, la sua grande velocità e le sue ottime sensazioni melodiche, sembra proprio perfetta per raggiungere questo scopo ed eccitare il pubblico danese.

Nonostante Mikal la definisca “una breakup song”, “Say” è una bomba impazzita dai ritmi sfrenati e sempre pronta a esplodere e divertire; “Sold”, altro estratto dal suo LP più recente, ha invece toni più pacati e, seppur eseguita con la chitarra invece che con il piano come su disco, riesce comunque a passare i suoi sentimenti ai presenti in sala.

“I’ve Got Reason” ha una cattiveria garage-punk e una potenza assassina e ci ricorda da vicino il suo compagno di mille battaglie Ty Segall con quei suoi pesanti riff, “Guardian Well”, con il suo drumming militaresco, non nasconde il dolore, la sofferenza e la malinconia provate da Cronin, mentre la vecchia “Weight” passa facilmente da melodici toni indie-pop con chitarre cristalline e jangly a chitarre fuzzy e rombanti garage-rock, senza dimenticare, però,a dolcezza dei vocals di Mikal.

L’unico encore, “Change”, chiude il set con un ritornello che è una bomba di intensità, ma lascia intravedere anche l’animo più pop del musicista californiano.

Forse le sonorità non saranno state così ricche come sull’ultimo disco, ma il concerto di Cronin ci ha comunque soddisfatto, dimostrando come sia capace di andare oltre al garage-rock e non abbia paura di lasciare in grande evidenza i suoi sentimenti. Una serata da ricordare a lungo!

 

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