CARMEN CONSOLI: LA TOP 10 BRANI

 
17 Febbraio 2020
 

Carmen Consoli nel 2020 terrà un concerto – evento all’Arena di Verona, intitolato “25 anni Mediamente Isterici”, che prende spunto dal titolo di uno dei suoi album più amati, il terzo, quando ancora il rock vibrava forte nelle sue vene e per tutti era diventata la Cantantessa. In seguito ha allargato a dismisura i suoi confini, spaziando dalla canzone d’autore a richiami folk e world, con suoni legati alla sua terra, la magica Sicilia. Approfittiamo di questa bellissima occasione per ripercorrere un’ importante carriera lungo la quale Carmen ha saputo regalarci autentici gioielli, alcuni entrati di diritto nella storia della musica italiana.
Ecco la mia top 10 brani di Carmen Consoli:

10 – MANDACI UNA CARTOLINA

2009, da “Elettra”

La Consoli con l’album “Elettra” prosegue il suo cammino verso una musica contaminata da suoni caldi, acustici, iniziato con “Eva contro Eva”. La canzone, che parla del padre che le era venuto a mancare da poco quando la scrisse, è molto toccante e delicata. (Qui in un’esibizione dal palco dell’Ariston, quando fu ospite al Festival di Sanremo 2010).

9 – BESAME GIUDA

1998, da “Mediamente isterica”

Singolo che anticipava l’album a conti fatti più rock di un’artista qui in stato di grazia: sicura di sé, magnetica, irriverente.

8 – DIVERSI

1997, da “Confusa e felice”

Carmen, smaltita la delusione per l’esclusione dal Festival di Sanremo fra i “Big”, dimostra in realtà di esserlo diventata davvero grande, proponendo un album senza punti deboli. Orecchiabile, ben suonato, più maturo e consapevole del precedente con canzoni in generale più dirette rispetto all’esordio, finanche disarmanti come in questa “Diversi”: “Forse anche tu stai pensando/Che siamo troppo diversi/Vorrei parlare con la tua bocca…/Vorrei riuscire a guardare/Con i tuoi occhi”.

7 – SIGNOR TENTENNA

2006, da “Eva contro Eva”

È il singolo che anticipa l’album del cambiamento, quello in cui l’artista in qualche modo si ritrova a “osare”, scegliendo arrangiamenti lontani da quelli tipicamente pop rock (seppure spesso di pregevole fattura) cui ci aveva abituati. Il testo è uno dei più ficcanti della sua produzione: ne esce un ritratto incisivo di una persona in qualche modo codarda, incapace di vivere una relazione, di approcciarsi nel modo giusto con il mondo e di fare pace con sé stesso. L’interpretazione della Consoli qui è sublime.

6 – PAROLE DI BURRO

2000, da “Stato di necessità”

E’ questo un album dove si sposano bene le due istanze della Cantantessa: quella più rock e quella vicinissima alla miglior canzone d’autore. Un caso lampante della seconda categoria è rappresentato da questo fortunatissimo singolo che si fa preferire a mio avviso tra i lenti qui presenti all’altrettanto fortunato “L’ultimo bacio” che fece da colonna sonora all’omonimo film di Muccino. In “Parole di burro”, un uomo indubbiamente affascinante ma di quelli che possono poi ferire è al centro delle intense liriche, baciate da uno straordinario quanto misurato arrangiamento di fiati.

5 – PIOGGIA D’APRILE

2002, da “L’eccezione”

Canzone descrittiva ma ugualmente immaginifica, è corredata da un raffinato video dalle fredde tonalità, in cui è splendida la fotografia ma è soprattutto splendida Carmen. Tutto il disco mostra l’acquisizione di nuovi linguaggi, la ricerca di rimanere pop ma puntando sulla qualità, cosa che verrà poi ampliata nel successivo album di matrice etnica. Da citare in questo caso sarebbe almeno “Uva acerba” ma la posizione va appunto a “Pioggia d’aprile”, di cui uscì anche la versione in inglese (“April Showers”) inserita nell’album “Carmen Consoli”, pensato per il mercato internazionale.

4 – AMORE DI PLASTICA

1996, da “Due parole”

Colpì subito Carmen Consoli con questa canzone dolce, deliziosa, a suo modo romantica. L’album che la contiene, quello del debutto, può sembrare acerbo coi suoni acustici e gentili, ma ricordiamoci che la cantautrice quando fu pubblicato non aveva ancora 22 anni e anzi alcuni pezzi li scrisse quando era poco più che maggiorenne. I segnali di un talento fuori dal comune vi erano in fondo giù tutti.

3 – MODERATO IN RE MINORE

2002, da “L’eccezione”

Sul mio personale podio, non poteva mancare questo episodio struggente, in grado ogni volta che l’ascolto di commuovermi, emozionarmi, svuotarmi… un brano che parla di solitudine, di amarezze, un altro di quei ritratti in grado di sintetizzare una vita.

2 – TUTTO SU EVA

2006, da “Eva contro Eva”

Il brano di apertura dell’album, poi uscito anche come singolo, sin dalle prime note ammalia, seduce e induce alla riflessione. Un’atmosfera meravigliosa fa da cornice a un testo sì poetico ma pure corrosivo: “Eppure avrai il coraggio di chiamare l’evidenza casualità/Bramosia e doppiezza complottano con la più efferata crudeltà /E sai di cosa sto parlando/E che mentire non è il rimedio ad un torto”… da pelle d’oca anche la lunga coda strumentale (non presente alla fine del video ufficiale qui condiviso) di un album che non è sbagliato associare alla musica folk, visto oltretutto i suoi numerosi richiami alle storie, ai racconti e alle suggestioni etniche: lodevoli in tal senso anche i brani “Madre Terra”, con la splendida voce di Angelique Kidjo e “Il pendio dell’abbandono”, impreziosito dalla musica di Goran Bregovic.

1 – CONFUSA E FELICE

1997, da “Confusa e felice”

Ok, sarà pure scontato ma così non era stato quella sera al Festival di Sanremo, quando una grintosa Carmen Consoli, ciuffo sbarazzino e pantaloni di pelle, imbracciò energicamente la sua chitarra elettrica per sbatterci in faccia le sue inquietudini e il suo reale stato d’animo, in un periodo per lei importante di cambiamenti. Eliminata al primo colpo… beh, chissenefrega: era nata una stella, anzi, era arrivata “la Cantantessa”.

BONUS TRACK#1 – CONTESSA MISERIA

2001, da “L’anfiteatro e la bambina impertinente”

E così, di passo in passo, la “bambina impertinente” (titoli sempre azzeccati e ficcanti per la Nostra) era riuscita a esibirsi nell’imponente scenario dell’antico teatro greco di Taormina, nella sua Sicilia. Immortalato poi in un cd/dvd (quest’ultimo formato riprende il concerto integralmente), mostra un’artista che al periodo definimmo all’apice della sua carriera, anche se – come si suol dire – il meglio sarebbe ancora dovuto venire.
Il brano in questione, già pubblicato nell’album dedicato alle figure femminili (“Mediamente isterica”), acquisisce in questa versione dal vivo ancora più spessore. La performance è da brividi.

BONUS TRACK#2 – QUELLO CHE SENTO

1996, da “Due parole”

E’ la canzone con cui si presentò, sul finire del 1995, alle selezioni per accedere alle Nuove Proposte Sanremesi. Nel filmato allegato la si vede in quell’esibizione, un po’ timida, con un look ancora adolescenziale (aveva poco più di 20 anni) ma già in grado di comunicare, seppur quasi sussurrando, i suoi sentimenti con passione e sincerità. Si sente un po’ l’eco di Tracy Chapman ma in realtà la Consoli aveva già una personalità ben definita che stava reclamando per farsi largo e uscire fragorosamente allo scoperto.

BONUS TRACK#3 – L’ABITUDINE DI TORNARE

2015, da “L’abitudine di tornare”

Come ultima traccia bonus (me ne sono concesso tre ma ci tenevo a ripercorrere un po’ tutte le varie fasi del suo percorso artistico), ecco il singolo del ritorno e in tal senso il titolo ci viene in soccorso. Mancava da tempo con un album di soli inediti e il rientro nel mondo delle sette note è all’insegna di un lavoro ancora ispirato, fresco, mediato tra la “vecchia Carmen”, più pop e fresca, e quella recente della sperimentazione e della ricerca.
E ora attendiamo in primis questo concerto veronese che ne celebra la storia, ma poi anche un nuovo album, per ritrovarci nuovamente emozionati all’ascolto delle sue canzoni.

 

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