OGGI “SOCIALISMO TASCABILE (PROVE TECNICHE DI TRASMISSIONE)” DEGLI OFFLAGA DISCO PAX COMPIE 15 ANNI

 
7 Marzo 2020
 

L’epopea degli Offlaga Disco Pax è iniziata con “Socialismo Tascabile (prove tecniche di trasmissione)”. Il primo album della band / gruppo / collettivo artistico messo in piedi da Max Collini, Enrico Fontanelli e Daniele Carretti in una Reggio Emilia che stava cambiando identità, faccia e pelle ha scardinato le rigidissime regole di un mondo musicale in cui il termine “indie” cominciava a farsi strada con prepotenza.

“Socialismo Tascabile” parlava del passato, quello personale di Collini e quello dell’Emilia Romagna rossa che si sentiva parte dell’Unione Sovietica e alla Rivoluzione Proletaria credeva sul serio. Titolo preso in prestito dall’amico scrittore Arturo Bertoldi e uno stile scarno, vivace, che riprendeva e attualizzava il discorso iniziato dai CCCP fondendolo con basi new wave.

Sarcasmo, rimpianto, ironia e sogni spezzati si rincorrevano tra gli accordi vibranti di “Kappler”, le emozioni non da poco di “Enver” (“Hai lasciato: piazze piene, urne vuote/ tremori gentili/ tracce sottili/ tracce profonde sugli zerbini dei miei/ pianerottoli”). “Tono metallico standard” si scagliava con forza contro gli alternativi per forza, i Togo al cioccolato e le gomme da masticare alla cannella comparivano in un testo (“Cinnamon”) che sintetizzava in pillole il pensiero espresso da Bertoldi in “Il Piccolo Consumatore”.

Un dessert agrodolce che continuava con “Tatranky” il wafer cecoslovacco simbolo di un universo di valori ormai sbriciolato. Facce, storie vissute e sentite raccontare. Ylenia quattordicenne e tumultuosa “Khmer rossa” con la voglia di cambiare il mondo conquistata dopo un corteggiamento lungo come la Rivoluzione d’Ottobre (finirà male). Cavriago col suo busto di Lenin eletta a “Piccola Pietroburgo” emiliano – romagnola.

La seconda elementare nel 1975 con domanda a trabocchetto e la toponomastica reggiana elencata in “Robespierre” (come dimenticare il premiatissimo video) rappresentano uno dei momenti più personali di un album che metteva nero su bianco la crisi di un’idea e di una generazione. Discorso a parte per “De Fonseca”ovvero la pantofola che diventa triste emblema della fine di un amore, feticcio apparentemente banale in realtà dolce e importante. Chiusura maiuscola per un disco di storie diventato a suo modo storico.

Data di pubblicazione: 7 marzo 2005
Tracce: 9+1
Lunghezza: 68:08
Etichetta: Santeria / Audioglobe
Produttori: Enrico Fontanelli, Giacomo Fiorenza

1. Kappler
2. Enver
3. Khmer rossa
4. Cinnamon
5. Tono metallico standard
6. Tatranky
7. Robespierre
8. Piccola Pietroburgo
9. De Fonseca

 

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