OGGI “YOUNG AMERICANS” DI DAVID BOWIE COMPIE 45 ANNI

 
7 Marzo 2020
 

Nella ondivaga e camaleontica carriera del Duca non poteva mancare un’immersione nel black sound americano, cosa che puntualmente avvenne a metà degli anni ’70, con la pubblicazione di “Young Americans”.
Rispetto all’avant pop e al funk robotico di “Station to Station”, premonitore di molte venture fascinazioni post-punk e sorta di evoluzione glaciale del R&b di “Young Americans”, quest’ultimo testimonia l’immersione nel più colorato e caldo Philly Sound.
Non annoveriamo infatti questo disco tra i tentativi che fecero molte star del rock e del pop di buttarsi nel carrozzone di successo della disco music e nemmeno in una improbabile conversione del Duca ad un funk per duri e puri .

La scelta ricadde in ciò che viene definito “Philly Sound” , Philadelphia Soul di inizio degli anni ’70, che gettò le basi della disco con trame ritmiche R&B, con tastiere jazzy e texture vocali tra il Pop ed il Funk. Senza l’anima del soul ma con la raffinatezza che mancò a molta disco music, parve la scelta perfetta per un bianco inglese che voleva conquistare il mercato americano.
Circostanza che puntualmente avvenne grazie al successo del super funkeggiante “Fame” , con lo zampino di sua maestà Lennon. Presenza dei Beatles che si fa sentire anche nella cover di “Across the universe” , buona l’intenzione meno il risultato.

Un album di soli otti brani ma perfetto nella sua breve durata, nonostante soffra un po’ nel lato B e che affascina più per gli arrangiamenti che a livello di songwriting, anche se i comuni mortali venderebbero l’anima al diavolo per una “Win”, una “Fascination” o la title track, brani che non hanno perso un’oncia della loro forza.

Giova ricordare la presenza negli studi Sigma Sound Studios di Philadelphia di musicisti della scena funk e soul locale, inclusi Luther Vandross, all’epoca agli esordi, e Andy Newmark, batterista degli Sly and the Family Stone, nonché del sassofonista dai toni morbidi David Sanborn.

Uno, nessuno, centomila, noi “I” Bowie li gradiamo, TUTTI.

Tipo album: Studio
Pubblicazione: 7 marzo 1975
Tracce: 8
Genere: Soul bianco, Pop rock
Etichetta: RCA Records
Produttore: David Bowie, Tony Visconti, Harry Maslin

Young Americans – 5:13
Win – 4:47
Fascination (Bowie, Luther Vandross) – 5:48
Right – 4:22
Somebody Up There Likes Me – 6:36
Across the Universe (John Lennon, Paul McCartney) – 4:33
Can You Hear Me – 5:08
Fame (Bowie, Lennon, Carlos Alomar) – 4:21

 

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