AGNES OBEL
Myopia

[ Deutsche Grammophon - 2020 ]
8.5
 
Genere: Indie-pop, folk-rock
Tags:
 
9 Marzo 2020
 

Ed eccoci qua a parlare di un altro papabile disco per la consueta top ten di fine anno. Il quarto album della danese Agnes Obel, in uscita lo scorso 21 febbraio, ci trasporta in una ambientazione composta da una sofisticatissima musica da camera nella quale una volta entrati, diventa davvero difficile uscirne.

Il percorso si compone di dieci tracce di rara bellezza che, complice l’assoluta perfezione degli arrangiamenti, riescono a diventare magnetiche ed ipnotiche sin dal brano di apertura “Camera’s Rolling” con il suo tenebroso incalzare capace di fermare il tempo per permetterci di scrutare tutto ciò che ci circonda.

Scritto, prodotto, registrato e mixato dalla Obel nel suo studio/laboratorio berlinese, l’album è stato anticipato dai singoli “Island Of Doom” la quale racchiude tutto ciò che la pianista è desiderosa di raccontare con la sua arte, evanescente e surreale, e dalla meravigliosa “Broken Sleep” dove la Nostra si concede in virtuosismi vocali mentre pizzica il piano con fare ostinato ma naturale, scandendo odi di incredulità: “Sea of trees calling humans/Hang like leaves from the willow”.

“Myopia” assurge ad opera d’arte e la compositrice di Gentofte ce lo ricorda sfoggiando un inquietante piano solo dapprima con “Roscian” e poi con “Drosera”, per regalarci subito dopo un viaggio ancestrale da percorrere tra le note della title track che ricorda l’Enya più intimista.

L’altro brano orchestrale e malinconico è “Parliament Of Owls” che anticipa la desolazione presente in “Can’t be” caratterizzata dalla presenza massiccia di archi affidati alle sapienti mani di Kristina Koropecki, Charlotte Danhier e John Corban.

Chiudono questo gioiello la magnetica e folkeggiante “Promise Keeper” e l’ombrosa “Won’t You Call Me” nella quale la Obel ritorna a far sentire la sua sensazionale voce opaca segnando, a parer mio, uno dei momenti più belli ed intensi dell’album.

“Myopia” è un disco dove la tensione si avverte in ogni momento durante lo scorrere dei quaranta minuti circa, scanditi da perfetti effetti vocali che si intrecciano con  note d’autore di questa incredibile artista che ci dona una esperienza unica, straordinaria.

Tracklist
1. Camera’s Rolling
2. Broken Sleep
3. Island Of Doom
4. Roscian
5. Myopia
6. Drosera
7. Can’t Be
8. Parliament Of Owls
9. Promise Keeper
10. Won’t You Call Me
 
 

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