INDIE ITALIANO
Cosa Restera’ Degli Anni ’10?

 
20 Marzo 2020
 

Gli anni venti del nuovo millennio sono iniziati da poco ma in tempi di consuntivi ci pareva giusto mettere in luce i tanti artisti italiani emersi dal panorama indipendente che si sono affermati nel decennio precedente, al punto da sdoganare il termine indie,  che ha perso col tempo le sue peculiarità ed è sconfinato nel mainstream tra pop, rock e musica d’autore. E’ indubbio comunque che per molti ormai la dicitura indie sia diventata emblema di un genere quasi a sé stante, dove far confluire tanti artisti accomunati per lo più da un linguaggio simile, giovanilistico, in grado di rappresentare una valida alternativa a quella musica trap tanto in ascesa. E’ doveroso inoltre rimarcare in tutto questo anche il prezioso contributo di tante illuminate etichette che hanno saputo fiutare l’aria che stava cambiando, pescando nel sottobosco musicale fior di talenti. Con questa rassegna però non c’è pretesa certo di essere esaustivi e la soggettività è di per se’ implicita: per scelta di campo si tralasceranno quei nomi smaccatamente commerciali (uno su tutti i Thegiornalisti che pure, a detta di chi scrive, erano molto apprezzati ai tempi dei primi tre album), per puntare su chi a nostro avviso ha i requisiti per durare a lungo, segnando anche il decennio in corso. Non ho inserito volutamente artisti di gran pregio come Paolo Benvegnù, i Ministri o Umberto Maria Giardini, i quali – seppur pienamente affermatisi nel decennio preso in esame e in parte associabili a questo filone – affondano le loro radici in anni precedenti; al contrario invece troverete fra i 20 nomi selezionati quello di Edda, perché la sua è stata a pieno titolo una nuova ripartenza che poco o nulla ha a che spartire col suo pur glorioso passato.

Ecco quindi di seguito i 20 artisti indie italiani più rilevanti degli anni ’10:

BRUNORI SAS

Il nuovo decennio non poteva che iniziare meglio per il cantautore calabrese Dario Brunori, issato subito in cima alle classifiche di vendite con il suo nuovo album “Cip!”, in cui il nostro, pur non tralasciando la sua originale poetica, mostra di non temere di misurarsi con i più grandi.

CALCUTTA

Edoardo D’Erme, con i suoi 30 anni, è uno dei più giovani di questa rassegna, ma anche quello che forse ha ottenuto per primo un successo sia di pubblico che di critica. Lo ha fatto con il secondo album, intitolato (in modo ironico ma pure programmatico) “Mainstream”, pieno di brani accattivanti e in grado di arrivare subito all’ascoltatore. Ha saputo comunque mantenere un profilo alternativo, nonostante gli immediati consensi, e col successivo “Evergreen” (anche qui il titolo mi sa che non è casuale!) ha mantenuto le attese, a partire dal singolo tormentone “Paracetamolo”: il suo stile ormai è assolutamente riconoscibile.

LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA

A fine 2018 il ferrarese Vasco Brondi ha posto fine al progetto Le luci della centrale elettrica, iniziato 10 anni prima con l’album eponimo, che da subito ne mise in luce il grande talento narrativo. Spirito punk in un animo da cantautore e un futuro tutto da scrivere ma che si annuncia florido.

MOTTA

Ne ha fatta di strada Francesco Motta da quando militava negli interessanti Criminal Jokers assieme fra gli altri a Francesco Pellegrini (poi negli Zen Circus e atteso anch’esso al debutto da solista): un disco d’esordio bagnato da un ottimo successo di critica (ricordiamo almeno la Targa Tenco nel 2016 per il miglior album nella relativa categoria) e quello seguente che l’ha fragorosamente confermato, consacrandolo fra i Big. Nel 2019 ha pure aggiunto al suo curriculum l’esperienza in gara al Festival di Sanremo.

MANNARINO

Il cantautore romano ha proprio tutto per rinverdire i fasti della ben nutrita scena della capitale. In grado di mescolare abilmente canzone d’autore e folk, album dopo album ha ampliato a dismisura il suo pubblico. Nel 2020 sarà impegnato in un tour che farà tappa anche all’Arena di Verona per un concerto che si preannuncia imperdibile.

IOSONOUNCANE

Dietro il curioso nickname si cela Jacopo Incani che nel 2015 con “Die” ha confezionato un album davvero incatalogabile e sfuggente, ma allo stesso tempo pieno di sostanza e di qualità. Invece di battere il ferro finchè è caldo, ha centellinato le apparizioni e il suo nuovo album, previsto a breve, è già fra i più attesi dell’anno.

LEVANTE

La siciliana Claudia Lagona, in arte Levante, erroneamente poteva sembrare la classica artista da un singolo e via, tale fu l’accoglienza riservata alla sua celebre “Alfonso”, ben presto assurto a vera hit del panorama indie. Invece ha mostrato subito grande talento e una personalità fuori dal comune, e soprattutto ha saputo dare buon seguito alle sue prime intuizioni.

EDDA

Stefano Rampoldi vantava già una carriera degna di nota come frontman dei Ritmo Tribale, una delle formazioni di culto del rock alternativo italiano tra gli anni ’80 e ’90. Aveva fatto perdere completamente le sue tracce ma da quando è riapparso sulle scene musicali, la gente lo ha riaccolto entusiasta, per nulla straniata da una proposta davvero molto diversa rispetto a quando stava nel gruppo. Ogni album di Edda è una sorpresa, l’ispirazione vola alta e il suo linguaggio espressivo non muta al cospetto di soluzioni musicali sempre nuove.

COSMO

Il piemontese Marco Jacopo Bianchi, dopo le precoci esperienze alla guida dei Drink to Me, esordisce a nome Cosmo nel 2013 e si impone prestissimo come una delle migliori “penne” della sua generazione. Si rivelerà inoltre uno dei solisti più eclettici a livello musicale, spaziando abilmente tra più generi.

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA

Il gruppo di Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina, attivo dal 2011, nel giro di soli tre album ha compiuto un’evoluzione eclatante, divenendo tra gli esponenti più promettenti e intriganti dell’intera scena indie, etichetta che suona troppo stretta, viste le notevoli potenzialità che lasciano presagire un grande futuro e scenari imperscrutabili.

I CANI

Non penso di esagerare quando affermo che si deve proprio a Niccolò Contessa la connotazione odierna che si deve al genere indie. Quando comparì sulla scena con questo strano pseudonimo, la sua sembrava una musica davvero “nuova” e in grado di entrare subito in sintonia con i ragazzi della sua generazione. Come molti apripista però, a differenza di chi è venuto dopo magari affinandone le intuizioni, non è riuscito ancora a dare la zampata decisiva in termini di riscontri e popolarità.

ANY OTHER

La veronese Adele Nigro si era già fatta apprezzare in duo con Cecilia Grandi nelle deliziose Lovecats. Ancora giovanissima, ha all’attivo col nuovo moniker due album che l’hanno imposta come musicista a tutto tondo (autrice e polistrumentista) che non teme confronti sul piano della qualità con affermate artiste internazionali.

DIMARTINO

Il palermitano Antonio Di Martino, che come Dimartino vanta dagli esordi nel 2010 ben 5 dischi all’attivo (di cui uno con il concittadino e coetaneo Fabrizio Cammarata), è uno dei più raffinati e talentuosi cantautori di nuova generazione, attento non solo ai testi ma anche alle musiche, sempre ricercate. A mio avviso, il suo “Afrodite”, uscito un anno fa di questi tempi, è stato il miglior album pop italiano del 2019. E nel 2020 è atteso da un disco in coppia con Colapesce.

COLAPESCE

Siciliano della provincia di Siracusa, dicevamo del suo imminente album in coabitazione con il collega Dimartino, che potrebbe proiettare entrambi a un altro livello. Molto quotato in ambito indie, infatti, Lorenzo Urciullo (questo il suo vero nome), ha sinora sempre proposto album di qualità, molto ricercati e suggestivi.

FAST ANIMALS AND SLOW KIDS

Il gruppo umbro capitanato da Aimone Romizi sembra veramente poter raccogliere l’eredità delle migliori rock band italiane che hanno caratterizzato gli anni ’90 e gli anni zero. Pur evidenziando un cambiamento di stile all’uscita del recente album, uscito nel 2019, l’attitudine rimane punk e viscerale.

MARIA ANTONIETTA

Letizia Cesarini, nota come Maria Antonietta, inizia giovanissima la sua attività musicale e rivendica presto le sue influenze che ci rimandano alle grandi icone del rock ma al contempo fu facile associarla agli inizi della sua carriera anche alle migliori esponenti di casa nostra, da Nada a Carmen Consoli. Il grande successo deve ancora venire ma lei sembra proprio non voler assecondare istanze pop più “facili”, e intende proseguire il suo percorso di crescita senza snaturarsi.

GOMMA

Giovanissimo quartetto casertano, i Gomma si differenziano da tutte le altre band emerse nel decennio in questione per un’attitudine davvero punk, suoni emo che coinvolgono e liriche sincere e tutt’altro che banali. Hanno impiegato solo 4 anni e due album (il loro esordio ufficiale risale al 2016) per attirare curiosità e ottenere consensi: le loro intense performance catturano l’attenzione e non lasciano indifferenti.

ANDREA LASZLO DE SIMONE

Torinese attivo dalla seconda metà degli anni zero come membro dei vulcanici Nadàr Solo guidati dal fratello Simone, e poi in coppia con Anthony Laszlo, inizia a fare sul serio in veste solista nel 2017 con l’intenso e psichedelico “Uomo Donna”, dove in lontananza si sentono gli echi del miglior Battisti. Nel 2019 centra il bis all’insegna di un cantautorato etereo e struggente: pura magia sonora.

CANOVA

I giovani milanesi Canova hanno scalato le gerarchie dell’indie italiano con solo due album pubblicati. La loro formula musicale in fondo non è molto originale ma di fatto sono andati a colmare una falla, visto che il pop rock sembrava un genere un po’ dimenticato negli anni ’10: Matteo Mobrici e soci hanno invece saputo riproporlo in maniera convincente.

WILLIE PEYOTE

Nato a Torino, Willie Peyote (il cui vero nome è Guglielmo Bruno) inizia negli anni zero ad appassionarsi al rap, dopo alcuni tentativi giovanili nel mondo del punk. L’humus rock, come quello della nuova canzone d’autore gli rimane, sebbene ad emergere sia una spiccata propensione alla parola: di fatto la sua proposta musicale non è né trap, né indie, anche se viene spesso associato alla nuova ondata. Il successo non tarda ad arrivare, e con l’ultimo album uscito sul finire del 2019, ha tutte le carte in regole per sfondare.

 

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