OGGI “KING FOR A DAY…FOOL FOR A LIFETIME” DEI FAITH NO MORE COMPIE 25 ANNI

 
28 Marzo 2020
 

I mesi a cavallo tra la fine del 1994 e l’inizio del 1995 furono alquanto turbolenti per i Faith No More. Una volta raggiunto quello che molti considerano il loro zenit creativo – il monumentale “Angel Dust”, vera pietra miliare del crossover – i cinque californiani cominciarono lentamente a mollare la presa. E a perdere pezzi importanti. A segnare le sessioni di registrazione di “King For A Day…Fool For A Lifetime” non furono tanto le sempre più frequenti distrazioni del cantante Mike Patton e del tastierista Roddy Bottum, quanto la pesante assenza del chitarrista Jim Martin.

Il suo fu un addio graduale, motivato principalmente dalle visioni diametralmente opposte con i compagni circa il percorso artistico da imboccare dopo il successo di “The Real Thing”. Il primo lavoro con Patton alla voce di strade da seguire ne aveva aperte svariate: con una scelta coraggiosa – e forse un po’ troppo scellerata per Martin, strenuo difensore delle schizofreniche sonorità funk metal degli esordi – i Faith No More non si preclusero la possibilità di lanciarsi in un’incontrollata ma intelligente esplorazione multi-genere.

La voglia di dar vita a un sound mutante di difficile categorizzazione, già alla base dei brani contenuti in “Angel Dust”, prese totalmente il sopravvento nell’imprevedibile “King For A Day…Fool For A Lifetime”, l’unico album con Trey Spruance dei Mr. Bungle alla sei corde. Il suo contributo all’opera, pur non essendo fondamentale per quanto riguarda il lato compositivo, è di un certo peso. La chitarra elettrica è infatti la protagonista assoluta del disco. La tastiera di Bottum cede il passo e, anche se solo parzialmente, abbandona il ruolo guida che fino a quel momento aveva sempre ricoperto.

“King For A Day…Fool For A Lifetime” ha una fortissima anima rock. Un’anima rock che però non ha davvero nulla di tradizionale: e come potrebbe essere altrimenti, visto che stiamo parlando dei Faith No More? Con il definitivo passaggio di Mike Patton al timone della band, quel minimo di equilibrio stilistico che si era venuto a creare tra il 1989 e il 1992 saltò in aria. L’ascoltatore viene sballottato per quasi un’ora tra siluri funk metal/post-grunge che possono essere diretti e senza fronzoli (“Get Out”, “The Gentle Art Of Making Enemies”) o compatti ed eterei allo stesso tempo (“Ricochet”).

A episodi molto melodici e, a modo loro, persino radio-friendly – che però non cedono di un millimetro in termini di pesantezza, vedi la fenomenale “Digging The Grave” o l’epica “The Last To Know” – fanno da contraltare tracce di metallo cattivissime e schiacciasassi, dominate dalla sezione ritmica formata dal bassista Billy Gould e dal batterista Mike Bordin (“Ugly In The Morning”, “Cuckoo For Caca” e “What A Day”).

Ciò che destabilizza e affascina davvero di “King For A Day…Fool For A Lifetime” è la sfrontatezza con cui i Faith No More se ne infischiano di tutto e tutti, fuggendo a gambe levate dagli stretti recinti dell’alternative rock per abbracciare, in maniera ironica ma estremamente professionale, generi musicali contrastanti e alieni. La raffinatissima “Evidence” si muove sinuosa, flirtando con pop e soul; “Star A.D.” segue invece ben più energiche coordinate funk e jazz, caratterizzata com’è da una sezione fiati degna di una big band. Le atmosfere rilassanti della bossa nova impreziosiscono le eleganti strofe di “Caralho Voador”, mentre leggeri accenti country rendono “Take This Bottle” quanto di più vicino a una power ballad sia mai stato partorito dal gruppo di San Francisco.

Non sono in pochi a considerare “King For A Day”, una sorta di “Midlife Crisis” in salsa progressive, la pagina più bella di questo album. Non li biasimo ma, per quanto mi riguarda, il premio per il miglior brano non può che andare a “Just A Man”: l’eccellente interpretazione di un Mike Patton in stato di grazia – e delle coriste gospel che lo accompagnano, aggiungendo al mix una dose generosa di insospettabile spiritualità – è da manuale del crossover. Stesso discorso per la canzone, che raccoglie l’essenza stessa del suono pazzoide, indecifrabile e multiforme dei Faith No More. E allora è proprio il caso di dirlo: a dispetto del titolo del lavoro, il loro regno non è durato solo un giorno.

Faith No More – “King For A Day…Fool For A Lifetime”
Data di pubblicazione: 28 marzo 1995
Tracce: 14
Lunghezza: 56:46
Etichetta: Slash/Reprise Records
Produttore: Andy Wallace

Tracklist:
1. Get Out
2. Ricochet
3. Evidence
4. The Gentle Art Of Making Enemies
5. Star A.D.
6. Cuckoo For Caca
7. Caralho Voador
8. Ugly In The Morning
9. Digging The Grave
10. Take This Bottle
11. King For A Day
12. What A Day
13. The Last To Know
14. Just A Man

 

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