WEEKLY RADAR #51: ME NOT YOU

 
13 Aprile 2020
 

Attiviamo il radar e scandagliamo in profondità un universo musicale sommerso. Ogni settimana vi racconteremo una band o un artista ‘nascosto’ che secondo noi merita il vostro ascolto. Noi mettiamo gli strumenti, voi orecchie e voglia di scoperta, che l’esplorazione abbia inizio (e mai una fine)…

Questa volta partiamo dalla fine, o meglio dall’ultimo pezzo. Di solito con i Weekly Radar ripercorriamo la carriera di una band partendo dall’inizio, ma questa volta ci tenevo tantissimo ad iniziare con questa magnifica versione di “No Rain” dei Blind Melon. I Me Not You ne mettono in luce l’aspetto più malinconico e la canzone è semplicemente magnifica.

Allora, facciamo un po’ di ordine. Di chi stiamo parlando? Loro sono Nikki Taylor ed Eric Zeyler, già conosciuti per essere stati nei Little Daylight. Insieme, nel 2016, hanno dato vita al progetto Me Not You. Se andaste a fare un giro sul loro bandcamp trovereste questa definizione: “ethereal garage pop duo“. I primi assaggi sono due EP, ovvero “Reckoning 1” e “Reckoning 2”, nei quali emergono i vari approcci della band. Rock sporco, che non disdegna chitarre belle piene e rumorose, senza però disdegnare ottime melodie, ottenute sviluppando linee di synth ben curate e poi la voce di Nikki che è davvero una delizia. A tratti possono ricordare i Garbage, ma in realtà questa fuzione tra power-pop e synth mostra una buonissima personalità dei ragazzi.

Nel primo EP il piatto forte è offerto dalla visionaria “Bulletproof”, mentre “Kill The Noise” strizza l’occhio a sonorità più morbide senza scadere nel banale. “Relief” ha un giro di chitarra bello sporco, che butta ottima benzina su un tracciato pop-rock. “Second Chances” è più eterea e spartana. Molto bella. Con “Reckoning 2” si parte forte con i suoni pieni e carichi di “Surfers” e “Taling To Myself” (chitarrona a carro armato e Nikki che invece ci porta in paradiso). “Chemical Cure” è più synthetica, mentre un minimalismo pop emerge in “Eventually”.

La band mescola quindi situazioni al limite del gothic-rock con cariche decisamente più rock, senza disdegnare l’uso dell’elettronica, inserendo il tutto in un contesto molto melodico. Il ventaglio di soluzioni inizia a farsi ampio nei singoli che seguono questi EP. Se dovessimo chiedere alla band quali sono le principali influenze probabilmente la risposta sarebbe: Yeah Yeah Yeahs, Radiohead, Aphex Twin e Pixies.

Fra i tre brani qui proposti “Stranger” ha davvero l’anima più oscura e notturna.

Il 2019 si apre con la doppietta “I Don’t Blame You / Not Fine”…

…ma ormai è stata imboccata la strada che porterà al primo album, datato novembre 2019, ovvero “Already Gone”.

La band mette perfettamente a fuoco il suo sound. Ritmiche elettroniche che incalzano, spirito rock e anima evocativa che si mescola in canzoni dall’alto tasso empatico. Quello che piace è come tutto si fonda alla perfezione. Prendiamo una band come i 1975, che continua a cambiare genere, qui invece abbiamo un sound decisamente ben strutturato, ma che in ogni brano riesce a mostrare sfaccettaure e particolari sempre nuovi e differenti, che caratterizzano maggiormente il mood di una composizione. Dal boogie-rock accattivante di “Hold My Soul”, agli spaccati intimi e malinconici di “I Remember” all’epicità quasi alla Enya di “Battle Hymn”. Un gran bel disco.

Dopo due uscite datate 2020 che sono, in realtà, riprese dall’album (“I Remember”, in una versione più scarna e “Already Gone”), ecco la già citata “No Rain”. Insomma, continuiamo a tenere i riflettori puntati su questi ragzzi, lo meritano!

 

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