BOLOGNA VIOLENTA
Bancarotta Morale

[ Overdrive Records - 2020 ]
7.5
 
Genere: sperimentale
 
15 Aprile 2020
 

“Bancarotta Morale”, sesto album dei Bologna Violenta, riparte più o meno da quella rivoluzione che fu l’EP “Cortina” nel 2017. Con la scelta di mettere da parte la chitarra elettrica e sostituirla (definitivamente?) con il violino, Nicola Manzan e Alessandro Vagnoni sono riusciti a infondere ancor più originalità a uno stile che già di per sé era estremamente peculiare.

Per molti ascoltatori l’unione tra grindcore, progressive, elementi sinfonici e atmosfere cinematografiche recuperate da film noir, vecchi B-movie e poliziotteschi potrebbe sembrare una bestemmia. Non è da escludere l’ipotesi che i Bologna Violenta, in quindici anni di onorata attività, abbiano sviluppato la loro proposta proprio con questa intenzione: sconvolgere i benpensanti con un crossover dai tratti blasfemi e sacrileghi.

La musica può presentarsi sotto forma di attacco dissacratorio, e questi trentasei minuti completamente strumentali ne sono una brillante dimostrazione. Pur essendo due artisti di enormi competenze tecniche, in “Bancarotta Morale” Manzan e Vagnoni non nascondono quasi mai un’indole strafottente che sembra derivare dal punk. Il trittico che apre l’album – “Estetica morale”, “Gli Affari” e “Il Santo” – trasmette un’impressione abbastanza chiara della natura del progetto.

È come se il duo, terrorizzato dall’idea di farsi rinchiudere nel recinto della musica di nicchia, buttasse giù le palizzate con una rapidissima alternanza di colpi su rullante e hi-hat. Una raffica di mazzate che brucia alla velocità della luce: in media, le quindici tracce del disco non superano il minuto di durata. Il violentissimo blast beat di Alessandro Vagnoni fa da perfetta cornice ai quadretti melodici e ultra-elaborati del polistrumentista Nicola Manzan, che riesce a regalarci riff e pesanti scariche di metallo utilizzando violino, viola, violoncello, organo, chitarra acustica e armonium.

Sì, i Bologna Violenta sono dei veri e propri maestri del grindcore più sfrontato, barocco e cinematografico. Gli ultimi due brani di “Bancarotta Morale” ci mostrano però anche un’altra faccia del duo: l’inquietudine ambient di “Sophie Unschuldig” e i venti minuti di “Fuga, Consapevolezza, Redenzione”, una suite umorale che si sviluppa come un flusso di coscienza, rappresentano la degna chiusura di un lavoro più che convincente.

Tracklist
1. Estetica morale
2. Gli Affari
3. Il Santo
4. La Scuola
5. Il Ladro
6. Il Picchiatore
7. Lo Stupratore
8. Il Baro
9. La Sposa
10. Lo Sposo
11. La Fidanzata
12. La Cognata
13. Lo Psichiatra
14. Sophie Unschuldig
15. Fuga, Consapevolezza, Redenzione
 
 

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