“NEW YORK è UN POSTO INCREDIBILMENTE STIMOLANTE IN CUI VIVERE.” ABBIAMO INTERVISTATO LE SONG SUNG, CHE HANNO APPENA PUBBLICATO IL LORO PRIMO EP

 
25 Aprile 2020
 

Le due gemelle Georgina e Una McGeough sono le Song Sung, una band elettronica irlandese: oltre una decina di anni fa le due sorelle si sono trasferite dalla natia Monaghan a NYC ed è lì che è nato il loro primo EP, “I Surrender”, uscito il mese scorso via Night Time Stories. Noi di Indieforbunnies.com abbiamo approfittato di questa occasione per scambiare due chiacchiere con loro via e-mail e farci raccontare, oltre che dell’EP, del loro processo creativo, delle loro influenze e della loro collaborazione con David Holmes. Ecco cosa ci hanno detto:

Ciao Georgina e Una, come state? Per prima cosa potreste introdurre la vostra band ai nostri lettori, per favore?

Stiamo bene, grazie. Siamo Una e Georgina McGeough e insieme siamo la band Song Sung.

Il vostro primo EP, “I Surrender”, è uscito da poche settimane: ne siete orgogliose? Siete contente che le persone lo possano finalmente ascoltare?

Siamo molto orgogliose del nostro EP, “I Surrender”. Il processo di creazione di questa raccolta è durato alcuni anni, così siamo liete di rilasciare gradualmente la nostra musica. Il nostro album, “This Ascension Is Our”, arriverà in luglio e non vediamo l’ora.

David Holmes ha prodotto e scritto insieme a voi questo EP: come è nata la vostra collaborazione? Cosa avete imparato da lui?

Abbiamo incontrato David nel 2015, dopo che un nostro comune amico – il regista irlandese Seamus Hanrahan – ce lo aveva presentato. Ci siamo incontrati nel suo studio a Belfast e abbiamo passato alcune ore a parlare di musica, progetti e idee in generale. David ha lo stesso nostro approccio e gli stessi nostri gusti nella musica, così siamo entrati subito in sintonia. Penso che ogni collaborazione creativa abbia il potenziale per essere un’esperienza di apprendimento reciproco per tutte le persone coinvolte, specialmente quando ti avvicini alla musica da angolazioni differenti. Abbiamo imparato a lasciare andare durante il processo, visto che avevamo un catalogo abbastanza ampio di materiale inedito. Alla scuola d’arte ci hanno insegnato il pensiero critico, così David era quel paio di orecchie in più quando dovevamo capire se qualcosa funzionava o meno a livello sonoro. Spesso puoi rischiare di essere troppo vicino a un progetto per ascoltarlo in modo obiettivo. Quando ci siamo incontrati, gli abbiamo fatto sentire alcune demo e David ci ha proposto di fare un album insieme. Non avevamo nemmeno previsto di fare un disco. Probabilmente abbiamo iniziato a parlare delle idee il giorno successivo ed è diventata la nostra principale ossessione, mentre David ci ha inviato alcune tracce su cui lavorare. Siamo uscite fuori dopo essere state delle musiciste da cameretta per lungo tempo.

Per favore ci potete raccontare del vostro processo creativo? Come funziona? Quali sono stati le vostre maggiori influenze musicali?

Ci siamo scambiati musica con David per alcuni mesi e poi abbiamo registrato l’album in circa 3 giorni a Belfast all’inizio del 2016. All’epoca viaggiavamo tra New York e Berlino, quindi ci siamo scambiati le idee avanti e indietro per via telematica. Molte tracce hanno armonie multiple, così, dopo aver trovato la melodia principale iniziamo a costruirci sopra le armonie. L’intero processo è stato una risposta agli arrangiamenti che stavamo ricevendo – sembravano colonne sonore. Gran parte dell’album parla delle memorie e dei sentimenti, quindi le canzoni si sono uscite davvero da sole. La collaborazione con David è stata un’opportunità per noi per riesaminare il nostro processo, perché abbiamo un’estetica sonora simile. La parte più eccitante è stata trovare la melodia. Una volta che la trovi, il resto è facile …
In termini di influenze – abbiamo ascoltato molta musica elettronica durante la creazione e la registrazione dell’album, ma il contenuto lirico deriva da un altro luogo. In generale, siamo sempre state inspirate dalla musica post-punk, elettronica, ambient e sperimentale.

Nelle vostre canzoni ci sono molti elementi elettronici, ma anche un senso di pace sognante, melodie meravigliose e un senso cinematografico: siete d’accordo con queste affermazioni? Da dove provengono?

Sì, le canzoni si ascoltano molto facilmente. Il riferimento al senso di pace è un complimento ed è qualcosa che altre persone hanno commentato … la qualità eccezionale. La figlia di tre anni dei nostri amici ha descritto l’album come “spaventoso”, quindi ci sono sentimenti contrastanti. Quando abbiamo iniziato a lavorare sulle tracce, ci sono sembrati dei pezzi brevi, quindi eravamo consapevoli del fatto che volessimo renderli abbastanza semplici.

Di che cosa parlano i vostri testi? Sono personali? Quali sono state le vostre maggiori ispirazioni, mentre le stavate scrivendo?

Gran parte dell’album era la risposta a un suono. Quando un brano musicale ti tocca, è facile che entrino estratti di esperienze personali. Tuttavia, le canzoni non sono introspettive. Ci sono sicuramente molti temi che permeano in tutto l’album.

Siete nate a Monaghan, in Irlanda, ma dieci anni fa vi siete trasferite a NYC: vivere in una città grande e stimolante come New York che cosa ha significato per voi sotto il profilo artistico? La scena musicale di NYC vi ha fatto cambiare in qualche modo la vostra visione sonora?

New York è un posto incredibilmente stimolante in cui vivere. La città stessa ha una continua sinfonia di suoni ed è stimolante per così tante ragioni. Abbiamo iniziato a lavorare a New York e qui abbiamo incontrato alcuni dei nostri amici più cari, quindi abbiamo un rapporto personale specifico con la città. Ci ha influenzato e plasmato come persone. Non direi che la sua scena abbia cambiato il nostro modo di lavorare, ma penso che l’esposizione a così tanti tipi di musica e culture possa influenzarti inconsciamente.

Ho letto che vostro padre negli ’70 e ’80 ha suonato in band di spettacoli: vi ha forse ispirato a diventare musiciste? E’ stata una scelta naturale?

Non sono sicura se diventare un’artista o una musicista sia una scelta. Quando eravamo bambine abbiamo gravitato intorno al mondo della musica, quindi sembra una progressione naturale voler perseguirla. La musica proviene da entrambi i lati della nostra famiglia ed è una parte enorme della nostra cultura, quindi forse era inevitabile. Frequentare la scuola d’arte è stata una scelta e questo ha sicuramente contribuito a ritagliarsi un modo di pensare alla musica e alle idee.

Avete qualche band / musicista interessante da suggerire ai nostri lettori?

Ascoltiamo molta musica elettronica. In questo momento, stiamo (ancora) ascoltando Plaid, Boards Of Canada e il doppio album di Brian e Roger Eno, “Mixing Colours”. È un ottimo ascolto.

 

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