OGGI “WIDE AWAKE IN AMERICA” DEGLI U2 COMPIE 35 ANNI

 
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10 Giugno 2020
 

Questo EP fu pubblicato nell’85, mentre la band irlandese stava lavorando a “The Joshua Tree”; inizialmente fu pubblicato solamente in America e Giappone, raccogliendo due brani dal vivo e due B-sides dell’epoca. La qualità delle registrazioni dal vivo è buona, forse eccessivamente lineare e pulita, perché, a volte, sembra che manchino quell’intensità, quella passione, quella rumorosità e quel trasporto emotivo che avevano caratterizzato l’epico live “Under A Blood Red Sky”, anche se Bono e The Edge danno vita ad una versione di “Bad” particolarmente sentita e commovente.

“The Unforgettable Fire” era stato una vera e propria svolta rispetto alla trilogia iniziale; non c’era più lo storico produttore Steve Lillywhite, ma la coppia formata da Brian Eno e Daniel Lanois, che spingono la band a cercare il suo lato più romantico, più introspettivo, più criptico, perfettamente rappresentato dall’aria di mistero che avvolge e circonda lo Slane Castle.

“Bad” è la storia di una dipendenza che ti svuota e ti fa sentire sempre più insensibile ed impotente, riducendoti a brandelli ed allontanandoti da tutti coloro che ami; è dal celebre verso “I’m wide awake“, infatti, che proviene il titolo dell’EP, dagli effetti che questa forza malvagia e dirompente ha sulle persone, sulla loro mente e sul loro fisico, consumandole, trasformandole, portandosi via i loro giorni e le loro notti migliori.

L’altro brano live, sempre estratto dall’album “The Unforgettable Fire”, è “A Sort Of Homecoming” che ha, appunto, il sapore nostalgico della propria casa, di quel luogo poetico a cui sentiamo di appartenere, ma dal quale, spesso, siamo costretti a separarci, alla perenne ricerca di tempo, di altro tempo da poter spendere per poter realizzare i propri sogni ed i propri obiettivi. Il tempo, infatti, diventa quasi una inesorabile condanna, ne siamo prennemente succubi ed affamati e quello che possediamo non sembra mai essere abbastanza, almeno finché non ci ritroviamo in quel luogo magico che consideriamo la nostra casa: lì il tempo pare arrendersi ed il suo potere terapeutico può guarire qualsiasi ferita. Il testo, inoltre, ha anche una chiave di lettura più cruda e politica che volge il suo sguardo all’Irlanda, alle afflitte distese devastate dalla morte.

Dolore, nostalgia, tempo, casa, testi avvolti dal mistero in bilico tra politica e poesia, gli U2, dunque, sono pronti a varcare le porte dell’altopiano desertico del Joshua Tree Monument Park.

Pubblicazione: 10 giugno 1985
Durata: 20:42
Dischi: 1
Tracce: 4
Genere: Rock
Etichetta: Island Records
Produttore: Brian Eno & Daniel Lanois
Registrazione: 1984-1985

1.Bad (live) – 7:59
2.A Sort Of Homecoming (live) – 4:06
3.The Three Sunrises – 3:52
4.Love Comes Tumbling – 4:45

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