“STUDIARE MI SPINGE DAVVERO A SCRIVERE PERCHé AMO LA PROFONDITà E IL RIGORE DEL LAVORO ACCADEMICO.” MAIJA SOFIA CI RACCONTA IL PRIMO ALBUM

 
10 Giugno 2020
 

Nativa di Galway, ma residente a Dublino, Maija Sofia è una giovane e promettente folk-singer irlandese: nel 2015 aveva pubblicato il suo primo EP, “The Sugar Sea”, mentre nel novembre dello scorso anno è arrivato anche il suo esordio full-length, “Bath Time”, realizzato dalla londinese Trapped Animal. Noi di Indieforbunnies.com abbiamo approfittato di questa uscita per contattare via e-mail la musicista irlandese e parlare del suo album, delle sue influenze, della sua label, ma anche dei suoi studi al Trinity, del futuro della musica dal vivo e dei vinili. Ecco cosa ci ha raccontato:

Ciao, come stai? Come ti senti adesso che siamo tutti bloccati in casa? Questo fatto ti ha ispirato a scrivere della nuova musica? Per prima cosa puoi presentarti ai nostri lettori, per favore?

Ciao, sono Maija Sofia, una cantautrice di Galway, in Irlanda. Sto bene, il lockdown sta andando bene, mi piace avere tempo e spazio per me stessa.

Ti sei trasferita da Galway a Dublino: la capitale irlandese ha un’ottima scena musicale con molti locali e band. Pensi che vivere lì abbia ispirato il tuo songwriting in qualche modo?

È difficile dire se il trasferimento in un nuovo posto abbia ispirato la mia scrittura, ma sono sicura che lo abbia fatto in un qualche modo. Mi trovo a scrivere di ogni genere di cose e talvolta è difficile dire da dove provengano le idee.

Il tuo primo LP, “Bath Time” è stato pubblicato dalla Trapped Animal. So che li hai incontrati mentre vivevi a Londra. Penso che sia stata davvero una buona scelta per te, dato che entrambi state cercando di crescere nello stesso momento. Come ti trovi a lavorare con loro?

Sì, lavorare con la Trapped Animal è un vero piacere, sono persone fantastiche che adorano davvero la musica e ciò è la cosa principale per me. È bello che siamo stati in grado di aiutarci a vicenda a crescere!

Mi piace molto il titolo del tuo album, “Bath Time”: c’è un significato particolare dietro a esso?

Grazie. Mi è piaciuto il suono delle parole, ha una sorta di sogno fiabesco da bambino, ma mi piace anche l’idea del bagno come uno spazio dove sei da solo e completamente immerso in qualcosa.

“Bath Time” parla molto delle donne e delle loro storie: per favore puoi raccontaci di più su di loro? Da dove hai preso l’ispirazione, mentre stavi scrivendo i tuoi testi?

Leggo costantemente, guardo film, vado a vedere i quadri nelle gallerie e queste altre forme d’arte ispirano molto il mio songwriting. Per esempio ho scoperto Elizabeth Siddal guardando i dipinti preraffaelliti quando ero una teenager e poi ho scritto una canzone su di lei. Ho conosciuto Brigid Cleary (di cui parla la canzone “The Wife Of Michael Cleary”) ascoltando il suo nome nel folklore irlandese. Prendo ispirazione da qualsiasi opera d’arte che posso aver visto in un determinato momento, se c’è un dettaglio o una storia che attira la mia attenzione. In genere sono interessata alle storie delle donne, alle vite delle donne e alle vite e alle storie che sono state tenute nascoste per qualche motivo.

È innegabile che nelle tue canzoni ci sia un senso di poesia che le rende così speciali e preziose. Hai studiato inglese al Trinity: credi che i tuoi studi potrebbero aver influenzato quel senso?

Sì, certo, sono davvero fortunata ad aver frequentato una così buona università in quanto sono entrata in contatto con tanta scrittura e conoscenza che altrimenti non avrei potuto avere e avevo anche una grande biblioteca a mia disposizione. Studiare mi spinge davvero a scrivere perché amo la profondità e il rigore del lavoro accademico, ma voglio portare quella profondità di conoscenza al mio lavoro creativo, dove posso lavorare senza i limiti e la struttura del lavoro accademico.

Il tuo disco potrebbe essere etichettato come folk, ma ci sono anche molte cose moderne: sei d’accordo? Quali sono state le tue principali influenze musicali per il tuo album d’esordio?

Si, assolutamente. In realtà una delle maggiori influenze mentre ero in studio è stato “The Velvet Underground & Nico”; adoro quanto suona crudo e scarno quell’album e volevo canalizzare un po’ di quell’atmosfera. Nel momento in cui stavo registrando, stavo ascoltando il primo album di Perfume Genius, “Learning”, che ha di nuovo un suono grezzo e ruvido, ma ha anche questa bellissima atmosfera malinconica e questa profondità di sentimenti: anche questa è stata una grande influenza!

Durante la tua carriera hai già aperto per grandi artisti come Joan As A Police Woman, Julien Baker, Stella Donnelly e Adrian Crowley: cosa hai imparato da loro? Hanno influenzato la tua musica in qualche modo?

Si, assolutamente. Adoro sempre aprire per altri cantautori e ammiro davvero molto quelli che hai citato prima. Stella Donnelly mi ha dato ottimi consigli su come mantenere un senso di sanità mentale durante il tour, medita prima di salire sul palco, il che la aiuta a mantenere la calma e Julien Baker è stata davvero d’ispirazione nel fatto che può fare così tanto nella sua esibizione anche se é solo lei e una chitarra. Adrian Crowley è un amico e mi dà sempre consigli!

Quali sono stati i maggiori cambiamenti tra “Bath Time” e il tuo EP del 2015 “The Sugar Sea”? Quanto sei cresciuta come musicista durante questo periodo di tempo?

Tutto è cambiato nella mia vita da quando ho realizzato “The Sugar Sea”, sono passati quattro anni tra le due uscite. Avevo appena compiuto 20 anni quando ho pubblicato “The Sugar Sea”, che ho masterizzato su cd fatti in casa e venduto nel caffé dove lavoravo, vivevo a Londra e ogni settimana andavo a suonare nelle serate open mic. Ero in una grande città e nessuno sapeva chi fossi, quindi non c’erano pressioni o aspettative e ciò aveva un selvaggio senso di libertà. Sento che ora ho più di una rete di supporto di altri musicisti intorno a me a Dublino e ci aiutiamo a vicenda ed è rassicurante avere un senso di comunità. Comunque trovo strano non avere più lo stesso senso di anonimato.

Avresti dovuto suonare in Italia a maggio, ma purtroppo il coronavirus l’ha reso impossibile: qual è la tua idea sulla musica dal vivo in futuro? Quanto cambierà la musica dal vivo secondo te?

Sono molto dispiaciuta di non poter suonare in Italia quest’anno. Ho visitato Roma e Napoli per una breve vacanza nel 2019 e mi sono innamorata e non vedevo l’ora di tornare. Non sono sicura di cosa porterà il prossimo futuro per la musica dal vivo ed è troppo desolante pensarci … Spero di poter tornare a suonare presto ..

Ho visto che il tuo album è stato pubblicato anche su vinile: cosa ne pensi di quel formato che è diventato di nuovo in voga dopo parecchio tempo? Ti piace?

Mi piace il vinile, penso che, poiché le persone possono ascoltare musica in streaming gratuitamente, è fantastico avere un bellissimo oggetto fisico da poter vendere.

Un’ultima domanda: puoi per favore scegliere una delle tue canzoni come colonna sonora questa intervista?

“The Wife Of Michael Cleary”.

 

“Non avere distrazioni e cose ...

Fenne Lily è una giovane folk-singer di stanza a Bristol: chi scrive l’aveva conosciuta un paio di anni fa nel Regno Unito, mentre apriva ...

“Il nostro suono rispecchia ...

I Mother’s Cake sono una band psych-garage proveniente dal Tirolo. Formatosi nel 2008, il trio austriaco ha finora pubblicato tre LP e due ...

“Soli e assieme, ...

Stagi è uno dei miei cantautori preferiti, e potrebbe diventare anche il vostro. Per fugare ogni dubbio in merito al fatto che ascoltare ...

“La musica è sempre stata il ...

A tre anni di distanza dal loro terzo LP, “Offering”, i Cults stanno per ritornare con un nuovo lavoro, “Host”, in uscita il ...

La rinascita dopo la piccola morte: ...

Una seconda possibilità, ecco come Samantha Crain vede il suo nuovo (sesto) album “A Small Death“. La cantante dell’ ...