OGGI “DIRTY WORDS” DEI THE DEPARTURE COMPIE 15 ANNI

 
13 Giugno 2020
 

Il quartetto di Northampton ha avuto poco tempo per rodare gli ingranaggi quando la Parlophone (Coldplay e Athlete) propose loro di pubblicare l’album d’esordio. Il frontman David Jones, infatti, ha avuto a disposizione solo pochi mesi per trovare il giusto amalgama con il resto della band formata dal suo amico Sam Harvey (chitarra), Ben Winton (basso), Lee Irons (chitarra) e Andy Hobson (batteria). Ebbene, il motivo della celebrazione di questo quindicesimo anniversario della prima ed unica fatica dei Departure risiede nella sua ottima riuscita dove impronte di Echo & The Bunnymen incontrano le tinte lontane dei Joy Division, soprattutto nella voce di Jones la quale nella ficcante “Changing Pilots”, accompagnata da un corposo giro di basso, ci ricorda Ian Curtis in una delle sue moderne incarnazioni (Paul Banks).

Prodotto da Steve Osborne (New Order, Suede) e mixato da Alan Moulder, “Dirty words” si è dimostrato un sorprendente debutto che solo all’apparenza potrebbe apparire “smorto”, freddo – forse per la mancanza di note dirompenti fatta eccezione per la frenetica “Talkshow” – ma che in realtà segue in maniera ligia e puntuale l’inopinato climax dell’album.

Certo, la concorrenza in quel periodo si dimostrò spietata e variegata con The Bravery, The Rakes, Maximo Park, Art Brut e compagnia bella (i quali, peraltro, ebbero tutt’altre carriere) in prima linea, ma Jones e soci riuscirono comunque a generare un sound riconoscibile, complice anche la scelta dei singoli preparatori del disco affidati a “All Mapped Out” e “Be My Enemy” con i loro riff infuocati e sincopati di chitarra nella prima e potenti nella seconda.

Sono ben altre tuttavia le “chicche” di questo disco. Innanzitutto l’opener “Just Like TV”,  brano che sotto prorompenti chitarre si eleva fino al grandissimo chorus da stadio ma anche “Arms Around Me” con le sue evidenti timbriche di matrice eighties. I backbeat di “Don’t come any closer” si rilassano sulla voce sofferta di Jones nella cruda ballata “Time” mentre la title track, perla dell’album, chiude i giochi con la voce ovattatata del frontman che si innesta sulla taglienti chitarre e sull’elettrico ritmo incalzante di drums.

Insomma, un gran debutto che decretò, purtroppo, anche la fine dell’avventura di una gran band, la quale  aveva già pronto un seguito ma che non fu mai pubblicato. Peccato.

Pubblicazione: 13 giugno 2005
Durata: 41:40
Dischi: 1
Tracce: 11
Genere: Indie-rock, new-wave
Etichetta: Parlophone
Produttore: Steve Osborne, The Departure, Tom Stubbs, Cenzo Townsend

Tracklist:
1. Just Like TV
2. Talkshow
3. Only Human
4. All Mapped Out
5. Arms Around Me
6. Lump in My Throat
7. Don’t Come Any Closer
8. Changing Pilots
9. Be My Enemy
10. Time
11. Dirty Words

 

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