ROXY MUSIC: LA TOP 10 BRANI

 
22 Giugno 2020
 

I Roxy Music sono entrati nella Rock and Roll Hall Of Fame il 29 marzo 2019, riconoscimento meritato per una delle band simbolo di fine anni settanta / inizio anni ottanta. Lo stile elegante, sofisticato dei Roxy è sopravvissuto a cambi di formazione, ha visto l’ascesa e la caduta del punk, sfiorato l’era della disco gettando le basi per il futuro. Ricapitoliamo tutto con una Top 10 cronologica.

10 – RE-MAKE/RE-MODEL

1972, da “Roxy Music”

L’esordio dei Roxy Music prodotto da Peter Sinfield e Brian Eno non lascia nulla al caso e questo brano in particolare è una dichiarazione di guerra e d’intenti. Fiero e trascinante piccolo bignami della storia pop rock (e non solo) mette in mostra il lato più eclettico del sound Roxy

9 – LADYTRON

1972, da “Roxy Music”

Brian Eno su richiesta di Brian Ferry si cimenta in un’introduzione ispirata all’allunaggio di qualche anno prima col suo sintetizzatore VCS3. I superpolmoni di Andy Mackay brillano in oboe e sassofono, Phil Manzanera diventa chitarrista spaziale nella versione di “Ladytron” interpretata per lo storico programma britannico “Old Grey Whistle Test”. Uno dei brani più amati dei Roxy Music.

8 – VIRGINIA PLAIN

1972, da “Virginia Plain” 7″

Strana storia quella di “Virginia Plain”, primo singolo dei Roxy arrivato al quarto posto in classifica ma registrato dopo l’uscita dell’album. Graham Simpson lascia il basso a Rik Kenton, il solito Phil Manzanera improvvisa in studio l’assolo principale. Orecchiabilità estrema nonostante l’incredibile assenza di ritornello.

7 – IN EVERY DREAM HOME A HEARTACHE

1973, da “For Your Pleasure”

Per la serie grandi classici … probabilmente l’ode rock più dark, sinuosa e trasgressiva mai scritta su una bambola gonfiabile. L’uso avventuroso che Eno fa del tape delay, il ritmo in continuo crescendo prima e dopo il fade out hanno intrigato e contagiato molte giovani menti in ascolto. Va ricordata la presenza di John Porter al basso e sottolineato il lavoro di Paul Thompson alla batteria

6 – A SONG FOR EUROPE

1973, da “Stranded”

Primo album senza Brian Eno. I Roxy Music diventano meno distorti, squisitamente melodici sotto la guida di un Brian Ferry sempre più sicuro dei propri mezzi e della direzione da dare a una band mai così sua come dimostra l’epica malinconia di “A Song For Europe” scritta insieme a Andy Mackay.

5 – TRYPTYCH

1974, da “Country Life”

Gemelli diversi “Stranded” e “Country Life”, secondo molti il momento più alto raggiunto dall’art rock made in Britain. Merito anche dei tre raffinati, elaborati minuti di “Triptych” che con incedere regale non stonano in un album musicalmente molto vario.

4 – LOVE IS THE DRUG

1975, da “Siren”

Si sentono gli effetti di funk e disco in un basso incalzante, biglietto da visita per uno dei dischi più lineari dei Roxy Music che anticipano il divertimento degli anni successivi dimostrando tutta la loro abilità nell’adattarsi a tempi in continua e rapida evoluzione

3 – SPIN ME ROUND

1979, da “Manifesto”

Quattro anni di pausa e un ritorno in vesti uguali e diverse. Due lati chiamati “West Side” e “East Side” per la ricerca di una nuova identità che passa anche da ballate accorate e romantiche come “Spin Me Round”, perfetta per accompagnare la fine del party in copertina

2 – RAIN RAIN RAIN

1980, da “Flesh + Blood”

Abbiamo già parlato a tempo debito di “Flesh + Blood” e del basso di Alan Spenner in questo brano, l’ottavo di un album che definire di transizione sarebbe riduttivo. I Roxy Music d’inizio anni ottanta sanno il fatto loro e si preparano al gran finale

1 – MORE THAN THIS

1982, da “Avalon”

A proposito di gran finale … tre paroline molto famose che rivaleggiano in notorietà solo con la title track. Maturo, elegante, cristallino: solo al mix di “Avalon” sono state dedicate pagine di approfondimenti critici. Dieci anni prima pochi avrebbero immaginato un’evoluzione del genere per i Roxy Music ma la sensibilità di questo canto del cigno ha toccato molti cuori

BONUS TRACK – JEALOUS GUY

1986, da “Street Life: 20 Great Hits”

Chiudiamo con una cover uscita come singolo ad inizio anni ottanta e inserita qualche tempo dopo nella raccolta “Street Life: 20 Great Hits”. Il sassofono di Andy Mackay sale in cattedra nella rilettura del brano di John Lennon interpretata con classe dalla voce di Brian Ferry.

 

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