SAVAGES: LA TOP 10 BRANI

 
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29 Giugno 2020
 

Non sempre si associano il sangue, i nervi, i muscoli e lo sguardo alla musica; o meglio lo si fa anche, ma è qualcosa che viene quasi sempre dopo la perfomance live. Nel caso delle Savages la carnalità della loro proposta traspare anche su disco per poi sublimarsi attraverso un vero e proprio flusso sciamanico quando sono on stage; sorrette dalle impalcature sicure e maestose di Fay Milton e Ayse Hassan e dalle chitarre arcigne e distorte di Gemma Thompson.

Le quattro ragazze londinesi sono il mio cruccio, tormento ed estasi che alimentano il terrore di non poterle mai più ascoltare data la lunga pausa che hanno preso dopo il secondo album. A tutt’oggi nulla si sa sul loro futuro e la front woman Camille Barthomier/Jehnny Beth tace, troppo presa dai suoi progetti musicali, cinematografici e fotografici. Dire delle Savages che sono figlie dirette del post punk anni 80 è far loro un torto o essere troppo frettolosi nei giudizi sebbene sia indubbio il retaggio delle nostre. Le Savages sono vibranti, cerimoniali, violente e sanguigne e questa è la mia personalissima top ten di coloro (insieme con le Warpaint) che hanno riempito il mio cuore, triste, dopo la dipartita delle Organ.

10 – ADORE

2016, da “ADORE LIFE”

Brano molto poco Savages accompagnato da un video magnifico. Lento, marziale, quasi epico con Jehnny che declama severa e decisa mentre Gemma, Ayse e Fay tessono trame fatte di singulti chitarristici e ritmiche corpose.

9 – STRIFE

2013, da “SILENCE YOURSELF”

Eruzioni post punk, vibrazioni new wave e spettri dei Joy Division e Bauhaus per un pezzo selvaggio.

8 – SAD PERSON

2016, da “ADORE LIFE”

Lo ascolti e pensi a quanto possa essere violento, seducente e sinistro anche dal vivo. Un testo assassino, rude e viscerale copn Jehhny che si arrampica su chitarre urticanti e cavernose.

7 – SHUT UP

2013, da “SILENCE YOURSELF”

Basso tagliente, ombre intensamente 80’s e la chitarra di Gemma che ti taglia in due. Perfetto.

6 – MECHANICS

2016, da “ADORE LIFE”

Una cerimonia sinistra, lugubre, catartica. Mechanics è questo e oltre. Una voce carica di riverbero si erge su una melodia spezzata, spettrale e catatonica. Un brano che ti lascia insoddisfatto sebbene ebbro di rumorismo e sensualità, ma che live rende dieci volte di più e si conclude con Fay Milton che martirizza la sua batteria in un tripudio di rumore e feedback. Fondamentale.

5 – THE ANSWER

2016, da “ADORE LIFE”

Una cavalcata selvaggia come le nostre quattro dame nere. Serrato, da pogo, privo di fronzoli, magari poco originale ma sincero e di stomaco.

4 – FUCKERS

2014, dal singolo omonimo

Dieci minuti di cerimonia nera, sensuale, femminile, catartica e rumoristica. Savages nella loro forma più congeniale.

3 – HUSBANDS

2013, da “SILENCE YOURSELF”

Post punk senza riserve. Bisogna solo alzare il volume e lasciarsi andare.

2 – SHE WILL

2013, da “SILENCE YOURSELF”

Il brano che me la fatte conoscere e il riff che le immortala e rende Gemma Thompson una dei miei chitarristi preferiti di ogni tempo.

1 – I AM HERE

2013, da “SILENCE YOURSELF”

Brano gotico, paranoico e sinistro. Jehnny Beth con la sua voce corposa accompagna il basso e la chitarra che singultano fino a esplodere.

 

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