VASCO BRONDI: LA TOP 10 BRANI

 
20 Luglio 2020
 

Tre date estive per Vasco Brondi annunciate a sorpresa, segno evidente che l’ex mente de Le Luci Della Centrale Elettrica ha voglia di incontrare il pubblico che attende di conoscere i suoi nuovi progetti. “Per Ora Noi La Chiameremo Felicità” inoltre spegnerà dieci candeline il prossimo novembre, motivo in più per ripercorrere la carriera di un artista che non ha mai amato ripetersi e nel corso degli anni è cresciuto modificando (piaccia o meno) la propria proposta.

10 – BENE

2018, da “2008/2018 Tra la via Emilia e la Via Lattea”

Partiamo dalla fine e andiamo a ritroso. Il decennio di luci elettriche si è chiuso così, con una raccolta e un live di commiato in cui Vasco Brondi tornava a omaggiare De Gregori arrangiando e riproponendo “Bene” come anni prima aveva fatto con “Viva l’Italia” e “Dolce Amore del Bahia”.

9 – NEL PROFONDO VENETO

2017, da “Terra”

Sull’ultimo periodo de Le Luci Della Centrale Elettrica si è scritto e detto di tutto. Aggiungiamo che Vasco Brondi ha dimostrato un certo coraggio e la volontà di non aderire né rispettare alcuna formula consolidata, rischiando spesso e volentieri ma rimanendo comunque sferzante. “Adesso puoi non pensare alla tua immagine / Essere più trasparente /Ritornare sconfitta e contenta / Facendo finta di niente

8 – PADRE NOSTRO DEI SATELLITI

2014, da “Costellazioni”

Produce Federico Dragogna dei Ministri e Vasco Brondi sperimenta, si mette in gioco in una ricerca di sé che coinvolge anche gli altri come in questa preghiera laica con un testo sarcastico ingentilito dal pianoforte. “E prega per la fine della mia gioventù / Forse resterà per l’eternità / In una foto digitale sfocata”.

7 – MACBETH NELLA NEBBIA

2014, da “Costellazioni”

Il Vasco Brondi più adulto, elegante e malinconico che appoggia la voce su un arrangiamento stratificato e complesso per raccontare di partenze e ritorni, conquiste e sconfitte. “Il futuro era sempre lì / A sorriderci / Nel disastro il futuro era sempre lì a sorriderci / Ma non era / Non era / Non era per te

6 – CANDIDOSI

2007, da “Le Luci Della Centrale Elettrica”

Il primo, minimale Vasco Brondi in un demo venduto ai concerti. Conteneva molti brani che sarebbero diventati famosi negli anni successivi e qualche perla come questa “Candidosi” che mostra un artista graffiante e già maturo con “sola” voce e chitarra. “Le città finiscono / Ai bordi degli aeroporti / Spaventapasseri ciondolanti / Sempre più grandi e più impotenti”.

5– ARRIVAVA VIA INTERNET LA SERA

2007, da “Le Luci Della Centrale Elettrica”

Sempre da quel demo il Vasco Brondi più sanguigno, tra fulmini elettrici e una voce che si fa rauca per descrivere nuove precarietà, perdita di senso, fragilità diffusa e sere deludenti. “Ma se ci fosse un volo a basso costo della Ryanair / Giuro che ti raggiungerei

4 – PRODUZIONI SERIALI DI CIELI STELLATI

2008, da “Canzoni da spiaggia deturpata”

Il sodalizio con Giorgio Canali, che produce insieme a Manuele Fusaroli oltre a suonar la chitarra, segna un cambio di passo e l’inizio dell’evoluzione verso un suono più curato ma ancora tenace, con testi sempre capaci di vedere il lato nascosto delle cose. “I nostri migliori anni telecomandati / I giorni pirotecnici / I manganelli telescopici sulle nostre vetrine interiori / Tipo protette da infami barriere architettoniche le nostre aspirazioni

3 – LE PETROLIERE

2010, da “Per Ora Noi La Chiameremo Felicità”

Titolo che cita il Leo Ferré de “La Solitudine”, un nutrito manipolo di collaboratori come Rodrigo D’Erasmo , Stefano Pilia ed Enrico Gabrielli per un Vasco Brondi che continua il suo percorso musical – poetico in un brano intimo e brutale. “E ti avrei portato a nuotare / Dove affondano le petroliere

2 – QUANDO TORNERAI DALL’ESTERO

2010, da “Per Ora Noi La Chiameremo Felicità”

Difficile descrivere l’impatto avuto da questi tre minuti e mezzo circa, capaci di raccontare ansie e paure di diverse generazioni: ex ragazzi sempre alla ricerca della felicità che si sposta un po’ più in là e diventa forse irraggiungibile. “Le morti bianche / Le cravatte blu / Il tuo fuoco amico / L’eyeliner per andare in guerra

1 – LA LOTTA ARMATA AL BAR

2008, da “Canzoni da spiaggia deturpata”

La spiaggia ancora deturpata con i suoi cieli prodotti in serie, le magliette sbiadite stese sui cavi della luce, i sogni smantellati deportati in Siberia, gli incubi dei pesci rossi, qualcuno che dice guarda come siamo friabili. “E cosa racconteremo / Ai figli che non avremo /Di questi cazzo di anni zero?


Credit foto: Lidia Bianchi

 

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