“CERCO DI FARE USCIRE I MIEI SENTIMENTI.” JEFF ROSENSTOCK CI RACCONTA IL SUO NUOVO ALBUM

 
29 Luglio 2020
 

Jeff Rosenstock é un musicista nativo di Long Island, ma ora residente a Los Angeles: dopo aver suonato nel collettivo punk Bomb The Music Industry! e in numerose altre band, nel 2012 ha iniziato una carriera solista che lo ha visto pubblicare finora quattro album. Il più recente, “No Dream”, è uscito a fine maggio – via Specialist Subject Records – senza alcuna promozione pubblicitaria, proprio come era successo per il precedente, “Post-“, realizzato a gennaio 2018. Noi abbiamo contattato Jeff via Skype alla fine di giugno per farci raccontare, oltre che del suo nuovo album, delle sue numerose esperienze musicali – sia come componente di altre band, che come produttore o collaboratore – dei suoi testi, delle sue influenze, del produttore Jack Shirley, ma anche di politica, del movimento Black Lives Matter e dell’associazione benefica Food Not Bomb. Ecco cosa ci ha detto:

Ciao Jeff, da dove mi stai rispondendo? Da Los Angeles?

Sì, sono a Los Angeles e la mia giornata sta iniziando ora.

Tu come stai? Come è la situazione del coronavirus negli Stati Uniti e in California, dove abiti?

Io e mia moglie stiamo bene. Non siamo mai andati fuori tranne che per protestare, ma tutte le persone indossavano le mascherine. Stavamo supportando il movimento Black Lives Matter. Sebbene abbiamo ancora un buon numero di casi, stiamo ugualmente riaprendo. Il nostro governo non sta facendo nulla e a livello economico molti posti non si possono permettere di rimanere ancora chiusi: è un pensiero molto preoccupante. Noi siamo fortunati che possiamo lavorare da casa, ma al momento non abbiamo molte speranze (positive) qui sul coronavirus. In Italia come sta andando? So che siete entrati in lockdown prima di noi.

E’ stata dura, ma ora le cose stanno andando meglio. Spero che non arrivi una seconda ondata. Sarebbe davvero difficile superarla.

Lo spero anch’io, ma purtroppo è quasi certo che arrivi una seconda ondata ed é una cosa davvero molto negativa.

E’ difficile da accettare. Voglio sperare in bene. (Jeff indossa una maglia dei Cribs) Mi piace molto la tua t-shirt, adoro i Cribs, li ho visti parecchie volte nel Regno Unito e un paio di volte anche qui in Italia. Sono una delle mie band preferite.

Non suonano negli Stati Uniti quanto nel Regno Unito, ma mi piacciono molto. Sono fratelli e il loro modo di suonare la chitarra è fantastico. Li amo.

Tornando al movimento Black Lives Matter e alla morte di George Floyd e non solo, cosa ne pensi di ciò che sta succedendo negli Stati Uniti in questo momento? Sembra che in giro per il mondo parecchie persone siano diventate consapevoli di questa situazione e speriamo che ciò possa portare a qualche cambiamento o almeno io lo spero.

Protestiamo affinché inizino a cambiare le piccole cose. Questa mattina, per esempio, San Francisco ha tagliato i suoi legami con il departimento di polizia, ora non hanno più un contratto con la polizia. Credo che le persone che hanno visto in rete che le forze di polizia ammazzano le persone, ammetteranno che abbiamo delle gang militarizzate che possono operare liberamente ed essere violenti contro i cittadini di questo paese. Non so se la gente sia pronta a capire perché vogliamo abolire la polizia, non sono agenti di pubblica sicurenza, ma una gang violenta che puo’ uccidere le persone senza aver a che fare con le conseguenze che ciò porta. Fa parte del razzismo che é stato fatto crescere nel mio paese fin dal suo inizio. Siamo stanchi di questa cosa e mi pare che ci sia tanta gente che vuole continuare a lottare fino a quando non succederà qualcosa di buono.

Dovete prendere a calci nel culo Donald Trump il prossimo novembre!

Sì, lo spero proprio. Credo che la gente che vede ciò che sta succedendo pensi che sia l’ora di fare dei cambiamenti. Mi auguro che sarà un’incredibile vittoria a mani basse, così non ci saranno domande. Purtroppo, però, ho tanti dubbi. Ho perso la fiducia in queste cose.

Dobbiamo cercare di sperare in positivo. Grazie mille per le tue risposte, Jeff. Mi ha fatto molto piacere parlare con te anche di queste cose. Parlando, invece, di te come musicista, per prima cosa ti chiederei di fare una piccola presentazione di te stesso per i nostri lettori.

Sono Jeff Rosenstock. Prima di iniziare il mio progetto solista dal 2004 al 2013 ero in un collettivo punk chiamato Bomb The Music Industry!. Abbiamo iniziato con l’idea che la musica dovesse essere gratuita. Internet dà a tutti una piattaforma gratuita per distribuire la propria musica, così perché non farlo? Avere t-shirt dipinte con lo spray agli show e, se qualcuno non avesse i soldi per comprarle, fargliele avere ugualmente. Tenere i prezzi dei biglietti bassi con persone di tutte le età che possono entrare. Ho fatto così per tanto tempo. Poi ho iniziato una carriera solista e ho preparato un album insieme ad alcuni amici chiamato “We Cool?”. Mentre ero in tour dopo aver registrato l’album, sono stato contattato dalla Side One Dummy e ci hanno chiesto di poterlo pubblicare e ovviamente ho detto di sì. Da allora ho sempre continuato a fare questo lavoro. Inoltre compongo musica per un cartone animato di Cartoon Network chiamato “Craig Of The Creek” ed è una cosa che mi piace molto fare. Ho sempre la mia label Quote Unquote Records, in cui puoi prendere la musica gratuitamente o con la formula “pay what you can”. Insieme a mia moglie abbiamo anche un’etichetta fisica che si chiama Really Records e inoltre suono in alcune altre band e faccio qualche altro lavoro.

Parlando del tuo nuovo album, “No Dream”, il 10% dei ricavati dalle sue vendite andranno alla “Food Not Bomb”: ci puoi raccontare qualcosa in più riguardo a questa associazione benefica che é attiva ormai da parecchio tempo?

Esiste praticamente da sempre. Sono sempre stati antifascisti e antirazzisti, loro recuperano cibo che sarebbe gettato via, ma é ancora buono e preparano pasti vegani per i senzatetto e li distribuiscono gratuitamente. Lanciano questo messaggio di non gettare via il cibo perché le persone possono mangiare questo cibo e non avere più fame. E’ difficile avere da ridire con il concetto di “non buttare via il cibo nelle immondizie, ma invece prepara un pasto e dallo alle persone che hanno fame.” Food Not Bomb esiste da tantissimo tempo e mi ha introdotto a queste idee da quando ero giovane: a quei tempi Food Not Bomb era molto supportata nella scena punk. Credo che Food Not Bomb sia presente in tutto il mondo. Non so se ci sia anche in Italia, ma é una di quelle cose che puoi semplicemente iniziare. Non c’è bisogno di una leadership, basta fare questo tipo di cose.

Sia “No Dream” che “Post-“ sono stati realizzati senza alcuna promozione. Come mai hai deciso di fare in questo modo?

Con “Post-“ sapevo di voler fare così dopo aver realizzato due album con una label per la prima volta e aver avuto queste promozioni. Appena terminato il mio contratto, con “Post” sapevo di voler fare alla vecchia maniera. Inoltre avevo appena iniziato a lavorare con i cartoni animati e ho pensato che la gente potesse scoprire questo disco anche in seguito. Volevo che le mie canzoni fossero pubblicate. Una volta che le cose sono terminate, volevo solo farle uscire. Mi è sembrato che abbia funzionato bene. I fan sono stati contenti di questa surpresa e le reazioni sono state buone e ho deciso di farlo ancora. Mi mancano in tempi di quando ero ragazzo in cui si andava ai negozi di dischi a mezzanotte per comprare il disco il giorno in cui usciva. Mi piaceva molto quella eccitazione, ma con l’ho streaming non esiste più. Non so se lo farò ancora, non so se per tutti abbia senso, ma ha avuto un senso per me per questi ultimi due dischi.

“No Dream” è stato realizzato insieme al produttore Jack Shirley, che é anche stato nominato per i Grammy Awards. Che esperienza é stata per te? So che siete amici.

Credo di aver lavorato su un centinaio di dischi insieme a lui, tra i miei solisti e quelli con le nostre band. Ora ha un nuovo studio. Prima aveva costruito uno studio senza finestre in un magazzino in cui viveva. Ho registrato due dischi con lui in quel luogo, ma era piccolo e c’era una chiesa li vicino che alle sei di sera ogni giorno suonava musica da chiesa. Ora ha messo via abbastanza soldi per realizzare il suo studio dei sogni. Ci stava pensando da anni e, essendo suo amico, ne abbiamo parlato per anni. Ci conosciamo, scherziamo, ci divertiamo insieme. Sono davvero fortunato a essere suo amico. E’ un ingegnere davvero molto talentuoso.

Come mi raccontavi poco fa, sei stato in numerose band e ora sei negli Anctartigo Vespucci insieme a Chris Farren e inoltre hai prodotto parecchi dischi per altri musicisti. Hai davvero tanta esperienza. Posso chiederti che cosa porti all’interno della tua musica da queste altre esperienze e band?

Dipende, Credo che la cosa principale, e in maniera più specifica per i dischi gli Antarctigo Vespucci e per Dan Adriano In The Emergency Room, sia che ho preso fiducia e potevo permettermi di provare idee strane anche se sembravano non andare così bene. Entrambe queste esperienze, invece, sono andate bene e sia Chris che Dan mi hanno sempre incoraggiato. Mi hanno dato fiducia in ciò che posso fare come arrangiatore e come songwriter, come qualcuno che si occupa delle strutture delle canzoni per renderle interessanti e come scrittore di testi. Credo che lavorare su altri dischi mi abbia dato fiducia a fare queste cose. Sono stato molto contento di fare un disco insieme a Laura Stevenson: era una cosa che volevo fare da quando siamo diventati amici. Mi è piaciuto molto lavorare anche insieme a Mikey Erg, che è uno dei miei songwriter preferiti: lui ha avuto molta fiducia in me. Tutte queste esperienze mi hanno fatto sentire migliore nelle cose che devo fare.

Hai detto che il tuo nuovo disco proviene dall’ansia che hai provato durante gli ultimi anni: ci puoi raccontare qualcosa in più a riguardo? Quali sono stati i temi principali dei testi delle canzoni di “No Dream”?

Non so quali siano i principali temi nei miei testi. Se vuoi fare un buon lavoro devi prendere qualcosa da dove vuoi prendere qualcosa. Non voglio dire che tutto ciò che scrivo o che tento di scrivere parli del mondo in cui viviamo, dove il capitalismo distrugge le vite, ma di solito cerco di fare uscire i miei sentimenti. Sono stato in tour per tre anni e mezzo, poi facevo uscire un disco e tornavo in tour e così via: questo in molti modi ha disturbato la mia mente. Questo disco mi è servito per fondare me stesso su qualcosa e per cercare di processare questi sentimenti negativi e, partendo da essi, pensare come potevo essere la persona che volevo essere. E’ difficile da spiegare. (ridiamo)

Nel tuo nuovo disco ci sono tredici canzoni: posso chiederti quali sono state le tue principali influenze musicali?

Mentre scrivevo questo disco stavo ascoltando The Muggs, The Mr. T Experience, Scared Of Chaka, Green Day, Bikini Kill. Sono tantissime, molte band punk che mi piacciono molto. Inoltre l’album “If You Feeling Sinister” di Belle & Sebastian. Su questo disco ogni canzone é bella. Anche con Chris ci siamo chiesti di fare un disco che fosse valido come quello. Ogni canzone ha una grande forza.

Pubblichi i tuoi album sia in vinile che in cassetta, due formati che sono tornati piuttosto forti in questi ultimi anni dopo parecchio tempo: che cosa ne pensi di questi formati? Ti piacciono?

Le cassette sono fantastiche da usare in macchina. Ne parlavamo anche con Chris.

Un’ultima domanda: per piacere puoi scegliere una tua canzone, vecchia o nuova, da usare come soundtrack di questa intervista?

Certo, cosa ne pensi di “Leave It In The Sun”?

Ok, perfetto. Grazie mille.

Grazie a te.

Photo Credit: Nicole Kibert (CC BY-NC-ND 2.0)

 

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