S.A.S. SONGS AROUND SOCCER: LA TOP 10 BRANI

 
di
2 Agosto 2020
 

Il 2 agosto, quasi più come una liberazione che una gioia, arriva la fine del campionato di calcio. Stagione lunghissima per le vicende sanitarie che ben conosciamo e che hanno influito non solo sulla tempistica, ma anche sull’approccio al calcio dei tifosi. Al di là dello strascico dato dalla presenza delle coppe europee, è comunque tempo di arrivederci per la SERIE A, che comunque dovrebbe tornare a breve. Noi, presi già dalla nostalgia, abbiamo tirato fuori 10 brani, italiani e non, che sono decisamente “imbevuti” di calcio, così se non potete fare a meno del pallone, avrete comunque una colonna sonora adeguata con cui distrarvi…

 

1- GERRY & THE PACEMAKERS – YOU WILL NEVER WALK ALONE

Quello della Kop di Anfield a Liverpool è uno degli inni da stadio più celebri ed amati nel mondo del calcio. La canzone originale è datata addirittura 1945, a firma di Gerry & The Pacemakers.

 

2- CISCO BELLOTTI – IO SONO BEST

George Best è stato uno dei primi ma probabilmente il più iconico calciatore genio e sregolatezza della storia dello sport più seguito al mondo. Tra i vari omaggi all’ala nordirlandese ne scegliamo uno nostrano: quello di Cisco, che non evita il citazionismo che ha reso celebre l’allora numero 7 del Manchester United.

 

3- BADDIEL, SKINNER & LIGHTINING SEEDS – THREE LIONS (FOOTBALL’S COMING HOME)

Gli inglesi storicamente rivendicano la paternità del gioco del calcio, seppur l’ultimo (ed unico) trofeo è quello del Mondiale 1966 vinto appunto in Inghilterra contro la Germania: 30 anni più tardi Ian Broudie e sodali, in occasione dell’Europeo che si sarebbe svolto ancora una volta in terra albionica, ci ricordano come il calcio stesse tornando a casa. La canzone diventerà poi colonna sonora di tutti i buoni propositi della nazionale dei Tre Leoni per ogni rassegna iridata.

 

4 – THE FALL – THEME FROM SPARTA F.C.

Ce lo vedete Mark E. Smith a creare un coro incendiario contro Chelsea e Galatasaray? No? E invece…

 

5- JOCELYN PULSAR – GARELLA

Claudio Garella, ancor prima dei vari Campos ed Higuita, fu un portiere stravagante degli anni ’80 nella nostrana Serie A. Celebre per parate di certo non da fotografi e dalla tecnica altrettanto ben poco scolastica, spesso utilizzando i piedi al posto delle mani, fisico tutt’altro che scultoreo ed alcuni errori (ribattezzati poi garellate), il numero 1 riuscì però a vincere ben due scudetti: uno con il Napoli di Maradona, un altro ancor più clamoroso con il Verona due anni prima, per entrambe le squadre il primo nella loro storia. Lo ricorda così Jocelyn Pulsar.

 

6- GIUDA – NUMBER 10

I romanissimi glam-punkers Giuda non fanno segreto dell’amore per la propria città d’origine, per il calcio, e per il capitano della loro squadra del cuore: è necessario dare nome e cognome?

 

7 – BEADY EYE – BLUE MOON

La passione per il calcio, ed in special modo per il Manchester City, dei fratelli Gallagher è cosa nota. Nel 2011 la Umbro affida ai Beady Eye la presentazione della nuova maglia dei citizens: Liam e sodali accettano e fanno loro “Blue Moon” dei The Marcels.

 

8- MANIC STREET PREACHERS – TOGETHER STRONGER

Il Galles di Bale agli Europei 2016 farà sognare una nazione intera: non si risparmiano certo i Manics che mettono in posa l’inno perfetto.

 

9- MANO NEGRA – SANTA MARADONA

Per molti, il miglior giocatore di sempre. Manu Chao e soci gli rendono onore con questa dedica che ha tutti i crismi del coro ultras.

 

10- ELIO E LE STORIE TESE – GIOCATORE MONDIALE

Tra un Bertoli che arriva sfrecciando affermando che “le cabine sono strette ma largo è lo stadio“, ai 22 palloni in campo, il tunnel che non porta in campo ma è quello delle iniezioni di marijuana, a Luca di Montezuma che arriva in elicottero azteco per devolvere gli incassi…Elio qui è a livelli altissimi. E poi la coda finale, dai…struggente…

BONUS TRACK: ORONZO CANA’ – NINNA NANNA PER ARISTOTELES

Dura la saudade per il bomber Aristoteles e così Oronzo Cana’, oltre che mister della Longobarda, si deve anche improvvisare musicista (dalle connotazioni sud americane e brasiliane, per essere più convincente) per intonare una ninna nanna al suo calciatore che si sente solo e incompreso. Il finale con “Cico, cico, Canos, Canos” è la perla nella perla.

Photo: Ohene okai / CC BY-SA

 

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