JUNE OF 44: LA TOP 10 BRANI

 
3 Agosto 2020
 

Nuova musica per i June Of 44 dopo ben vent’anni di silenzio discografico. “Revisionist: Adaptations & Future Histories In The Time Of Love And Survival” uscirà il sette agosto ed è in realtà una raccolta di remix, brani già editi riarrangiati per l’occasione e un inedito. L’inizio (speriamo) di un nuovo capitolo per una band capace di passare con grazia infuocata dal post al math rock, riunendo al proprio interno musicisti di gran classe provenienti da diverse esperienze come Jeff Mueller dei Rodan, Sean Meadows dei Lungfish, Doug Scharin dei Codeine e Fred Erskine di Hoover e The Crownhate Ruin. Top 10 doverosa e obbligata.

10 – ANISETTE

2018, live in Catania

I June Of 44 hanno dichiarato più volte quanto il concerto suonato nel 2018 a Catania per celebrare i trent’anni di carriera degli Uzeda sia stato importante. L’affetto del pubblico in quell’occasione e nei numerosi live del 2019 li ha spinti a riprovarci. Partiamo da qui anche noi, con una bella versione live di “Anisette” pubblicata originariamente in “Tropics and Meridians”

9 – PREGENERATE

1999, da “In the Fishtank 6”

Da un live all’altro, questa volta registrato in uno studio olandese a fine millennio. “In the Fishtank 6” rappresentava il lato matematico e metodico dei June of 44. Ritmi cadenzati ma non certo privi di muscoli come dimostra la traccia d’apertura “Pregenerate”

8 – RECORDED SYNTAX

1999, da “Anahata”

Il quarto e ultimo (ancora per poco) album della band di Louisville, la batteria di Scharin spiana la strada in un brano dall’arrangiamento intenso e dalle linee vocali complesse. Una nuova versione di questi cinque minuti è stata rilasciata come primo singolo del nuovo disco. Duro scegliere la migliore …

7 – CARDIAC ATLAS

1999, da “Anahata”

Ancora “Anahata” prodotto, ricordiamolo, da un certo Bob Weston abile nello smussare gli angoli, nel compattare e esaltare la varietà di stili che da sempre compone il DNA dei June Of 44 come si può notare nella molto amata “Cardiac Atlas”

6 – CUT YOUR FACE

1998, da “Four Great Points”

Il lato più abrasivo e tagliente del quartetto, sempre grintoso e quasi minaccioso in brani come “Cut Your Face” che molto devono alle radici post hardcore di Mueller e Erskine. Curiosità per la versione inedita di questo brano (“Paint Your Face”) contenuta nel disco ormai prossimo

5 – SHADOW PUGILIST

1998, da “Four Great Points”

L’altro lato di “Four Great Points” con la melodia dolce, minimale, indimenticabile dell’eterea “Shadow Pugilist”. Vunerabili e sorprendenti June Of 44 in uno dei loro album migliori … “the face of a constellation, connecting the dots with lines to make you a memory

4 – LAWN BOWLER

1996, da “Tropics and Meridians”

Eccoci arrivati all’album numero due. “Tropics and Meridians” è la prima delle tre collaborazioni con Weston e forse il lavoro più sperimentale dei June Of 44 che tessono trame strumentali in costante crescendo di tensione e atmosfera

3 – JUNE LEAF

1996, da “Tropics and Meridians”

Probabilmente uno dei brani in cui le voci di Meadows e Mueller sono più cattive, grintose, brucianti trainate dalla batteria in un arrangiamento dinamico con quel ritornello quasi urlato che è puro post hardcore

2 – SINK IS BUSTED

1995, da “Engine Takes to the Water”

L’esordio a nome June Of 44, registrato e supervisionato da Mr. James Murphy prima che diventasse il deus ex machina degli LCD Soundsystem. Viscerale ma già maturo, melodico e ritmicamente curatissimo, mostrava già di cosa erano capaci questi architetti del suono

1 – HAVE A SAFE TRIP, DEAR

1995, da “Engine Takes to the Water”

L’inquietante e brutale saluto che apriva “Engine” e spingeva all’ascolto, per capire come sarebbe finita. Un romanzo a puntate … otto minuti e venticinque di pura, vera suspense. “It’s been so long, it’s been so long

BONUS TRACK – SHARKS & SAILORS

1997, da “The Anatomy of Sharks”

In chiusura l’energia di un brano suonato spesso dal vivo. Esplosivo e tenace, mostra l’affiatamento tra musicisti mai domi.

 

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