“MOLTE DELLE MIE CANZONI SONO SCRITTE COME MESSAGGI A ME STESSA.” KATE BOLLINGER CI RACCONTA IL SUO NUOVO EP

 
7 Agosto 2020
 

Kate Bollinger è una musicista e cantautrice di Charlottesville, Virginia e fino a oggi ha pubblicato due EP, “Key West” (2017) e “I Don’t Wanna Lose” (2019). Tra pochi giorni – e più precisamente venerdì 21 agosto (via House Arrest) – la giovane statunitense realizzerà la sua terza prova sulla distanza breve e noi abbiamo approfittato di questa occasione per contattarla via e-mail per parlare, oltre che della sua nuova fatica, della sua famiglia, delle sue influenze, dei suoi testi, dei formati fisici, del futuro della musica dal vivo, ma anche della situazione attuale della politica americana e delle imminenti elezioni presidenziali di novembre. Ecco cosa ci ha raccontato:

Ciao Kate, come stai? Come è la situazione del coronavirus in Virginia? Il tuo nuovo EP uscirà tra poche settimane: sei felice di condividere la tua nuova musica con i tuoi fan?

E’ tutto bizzarro, ma sto bene date le circostanze! Lavorare sulla musica e sull’uscita dell’EP sono state felici distrazioni e spero che la mia musica avrà lo stesso effetto per chiunque ascolti … una fonte di conforto o sollievo.

Per prima cosa ti chiedo se puoi presentarti ai nostri lettori. Hai detto che la tua famiglia ha avuto un ruolo molto importante per la tua decisione di diventare un musicista: puoi dirci di più a riguardo?

Sì! Mi chiamo Kate Bollinger e sono una cantautrice di Charlottesville, Virginia. La mia famiglia era molto dentro il mondo della musica quando ero piccola. I miei fratelli maggiori avevano entrambi delle band e dei progetti solisti, a mio padre piaceva molta musica e ci mostravamo a vicenda materiale di diverso genere e mia madre è una musicoterapista e fa musica per bambini. Anche io ero molto immersa nei suoi progetti e da bambina ho cantato in alcuni dei suoi album. E’ da quando posso ricordare che ho sempre voluto diventare una cantante. Ho cantato nel coro dei bambini per molte estati nell’opera locale e ho scritto canzoni per conto mio. E’ da sempre qualcosa che ho amato fare e qualcosa che mi sembrava così naturale perché era tutto intorno a me.

Hai iniziato a registrare musica dopo aver incontrato il produttore John Trainum: puoi parlarci della vostra collaborazione? Cosa hai imparato da lui?

Ho registrato la mia musica su un iPad della scuola preso in prestito durante il liceo e ho pubblicato musica su SoundCloud, ma quando ho incontrato John la qualità della produzione è migliorata molto e ciò mi ha aiutato a vedere come potessero essere le mie canzoni già registrate. Abbiamo registrato due delle mie canzoni e pubblicato un mini EP chiamato “Dreams Before” nella primavera del 2018 ed è stato in quel momento che ho iniziato a vedere con quanta facilità avessimo collaborato insieme. Abbiamo registrato chitarra, tastiere e rullante con le spazzole, le chiavi della macchina e altre cose diverse per ottenere suoni di percussioni interessanti. All’inizio è stato davvero un processo esplorativo e mi è piaciuto molto. Al liceo registravo chiudendo gli armadietti al posto della batteria, quindi è stato divertente provare cose nuove con John, ma con una conoscenza sulle registrazioni e sulle produzioni di qualità superiore.

Il tuo nuovo EP si chiama “A Word Becomes A Sound”: davvero un titolo brillante! Da dove viene? C’è qualche significato particolare dietro di esso?

Ho trovato il titolo e il concetto per la canzone dopo aver letto “Terror”, un breve racconto di Vladimir Nabokov. Parla della storia di un uomo che impazzisce, senza trovare conforto nello stare da solo né nell’essere in presenza di un altro essere umano. La sua comprensione degli oggetti nel mondo fisico si riduce ai loro nomi: una casa, un albero, un segnale stradale. Mi è piaciuto questo concetto perché molte cose stavano accadendo contemporaneamente e penso che il titolo “A Word Becomes A Sound” significherà cose diverse per ogni persona. A me, almeno in questo momento, trasmette il modo in cui spesso faccio fatica a comunicare ciò che intendo. Il titolo rappresenta come mi sento guardando me stessa che dico parole che raramente corrispondono alle mie intenzioni; è come guardare le parole (che hanno il potenziale per significare così tanto) trasformarsi in suoni privi di significato.

Quali sono i maggiori cambiamenti tra i tuoi precedenti EP e il tuo nuovo? Quanto sei cresciuta come musicista in questo periodo di tempo?

Il mio ultimo EP, “I Don’t Wanna Lose”, comprende tutte le take live full-band che abbiamo fatto in un giorno di studio. Questo EP sembra prodotto in modo un po’ più intenzionale, in parte perché era un processo più elaborato, in parte perché avevo un’idea migliore su come avrei voluto che le cose suonassero, e in parte perché John e io abbiamo sperimentato di più. Penso di essere cresciuta in molti modi nell’ultimo anno rispetto a quando ho lavorato a “I Don’t Wanna Lose” soprattutto perché ho scritto in modo molto più costante, quindi ora conosco molto meglio il processo. So anche che ogni progetto sembra un prodotto del tempo in cui scrivo quelle canzoni. Sono così entusiasta di condividere questo EP perché sembra una versione di me stessa di sei mesi fa che non ho ancora potuto condividere con nessuno.

Il tuo singolo “A Couple Things” è molto elegante e ha influenze jazz, “Grey Skies” ha uno stato d’animo molto, rilassato ma anche alcuni morbidi beat hip-hop old school della West Coast, mentre la title-track “A Word Becomes A Sound” è gentile, dolce, poppy, ma comunque raffinata. Quali sono state le tue maggiori influenze musicali per il tuo nuovo EP?

Non sono sicura di poter indicare influenze dirette per questo progetto nel suo insieme, ma quando stavamo registrando la title-track penso di aver ascoltato molto i Loving e i Crumb. Sono sicuro che inconsciamente hanno ispirato la traccia in qualche modo.

Che cosa ci puoi dire dei tuoi testi? Quali sono i soggetti più importanti nelle tue canzoni? Quali sono state le tue maggiori ispirazioni mentre scrivevi i tuoi testi?

Molte delle mie canzoni sono scritte come messaggi a me stessa. Penso che sia ciò che li lega tutti insieme la maggior parte delle volte. Scrivo continuamente del mio rapporto con me stessa e delle persone che mi sono vicine, crescendo, mutando dinamiche. Parlano veramente di ciò che sto provando nel momento in cui scrivo la canzone. Ci sono alcune canzoni da cui mi sento molto lontana perché sono state scritte in uno stato così particolare o in un momento specifico della mia vita, ma sono un po’ i miei marchi temporali personali.

“A Word Becomes A Sound” verrà realizzato anche in formato fisico (vinile, cassetta e cd): cosa significa questo per te? È la tua prima release fisica? Ne sei felice?

Ne sono molto entusiasta! Significa molto per me avere (e per gli altri poter avere) una copia tangibile di queste canzoni. Ho pubblicato il mio ultimo EP “I Don’t Wanna Lose” su vinile attraverso Vinyl Me Please, ma sono ancora più contenta al pensiero di avere una collezione di vinili. E adesso anche i CD! Un anno fa ho preso un cavo aux perché pensavo che la mia macchina fosse troppo nuova per avere un riproduttore di cassette, ma troppo vecchia per avere un cavo aux, ma poi ho scoperto che potevo usare uno di quei trasmettitori FM … prima di allora ho solo ascoltato i CD in macchina e lo faccio ancora molto spesso. Adoro i CD, soprattutto ora che le piattaforme di streaming sono una cosa così importante. Ti costringono ad ascoltare un progetto nella sua interezza come l’artista voleva che fosse ascoltato.

Hai fatto qualche concerto casalingo durante il lockdown? Quale è la tua opinione sul futuro dei live-show?

Non l’ho ancora fatto, ma presto farò uno spettacolo in live streaming. Mi piace vedere la musica dal vivo, quindi sono triste, ma spero che le persone e gli artisti si adatteranno per ora e che la musica dal vivo possa ritornare in futuro. È anche un buon momento per le persone per pensare a nuovi modi per sentirsi vicino a un artista che penso porterà soluzioni interessanti.

Cosa ne pensi dell’attuale clima politico negli Stati Uniti? E delle prossime elezioni presidenziali di novembre?

E’ un clima teso e molte persone stanno soffrendo in molti modi differenti con il COVID e sulla scia degli insensati omicidi di George Floyd, Breonna Taylor, Ahmaud Arbery e tanti altri. È facile sentirsi senza speranza in questo momento e sarebbe facile dire che si spera che, con le cose che stanno arrivando a tale risultato, il cambiamento arriverà … ma è ciò che si prova dal 2016, quindi vedremo cosa succederà con le elezioni. Personalmente sto cercando di offrire supporto dove posso, parlando o condividendo risorse quando lo ritengo opportuno e conversando nelle mie comunità. È stato molto importante vedere tutti i diversi modi in cui le persone hanno mostrato il loro sostegno per le cause progressiste e si spera che questo sostegno sarà visto in azione il prossimo novembre.

Photo Credit: Jonathan Roensch

 

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