CREEPER
Sex, Death & the Infinite Void

[Roadrunner Records - 2020]
7
 
Genere: Indie-pop. glam-rock, punk-pop
Tags:
 
2 Settembre 2020
 

Un grande merito va riconosciuto ai britannici Creeper, ovvero quello di aver confezionato un album per tutti i gusti e per tutte le stagioni. Il punk rock dell’esordio (“Eternity, in Your Arms” del 2017), infatti, si è affinato e addolcito, ma nemmeno più di tanto poi, virando verso direzioni votate ad un pop rock, senza tuttavia abbandonare le declinazioni glam ed emo con punte di gothic-rock.

Per chi non li conoscesse, il sestetto d’oltremanica proviene dalla città di Southampton, nota per il suo porto, formatisi nel 2014 e con la loro line-up attuale composta dal frontman Will Gould, da Ian Miles (chitarra e tastiere), da Oliver Burdett (chitarra), da Sean Scott (basso), da Dan Bratton (batteria) e da Hannah Greenwood (pianoforte, violino e cori).

Questo sophomore parte subito, dopo un breve intro (diversi intermezzi accompagnano tutta l’opera in realtà), con l’energica “Be my end” molto vicina al sound brevemente proposto dai californiani Orson, mentre la successiva “Born Cold” ricorda a tratti il rock proposto dai The Cult di Ian Asbury. Le note inclini al glam-rock di “Cyanide” e all’epidemico pop di “Annabelle” confermano il variegato menu proposto da “Sex, Death & the Infinite Void” tra refrain da urlo e leggeri cori emo-pop.

D’altronde, proprio Gould ha dichiarato che “Questo non è un disco punk, l’abbiamo fatto a Hollywood. Non è un disco che è stato fatto nel garage di qualcuno” e, dunque, proprio a confermare un approccio diverso dal mood dell’esordio. In questo nuovo scenario, anche i testi risentono del nuovo groove tra racconti di dolorosa vita vissuta e romanticismo “drammatico”, come negli episodi più cupi di “Paradise” e nella teatrale “Poisoned Heart” la quale, insieme al miglior brano del disco “Four Years Ago” (con tanto di bellissimo duetto con la Greenwood), riportano alla memoria quel rock gotico di Nick Cave.

Il mix del disco funziona alla meraviglia anche quando i toni si alzano come in “Napalm Girls” oppure quando ti avvolgono in una ammaliante e commovente ballata voce-piano come nella traccia di chiusura”All My Friends” (dedicata ad un suo amico), tanto da giustificare gli ottimi riscontri ottenuti un po’ ovunque anche se, lasciatemelo dire, siamo ben lontani dall’effetto wow!

Tracklist
1. Hallelujah!
2. Be My End
3. Born Cold
4. Cyanide
5. Celestial Violence
6. Annabelle
7. Paradise
8. Poisoned Heart
9. Thorns of Love
10. Four Years Ago
11. Holy War
12. Napalm Girls
13. The Crown of Life
14. Black Moon
15. All My Friends
16. Be More Careful With Your Heart
 
 

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