“LA BASSA QUALITA’, LO SPECCHIO DELLA MIA ONESTA’ “: A TU PER TU CON STEFANELLI

 
4 Settembre 2020
 

Stefanelli è all’esordio (si fa per dire, esordio: leggete quello che segue e capirete chi è, questo “esordiente”) e già è uno dei miei artisti preferiti contemporanei. Il motivo sta tutto nel suo essere controcorrente, come il suo primo singolo per Dischi Rurali; fatevi convincere anche voi: ve lo assicuro, non sarà difficile.

Stefanelli, un esordio che viene da un percorso lungo e importante. Come mai la scelta di tornare sulla scena, ma da solista?

La scelta nasce dalla volontà di mettersi in discussione e di assumersi le proprie responsabilità. Il percorso con i Kafka Sulla Spiaggia prima e con i Blindur poi mi permette di godere quotidianamente delle dinamiche del gruppo che sono bellissime, ma questa volta cerco qualcosa di diverso.

>“Controcorrente” è un brano suggestivo, che sembra dichiarasi – già nel suo titolo – eversivo e in controtendenza rispetto ad un mainstream fatto di luccichii e plastiche facciali. Insomma, il lo-fi, ma quello vero. Ho detto qualcosa di giusto, o no?

È esattamente il punto della questione. Durante il lockdown, ma anche poco prima, ero arrivato alla conclusione che i luccichii di cui parli non mi attiravano più ed erano una continua distrazione dal contenuto di cui ogni opera è carica. Oggi un suono più semplice e più grezzo credo sia più comunicativo ed efficace.

Da oramai diversi anni, l’homemade è diventata la via principale di produzione di molti artisti emergenti, ma spesso – a mio parere – sembra mancare la giusta consapevolezza. Intendo dire che i più grandi rivoluzionari della storia (e sopratutto dell’arte) partivano dalla conoscenza del sistema per poterlo cambiare, stravolgere abbattere. Ci racconti come la vede Stefanelli, e sopratutto com’è stato produrre “Controcorrente”?

Non mi trovo perfettamente d’accordo con te perché oggi fare un disco in casa non è più sinonimo di bassa qualità soprattutto se si pensa ai Grammy che ha vinto Billie Ellish con il fratello. Nel mio caso, ma anche in quello di molti altri, quella mancanza di cui parli è una scelta estremamente consapevole è piena di coraggio.

Cosa vuol dire, oggi, essere controcorrente? A volte, sembra più un atteggiamento che un attitudine…

Significa essere costantemente in fuga dalla propria comfort zone. Essere contro le proprie pigrizie.

Quanto e cosa è cambiato rispetto allo Stefanelli dei tuoi scorsi progetti?

Nell’ultimo anno in tour con Blindur ho avuto la possibilità dì confrontarmi con tanti professionisti della musica, e questo, più tutte l’esperienze passate, mi danno una consapevolezza maggiore.

La cosa più controcorrente che hai fatto oggi.

Vi sto scrivendo da Macerata dove mi esibirò con i Blindur per la finalissima di Musicultura.

Consigliaci tre libri, tre film e tre canzoni che reputi essere controcorrente rispetto a qualcosa.

“Kafka Sulla Spiaggia” ovviamente, “Il giovane Holden” e “Un giorno tutto questo dolore ti sarà utile”. “Big Fish”, “My life” e “Nobody knows i’m bere”. “Beamer boy” di Lil Peep, “Heart to heart” di Mac Demarco e “Isn’t it a Pity” di George Harrison.

E tra gli artisti contemporanei? Ce n’è qualcuno che reputi davvero essere controcorrente (a parte Stefanelli)?

Mi vengono in mente Benjamine Clementine, King Krule e Billie Ellish sicuramente.

Classicone delle interviste, e chiosa inevitabile per ogni intervista che (non) si rispetti: progetti per il futuro?

Un EP che vedrà la luce verso novembre, se non finisce il mondo, e nel caso in cui dovessimo anche sopravvivere potrei addirittura ipotizzare un disco.

Salutaci controcorrente, come preferisci fare tu.

Vi saluterò citandomi “La bassa qualità, lo specchio della mia onestà”.

 

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Controcorrente Il 28 agosto online. @artistfirst.it / @dischirurali

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