OGGI “RELATIONSHIP OF COMMAND” DEGLI AT THE DRIVE-IN COMPIE 20 ANNI

 
12 Settembre 2020
 

L’angolo delle celebrazioni può essere senza dubbio considerato un vanto per IFB ed il successo che riscuote, come si suol dire, ne è la conseguente ed evidente dimostrazione. Ognuno di noi bravi ragazzi/e della vostra webzine preferita ci troviamo a scegliere album che hanno fatto storia, quelli a cui siamo particolarmente legati, quelli considerati delle “chicche” nel sottobosco dell’indie e non ed alcune volte, in sede di scelta, vediamo che un disco che volevi celebrare è stato già “accaparrato” dall’amico collaboratore. Beh, in questo caso, nel caso di “Relationship of Command” terzo album dei texani (di El Paso) degli At the Drive-In, non potevo assolutamente permettermi di arrivare in ritardo in quanto considero questo disco una autentica milestone nel panorama post-hardcore sorto dalle meraviglie ed influenze nu-metal di quei mitici anni novanta sponda USA.

Entrato di diritto nella schiera dei miei full-length preferiti, “Relationship of Command” è forza e potenza allo stato puro dove la perfetta simbiosi tra l’ugola d’acciaio del carismatico frontman Cedric Bixler Zavala e la chitarre affidate a Omar Rodríguez-López e Jim Ward sprigionano una intensità tale da rimanere abbagliati e letteralmente senza parole al termine delle magnifiche e seducenti note di pianoforte dell’ultima traccia “Non-Zero Possibility” che ha il compito di calare il sipario su disco composto da una raccolta di undici sorprendenti episodi, ognuno di loro candidato a singolo.

Sentir “cantare” Zavala, peraltro un autentico prodigio on stage, riporta inevitabilmente al paragone con il cantato di Zack dei Rage Against The Machine dai quali, lo dico senza timore di smentite alcune, ogni cosa che si avvicina all’hardcore, rap metal (o come lo volete chiamare) ha avuto origine, anche se il buon Cedric riesce comunque ad essere sempre riconoscibile, caratterizzante e genuino.

Il tutto, poi, è incasellato alla perfezione a partire dall’inizio dirompente e ficcante affidato all’opener “Arcarsenal” che nei quasi tre minuti detta le coordinate di ciò che ci aspetta nel resto dell’album dove il singolo “One Armed Scissor” fa gli onori di casa senza particolari convenevoli sparando senza fronzoli un punk rock dai contorni, si fa per dire, “radiofonici”.

Alla cabina di regia non poteva che esserci “Il Padrino del Nu-Metal” Ross Robinson nelle cui sapienti mani sono passate band di quel filone nu-metal come Slipknot, Sepultura, Korn, Deftones e company mentre al missaggio un altro pezzo da novanta come Andy Wallace (Nirvana, The Cult, Sonic Youth, Faith No More giusto per citarne alcuni) e, dunque, non sorprende che il disco è diventato ben presto un successone, anche in termini commerciali, e con numerosi fan al seguito, anche quelli vip come l’iguana Iggy Pop che ha prestato la  sua collaborazione nei cori di “Rolex Propaganda” e nell’intro “telefonico” dell’acid-rock di “Enfilade”.

La feroce linea di basso di Paul Hinojos in “Mannequin Republic” rappresenta probabilmente uno dei punti più alti del disco che comunque un po’ ovunque concentra la sua irruenza nelle impetuose sezioni ritmiche – come in altri due incredibili brani come “Pattern Against User” e “Sleepwalk Capsules” (una delle mie preferite) con quel refrain quasi indimenticabile – che si “inceppano”, seppur apparentemente, nell’andamento lento di “Invalid Litter Dept.” che vede Cedric Bixler dilettarsi in uno spoken word “poetico” e nelle cupe atmosfere che si respirano nel finale con “Quarantined”, prima che le note schizzate di “Cosmonaut” prendano di nuovo il sopravvento.

Insomma, un disco stratosferico, un album al quale all’epoca in punto di recensione non avrei avuto alcun problema ad assegnare un bel 10 tondo tondo che, come la storia racconta purtroppo, fu l’ultimo degli ATDI (che poi si riunirono per dar vita nel 2017 a “In·ter a·li·a”) che nel 2001 chiusero il progetto, a causa pare di disaccordi sullo stile musicale, dando vita da una parte ai fortunati e bravissimi The Mars Volta e dall’altra all’alternative metal/emo degli Sparta.

Pubblicazione: 12 settembre 2000
Durata: 45:31
Tracce: 11
Genere: Post-hardcore
Etichetta: Grand Royal Records/Fearless Records
Produttore: Ross Robinson

Tracklist:
1. Arcarsenal
2. Pattern Against User
3. One Armed Scissor
4. Sleepwalk Capsules
5. Invalid Litter Dept.
6. Mannequin Republic
7. Enfilade
8. Rolodex Propaganda
9. Quarantined
10. Cosmonaut
11. Non-Zero Possibility

 

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