LIAS SAOUDI DEI FAT WHITE FAMILY: “GLI IDLES RAPPRESENTANO TUTTO CIò CHE è SBAGLIATO NELLA POLITICA CULTURALE CONTEMPORANEA”

 
di
23 Settembre 2020
 

Alcuni mesi fa i Fat White Family, seguendo a ruota Jason Williamson degli Sleaford Mods che aveva accusato gli IDLES di appropiarsi della voce della working class, avevano lanciato parole non proprio di amore in direzione dei colleghi di Bristol:

L’ultima cosa di cui la nostra sempre più puritana cultura ha bisogno in questo momento è un mucchio di tette auto castranti della classe media che ci dicono di essere gentili con gli immigrati. Potresti chiamarla arte, io la chiamo pedanteria sentenziosa.

Nei giorni scorsi un’intervista al The Guardian Joe Talbot, frontman degli IDLES, è tornato a parlare delle critiche ricevute:
Non mi sto nascondendo dietro nessun tipo di stronzata surrealista. Sto solo dicendo: questo è quello in cui credo. Non sto a pensare se il nostro messaggio venga trasmesso oppure no. La gente pensa: “Vaffanculo, bastardi scadenti”. Siamo una band che deve essere vista dal vivo per essere creduta. Vieni al nostro spettacolo e credi in noi.

Sui Fat White Family ha poi aggiunto:
Mi aggrappo a quei rancori. I loro rancori, non i miei. Mi rendono potente. Mi fa arrabbiare. Ero una persona molto violenta. Quindi sì, un giorno ho dovuto veramente combattere per non guidare fino a Londra e andarlo a cercare [Lias Saoudi, frontman dei Fat White Family, ndr] perché ho avuto attacchi e fitte del tipo: “Vaffanculo, lasciaci in pace”

Adesso proprio Lias Saoudi, leader e voce dei Fat White Family, sul sito web The Social torna a gamba tesa sulla disputa rispondendo alle più recenti dichiarazioni di Talbot:
Dati i recenti commenti di Joe Talbot relativi al mio spudorato trolling vorrei cogliere l’occasione per chiarire la mia posizione. In un certo senso sono grato a band come gli IDLES, perché nessun altro fenomeno musicale negli ultimi anni chiarisce le sfacciate inconsistenze della fede nella giustizia sociale importata dagli Stati Uniti che attualmente è presente in ogni aspetto della nostra cultura.

Questa è una band che pretende di essere da parte dell’unità e della tolleranza zero nei confronti di pregiudizi di qualsiasi tipo, ma sente necessario disprezzare chiunque provenga da una piccola città che non è riuscita ad adottare lo stesso punto vista che chiamano proprio. Essendo stato picchiato, avendomi sputato e maltrattato razzialmente in un villaggio in cui crescevo, posso confermare che una grande quantità di bigottismo risiede lì, ma chi è Joe Talbot per agitare il dito e giudicare queste persone?

Quando cresci economicamente oppresso in un mondo che ti offre prospettive sempre più ridotte, un mondo in cui la violenza e gli abusi sono la norma, prima o poi la disperazione ha possibilità di trasformarsi in odio. Etichettare queste persone come feccia non è progressista, è decadente. Direi che equivale a incolpare lo schiavo per le sue catene”.

Saoudi pertanto non risparmia giudizi totalmente negativi sulla band Bristol:
“Gli IDLES rappresentano tutto ciò che non va nella politica culturale contemporanea, con una sinistra a cui apparteneva il futuro, sconfitta, che ora sprofonda in un utopismo stravagante. Una sinistra innamorata della propria marginalità. Il loro è il suono di una solidarietà inversa, che si diletta nella ipocrita condanna di persone non del tutto all’altezza, pur non offrendo una valida strategia di contrasto.

e rincara la dose:
È come se i testi fossero stati generati da un algoritmo progettato dal Guardian, ogni problema del pulsante rosso della giornata affrontato sistematicamente nel modo più prevedibile immaginabile. Nulla di tutto ciò che è personale viene mai messo in tavola. Non credo di imparare qualcosa da Joe Talbot ascoltando Joe Talbot. Il modo più semplice per guadagnare popolarità online, ovviamente, è semplicemente rigurgitare ciò che tutti gli altri già credono.

Non ho alcun interesse a difendere questo gruppo di individui, ma solo ciò che la loro enorme popolarità rappresenta quando si tratta di violazione della politica dell’arte. Per me, il post-post-punk nel suo midollo rappresenta un crollo nella nostalgia, nata da un rifiuto del presente, in un mondo in cui il futuro è stato quasi cancellato.

Poi il messaggio a Joe:
Se Joe vuole salire in macchina e venire a Londra per fare una qualche forma di approssimativa giustizia per aver espresso la mia opinione sul suo gruppo, per me va bene.
È orribile quando subisci un risciacquo pubblico; avrei dovuto almeno motivare i miei commenti l’anno scorso. Se lo fa sentire meglio, la vastità di abusi che ho ricevuto sia dalla sua fanbase che da quella degli Sleaford Mods dopo quello sfogo mi ha scosso fino al midollo.

Credit Foto IDLES: Alexander Kellner / CC BY-SA
Credit Foto Fat White Family: Thomas Bresson / CC BY

 

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