OGGI “RUST IN PEACE” DEI MEGADETH COMPIE 30 ANNI

 
24 Settembre 2020
 

Per comprendere la straordinarietà di un album come “Rust In Peace” vi basterà osservare con un po’ d’attenzione la splendida copertina disegnata da Ed Repka. Probabilmente qualcuno di voi la troverà alquanto kitsch, con questo stile a metà strada tra fumetto fantascientifico e meme complottista. Provate però a mettervi nei panni di tutti quei fan dei Megadeth che ebbero la fortuna di posarci gli occhi sopra proprio nel giorno in cui fece la sua prima comparsa sugli scaffali dei negozi di dischi, in un ormai lontanissimo 24 settembre 1990.

L’immagine di Vic Rattlehead, storica mascotte della band, che con la mano destra solleva con fare minaccioso una pietra radioattiva tipo kryptonite è già di per sé elettrizzante. Aggiungeteci il fatto che in sua compagnia, all’interno di un misterioso bunker militare, vi siano i principali leader mondiali della fine del XX secolo intenti a contemplare un alieno rinchiuso in una capsula criogenica e avrete un quadretto in grado di fomentare gli animi di tutti i metallari – persino di quelli più imperturbabili.

Perché questo lavoro non è semplicemente un’encomiabile prova di talento o, come riconosciuto da rispettabilissimi esperti del settore, il picco massimo del thrash iper-tecnico; è una vera e propria avventura ricca di colpi di scena, passaggi degni di un kolossal e momenti al cardiopalma. Un album del genere non poteva che essere custodito in una confezione così assurda.

È il trionfo della fantasia: Mikhail Gorbaciov e George Bush Sr., rappresentanti di due superpotenze agli antipodi, se ne stanno seduti uno accanto all’altro in tranquillità e armonia, mentre danno retta a uno scheletro in giacca e cravatta con delle lenti da sole inchiodate al teschio. A mio modestissimo parere, è il simbolo di ciò che può fare l’heavy metal quando è di assoluta qualità: avvicinare mondi apparentemente inconciliabili dando vita a un linguaggio universale capace di mettere d’accordo tutti.

In fin dei conti, queste nove tracce trent’anni fa fecero proprio questo: raccolsero il plauso collettivo di critici e appassionati. La partenza è da premio Oscar: “Holy Wars…The Punishment Due”, con i suoi continui cambi di tempo, è una delle pagine più entusiasmanti mai scritte nella storia del thrash. Le chitarre del focoso frontman Dave Mustaine e del super-virtuoso Marty Friedman trasformano “Hangar 18” e “Take No Prisoners” in una giostra impazzita di riff indimenticabili e assoli impossibili.

La perfida linea di basso di David Ellefson aggiunge un pizzico di cattiveria ai toni inquietanti di “Five Magics”, il cui testo dal sapore fantasy sembra quasi voler fare a cazzotti con la trama politica che più o meno attraversa il resto del disco. L’attacco sinistro ma tutto sommato quieto di “Poison Was The Cure” potrebbe trarvi in inganno; allo scoccare del primo minuto, infatti, inizia una micidiale cavalcata dal sapore speed metal, talmente fulminea da lasciare col fiatone.

Un fantasma chiamato “Lucretia” ride di noi, che con fatica – ma sommo piacere – arranchiamo dietro strutture sempre più genialmente complesse fino a raggiungere l’estasi con le stellari “Tornado Of Souls” e “Rust In Peace…Polaris”. È l’apoteosi del thrash inteso nella sua forma più tecnica, aggressiva e intelligente, strabordante di idee e invenzioni che ancora oggi suonano all’avanguardia. Caro Dave Mustaine: di certo non sei un cantante particolarmente dotato, ma la tua testa è decisamente più grossa di quella del povero extraterrestre immortalato sulla copertina di questa opera d’arte.

Amici di Indie For Bunnies, non lasciate i Megadeth ad “arrugginire in pace” in una qualche Feltrinelli qualsiasi della vostra città. In questa giornata di festa, fatevi un piccolo regalo: buttate nel cesso la vostra collezione di CD degli Oasis, mettetevi la mascherina e correte a spendere cinque euro per accaparrarvi un classicone giustamente entrato negli annali.

Megadeth – “Rust In Peace”
Data di pubblicazione: 24 settembre 1990
Tracce: 9
Lunghezza: 40:44
Etichetta: Capitol Records
Produttori: Dave Mustaine, Mike Clink

Tracklist:
1. Holy Wars…The Punishment Due
2. Hangar 18
3. Take No Prisoners
4. Five Magics
5. Poison Was The Cure
6. Lucretia
7. Tornado Of Souls
8. Dawn Patrol
9. Rust In Peace…Polaris

 

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