SUFJAN STEVENS
The Ascension

[Asthmatic Kitty – 2020]
8
 
Genere: Alt pop
 
28 Settembre 2020
 

Don’t do to me what you did to America” ripetuto ossessivamente, ben sedici volte in dodici minuti e mezzo. Così avevamo ritrovato Sufjan Stevens nel singolo “America”, lui che l’ha percorsa e raccontata in lungo e in largo fin dai tempi di “Michigan” e “Illinois”. Qualche mese fa è uscito un po’ in sordina “Aporia”, disco tra elettronica e new age registrato da Stevens insieme a Lowell Brams, ma l’attesa era tutta per quest’album. L’ottavo, fortemente legato a quel “Carrie & Lowell” (qui la recensione) che tra lutto e ricordi ha cristallizzato definitivamente la poetica di Sufjan.

Staffetta difficile, testimone pesante da raccogliere perché sono passati cinque anni, tempo trascorso tra collaborazioni e partecipazioni a colonne sonore (quella del premiatissimo “Chiamami Col Tuo Nome”) che hanno reso Sufjan Stevens un artista diverso. “The Ascension” non è quindi un “Carrie & Lowell” parte due, un sequel, un secondo tempo. Ben più stratificato, venato di elettronica rispetto a quel disco intimo e emozionante, parte subito col ritmo cadenzato e distorto di “Make Me An Offer I Cannot Refuse” in pieno stile “The Age of Adz”.

Niente storie, nessun personaggio, nessuna metafora come Sufjan Stevens ha rivelato di recente in un’intervista concessa a The Quietus. Melodie, armonie costruite con cura certosina che rivelano un’incredibile voglia di libertà artistica e umana. “I don’t wanna be your personal Jesus / I don’t wanna live inside of that flame” intona Stevens su un letto di sintetizzatori ed è un po’ il manifesto di un album che rifiuta di adeguarsi alle aspettative altrui. Cambi di frequenza, crescendo continui, elettro pop multiforme allergico alle logiche commerciali con angoli e risvolti molto personali (“Ativan”, “Landslide”, “Sugar”, la title track).

“The Ascension” è complesso almeno quanto “Carrie & Lowell” era immediato e dolce, il paragone scontato è forse quello con il Justin Vernon / Bon Iver di “22, A Million” o col raffinato Perfume Genius (“Run Away With Me”, “Lamentations” e “Tell Me You Love Me” in particolare). Il Sufjan Stevens odierno è un artista indipendente nel vero senso della parola, capace di costruire cattedrali sonore che meritano rispetto.

Tracklist
1. Make Me An Offer I Cannot Refuse
2. Run Away With Me
3. Video Game
4. Lamentations
5. Tell Me You Love Me
6. Die Happy
7. Ativan
8. Ursa Major
9. Landslide
10. Gilgamesh
11. Death Star
12. Goodbye To All That
13. Sugar
14. The Ascension
15. America
 

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