GALAXIE 500: LA TOP 10 BRANI

 
12 Ottobre 2020
 

Ci sono band che pur non avendo avuto un seguito di rilievo e poco supporto dai media durante la loro carriera, restano comunque nel cuore di schiere di appassionati e vengono riscoperte, magari con un emozionante passaparola o citate da artisti più famosi come riferimento. I Galaxie 500 sono un esempio calzante. Chi ama i Velvet Underground, la new wave, l’emo core e una musica fatta col cuore pur nella sua disarmante semplicità compositiva, troverà nel trio newyorkese fonte dalla quale abbeverare l’anima. Dean Wareham; voce e chitarra, Damon Krukowski; batteria e Naomi Yang; basso e voce, si conoscono sui banchi di Harvard e con pochi rudimenti musicali danno vita a un sound sospeso, gentile, evocativo e notturno con il falsetto inconfondibile di Dean e un’attitudine seducente, così lontana dal gusto dell’epoca.
Una top ten mette sempre in difficoltà per l’esiguo numero di brani, ma ci proviamo lo stesso.

10 – TUGBOAT

1988, da “Today”

Primo singolo e manifesto delle loro intenzioni. Pochi accordi ipnotici, ritmica delicata e voci che salgono fin su nel cielo lunare.

9 – MY TEMPERATURE’S RISING

1988, da “Today”

Altro pezzo esangue e vibrante.

8 – CEREMONY

1989, da “On Fire”

“On Fire” è il loro capolavoro a parer mio e il primo pezzo che merita è questa meravigliosa cover dei New Order (che poi per me resta sempre un pezzo dei Joy Division). Versione slow core, ricca di pathos e sensualità.

7 – TELL ME

1989, da “On Fire”

Altra gemma che esalta il falsetto di Dean e che specifica il mood dei Galaxie: melodie suadenti ed esplosioni contenute seppur irresistibili.

6 – HEARING VOICES

1990, da “This Is Our Music”

Ultimo album del trio e sebbene non ci sia più nulla da evidenziare nel loro stile, qualcosa di ancora molto interessante ce la regalano. Questo brano a più voci è crepuscolare e reca con sè un senso di solitudine fortissimo.

5 – ISN’T A PITY

1989, da “On Fire”

Leggero, delicato come ogni loro composizione d’altronde.

4 – SUMMERTIME

1990, da “This is Our Music”

Una chitarra sognante che ricama scie notturne meravigliose, la voce che emerge riverberata per una ballata che sale lentamente colpendo al cuore.

3 – HERE SHE COMES

1990, da “This Is Our Music”

Le cover sono sempre state il loro pezzo forte e anche questa diventa parte del loro stile. Imperdibile.

2 – BLUE THUNDER

1989, da “On Fire”

Capolavoro. Nulla da dire perchè v’è solo da aprire cuore e orecchie.

1 – ANOTHER DAY

1989, da “On Fire”

La voce di Naomi ti coccola, lontana e dolcissima per un pezzo che lentamente ti avvinghia e non ti lascia più.

 

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