“‘HORSE’ SEGNA LA PROSSIMA TAPPA DELLA BAND”: NE PARLIAMO CON GLI HOLY MOTORS

 
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28 Ottobre 2020
 

Fate partire il nuovo album degli Holy Motors e chiudete gli occhi. Vi sembrerà di vivere uno spaventoso déjà vu: le atmosfere e la voce di Eliann Tulve vi riporteranno immediatamente alla mente la magia sprigionata da Hope Sandoval e David Roback nei Mazzy Star. La band di Tallin, Estonia, sembra cresciuta a pane e cowboy solitari, dipingendo suggestivi paesaggi che abbracciano tanto l’Americana quanto il dream-pop, in un connubio che lavora bene sugli elementi base, ovvero ritmi bassi, sguardi e voce languida, chitarre che guardano al roots rock con quel giusto pizzico di psichedelia che non guasta mai.
Non potevamo certo lasciarci sfuggire una chiacchierata con una band che adoriamo…

Ciao ragazzi, come state? Da dove state scrivendo?
Eliann: Ciao, è una bella domenica qui a Tallinn e mi sento bene!
Lauri: Sì, io ti scrivo in questo mercoledì mattina. Come va?

Nuovo album appena uscito. Come vi sentite?
Eliann: Al momento siamo nel bel mezzo dell’organizzazione del concerto per l’uscita dell’album, perché in Estonia, al momento, possiamo farlo. Siamo molto fortunati e spero che le cose non prendano una brutta piega. Non vedo l’ora di suonare queste canzoni dal vivo, e dopo mimetterò a leggere alcune recensioni, certo, lo farò volentiri.

Forse è solo una mia impressione, ma mi sembra che voi abbiate lavorato ancora di più (e molto bene) sul lato della vivacità. Le vostre caratteristiche principali rimangono, ma è come se aveste voluto mostrare nuovi lati del suono, più variegato e forse anche più “luminoso”. Cosa ne pensi?
Eliann: “Slow Sundown” è un album che potremmo definire puro, ma in realtà lo sguardo deve andare a quando abbiamo iniziato a fare musica, cioè dal 2013. Penso che con l’uscita di “Slow Sundown” abbiamo detto addio alla prima fase degli Holy Motors e “Horse” segna la prossima tappa. È naturale che le persone crescano, imparino ed evolvano. Non vorresti mai rimanere bloccato su qualcosa che la gente giudica comunque in modo positivo e poi ripeterla esattamente uguale su un nuovo disco e su quello successivo e quello dopo ancora…
Lauri: Sì, è un po’ come il caso di Madonna. Negli anni ’80 era come se dicesse: “Anche se non ho scritto Material Girl, beh, è davvero perfetta per me, mi rappresenta” e poi nel 2009 ha ricordato a un giornalista di Rolling Stone che “no,non è adatta a me, non sono una persona materiale“, ha detto. Le persone si evolvono e invecchiano, tutto qui. Quindi la sua contraddizione non è davvero un paradosso. Comunque c’era anche uno scrittore di Pitchfork che nella recensione di “Sundown” si chiedeva se avremmo mai suonato musica per “dopo l’alba“. Ecco, questo si, è piuttosto “luminoso”.

Leggendo certe recensioni, emergono parole come Old West, cowboy, America. Eppure si è dall’altra parte del mondo, in Estonia. A questo punto vi chiedo quali sono (e se ci sono) i punti in comune tra l’America che evocate nella vostra musica e Tallinn…
Eliann: Non mi piace pensare a nessuna nazione in relazione alla musica che facciamo. Per me è tutto nella sensazione del momento e in quello che c’è nell’aria… manca solo un posto fisico, ma questo posto non esiste veramente.
Lauri: È come se fosse tutta Italia, pensa a questo. L’Europa è definita il Vecchio Mondo e l’America è solo un’altra parola per un italiano. Non siamo affatto dall’altra parte del mondo. In realtà anche noi siamo qui con te.

Forse la cosa che incanta nella vostra musica è come riuscite a fondere una sensazione fisica e “polverosa”, come il suono americano, con un affascinante dream-pop più etereo e notturno, quasi impalpabile.
Eliann: Sono contenta di quello che abbiamo fatto su “Horse” ma non sono sicura che siamo riusciti a trovare l’equilibrio perfetto, in realtà questo è solo il modo in cui le nostre canzoni hanno funzionato fino ad oggi. Ma la prossima cosa che facciamo potrebbe essere completamente diversa e completamente sbilanciata.
Lauri: La verità? Non ho idea di quello che sto facendo!

La fine dell’album, con “Life Valley”, sembra quasi in contrasto con l’inizio dell’album con “Country Church”. È una canzone movimentata e incalzante, mentre “LV” è una canzone quasi psichedelica, che ti spinge a rilassarti, a sognare ad occhi aperti.
Eliann: Amo “Life Valley”. Penso che sia la canzone perfetta per mettere la parola fine all’album. Sembra che, sì, indichi proprio come la festa sia finita ora, almeno fino alla prossima volta!
Lauri: Penso che sia uscita abbastanza bene per essere un’improvvisazione.

“Road Stars” è fantastica. È sempre stata una canzone così semplice e acustica o c’è stata l’idea di renderla più “rumorosa”?
Lauri: Ero seduto nel salotto degli studi di Anton’s Cobra e pensavo se sarei stato in grado di cantare questo duetto con Eliann, rendendolo un po’ come una canzone “Thank God for Mental Illness“, ma la mia mente era ancora ostacolata da quello che stavamo facendo. Alla fine, mi ci è voluto ancora un anno per registrarla sempre a Berlino, con Craig Dyer – dei ragazzi di The Underground Youth – come partner, perché il mio cantato non è così buono, credo. Mi chiedo…ma allora perché ho scritto un duetto? Dio solo lo sa.

C’è qualcosa nel disco che vi ha sorpreso proprio perchè non pianificato?
Eliann: Quando abbiamo iniziato a registrare l’album non avevamo discusso su chi avrebbe cantato la voce maschile in “Road Stars”, ma lavorare con Craig degli Underground Youth ci è sembrata una scelta ovvia. Per fortuna ha accettato di cantare il brano con me e mi fa sentire molto bene ascoltarlo ora.

So che Anton Newcombe è un vostro fan. Avete occasione di sentirlo o di vederlo spesso?
Eliann: Dopo aver registrato un EP nello studio di Anton a Berlino l’anno scorso, abbiamo fatto uno spettacolo insieme in Svizzera. Ci siamo divertiti, era estate. Ci hanno portato a nuotare in mezzo al lago di Ginevra, dove la profondità massima è di oltre 300 metri e ti assicuro che può essere un po’ agghiacciante pensare a questo mentre sei in acqua. Però poi non l’abbiamo più visto da quell’estate.

In conclusione una domanda che si riferisce anche al titolo dell’abum. I cavalli sono una vostra passione?
Eliann: Non sono sicuro che i ragazzi abbiano mai cavalcato un cavallo. Io amo i cavalli, sono davvero fantastici! Ho iniziato a frequentarli fin da piccola e non ci vado da un po’, ma è come imparare ad andare in bicicletta: Una volta che ce ha appreso la capacità, beh, non ti abbandona più.
Lauri: Oh, guarda, io già vado in bici come un dilettante. Una volta stavo guardando come delle persone seguivano dei cavalli, quando un destriero si è staccato dal gruppo e ha saltato la staccionata. Così quando sono salito su un cavallo, mi sono ricordato che non si offrono particolarmente volontari per ospitarti, ma sanno anche farlo. Bisogna avere una moralità ingannevole legata all’addomesticare l’animale selvaggio.

Zebra Island, Anna Kaneelina, KENE, Maria Minerva, Shift Tides, Dallas and lots of more Estonian artists got put on this…

Pubblicato da Holy Motors su Domenica 18 ottobre 2020

Credit Photo: Grete Ly Valing

 

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