ÓLAFUR ARNALDS
some kind of peace

[ Mercury XX- 2020 ]
9
 
Genere: Alternative, Ambient
 
22 Novembre 2020
 

A volte, per un motivo o per un altro, capita di dissociarsi dalla propria realtà e non sentire alcun legame con la propria identità. La pandemia ha contribuito tanto a questo, ma anche a risolvere il problema: ci siamo ritrovati costretti a passare più tempo con noi stessi, i nostri pensieri e anche le nostre paure più recondite. L’artista islandese Ólafur Arnalds ha vissuto a fondo quest’esperienza, rendendola quasi tangibile con il suo album “some kind of peace”.

Definito dal musicista stesso come il suo disco più intimo e personale, “some kind of peace” racconta la storia di un uomo abituato a vivere la sua vita con ordine, quasi in maniera maniacale, e si ritrova travolto da un mondo che non vuole seguire le sue aspettative. Nonostante un iniziale momento di confusione e disorientamento, Arnalds capisce ciò che forse alcuni riterrebbero la chiave per la felicità: non possiamo controllare tutto ciò che succede, e va bene così. Non sappiamo per quale motivo accadano determinate disgrazie, tutto ciò che conta è la nostra reazione ad avvenimenti del genere.

Pur essendoci sempre stato presentato come termine negativo, il caos è una forma di armonia e ordine – cosa che potrebbe risultare piuttosto ironica, considerando il modus vivendi precedente di Ólafur. Se si pensa però alla sua vita e a come avesse dei ritmi frenetici, tra live e viaggi continui, si capisce subito quanto sia fondamentale prendersi una pausa per ricordarsi che si è solo essere umani, e che non sempre le cose andranno bene. Soprattutto, che non bisogna incolpare se stessi se non si riesce ad accettare la propria realtà: tempo al tempo e tutti troveremo, in un modo o nell’altro, “un certo tipo di pace”.

In quest’album, fanno la loro bella figura soprattutto i feat, dal musicista britannico Bonobo in “Loom”, alla delicata voce dell’islandese Jófríður Ákadóttir (in arte JFDR) in “Back To The Sky” (brano che, tra l’altro, dà il titolo al disco). Da sottolineare in maniera particolare è il monologo all’inizio del brano di chiusura “Undone”, della cantautrice Lhasa De Sela. Parla di come ci si sente a diventare sempre più piccoli in un mondo sempre più grande e infinito, ma anche di vita e morte. Per Ólafur è un modo di spiegare che la vita è un susseguirsi di rinascite, che possono avvenire tramite la musica; a riguardo, infatti, ha affermato “ogni volta che succede qualcosa di negativo ci capita di sentirci come se stessimo morendo, ma poi ci sorprende che non lo stiamo facendo, anzi; stiamo solo rinascendo”.

Ognuno di noi è quindi una fenice che sa rigenerarsi anche nelle situazioni più disperate, pur non rendendosene conto; a farlo capire bene – e portarci conforto – c’è allora “some kind of peace”, che si apre all’ascoltatore come un grande abbraccio di conforto. È una consolazione dolce, serena, tra sonorità ambient che sembrano davvero guidare il ritmo del tuo respiro e renderlo sempre più calmo.

Probabilmente nessuno sapeva cosa aspettarsi dal nuovo disco di Ólafur, ma possiamo sicuramente dire che è stata una più che piacevole sorpresa per le nostre orecchie – ma, soprattutto, per i nostri cuori.

Credit Foto: Marino Thorlacius / Mercury Classics

Tracklist
1. Loom feat. Bonobo
2. Woven Song
3. Spiral
4. Still / Sound
5. Back To The Sky feat. JFDR
6. Zero
7. New Grass
8. The Bottom Line feat Josin
9. We Contain Multitudes
10. Undone
 
 

Nick Cave & Warren Ellis ...

La notizia del nuovo album di Nick Cave è arrivata qualche mese fa tra le righe dei suoi “Red Hand Files”, umanissima newsletter in cui ...

The Pretty Reckless – Death ...

Come mamma l’ha fatta – con le parti intime celate da una elegante posa – si presenta la bella Taylor Momsen sulla ...

Indigo Sparke – Echo

Se andate in brodo di giuggiole per il sound folk femminile à la Marissa Nadler o Aldous Harding, allora dovete decisamente farvi il regalo ...

Madeline Kenney – Summer ...

Uscito a sorpresa lo scorso 22 gennaio un nuovo mini album, pubblicato dalla label Carpark Records, della statunitense Madeline Kenney che ...

Pale Waves – Who Am I?

“Who Am I?” Bella domanda… chi sei Heather Baron-Gracie? Avril Lavigne? Alanis Morisette? Dolores O’Riordan? Bo. Una cosa è certa: ...