OGGI “ILLUMINA” DEGLI ELETTROJOYCE COMPIE 20 ANNI

 
24 Novembre 2020
 

Gli Elettrojoyce hanno fatto parte di un periodo d’oro del rock italiano tra metà anni novanta e inizio millennio. “Illumina” è il terzo e ultimo capitolo dopo due schegge di rabbia e bravura come “Elettrojoyce” e “Elettrojoyce (2°)”. La fine di un percorso travagliato e di qualità che si sarebbe concluso con lo scioglimento della band (Filippo Gatti è poi diventato solista, produttore, autore mentre da Stefano Romiti e Fabrizio D’Armini, una delle altre costole del gruppo, sono nati gli E42).

Dieci brani in cui il lato tagliente del rock era sempre presente nelle chitarre di Romiti (l’abituale Fender Stratocaster “tradita” con una Rickenbacker più adatta agli arpeggi) e nella batteria di D’Armini ma veniva spesso addolcito da una strumentazione varia e poliedrica. Melodie emergevano prepotenti accompagnate dai testi di Gatti sentiti e profondi come quello di “L’evoluzione dei pesci” singolo simbolico e amatissimo che insegnava a nuotare con grazia. “Illumina” in realtà si apriva con le note dolci e aspre di “Raga” vera e propria poesia in musica che si dipanava in un crescendo avvolgente, culminando nella strofa finale (“Uno per uno / Corde alla mano / Dove non si passa / Passiamo”).

Il soffio vitale e il vestito nero della donna di “Atman”, la voce di “Samsara” che s’interrompeva e veniva ripresa nel finale, la chitarra acustica che trascinava “In lumina” con le sue scatole cinesi, i giorni troppo veloci e un “Non piangere più” sussurrato piano rappresentavano il lato più intimo di un disco che non si spaventava di fronte alle abili distorsioni di una leopardiana “Gynestra”, alla cavalcata gentile e un po’ psichedelica di “Nebula” dove era facile perdersi e sparire. Lontano dalla banalità in “K.” e nel blues elettrico surreale e bilingue di “Frozen W.”.

L’evoluzione degli Elettrojoyce regalava un altro sorprendente tiro mancino, prima che il sipario calasse e si chiudessero i giochi. Rien ne va plus ma c’era ancora tempo per scoprire una parte del loro sound poco sfruttata fino a quel momento, diversa dalla vis polemica di “Idioti”, “Carne” o “Licenziare” ma non meno impetuosa, più vicina semmai alle sensazioni controvento di “Aliante”. “La paura trionfa sulle menti poco allenate” ed è fin troppo vero, oggi come allora. Vent’anni dopo concediamoci il lusso di stupirci ancora.

Data di pubblicazione: 24 novembre 2000
Tracce: 10
Registrato: 9 – 20 agosto 2000, AC.M.E.studio (Roma)
Etichetta: Epic – Sony BMG

1. Raga
2. L’evoluzione dei pesci
3. Gynestra
4. Atman
5. Samsara
6. In lumina
7. Nebula
8. Frozen W.
9. K
10. Samsara riprende

 

Oggi “Warehouse: Songs And ...

Trentacinque anni dall’uscita di “Warehouse: Songs And Stories”, ovvero il canto del cigno degli Hüsker Dü. Un anniversario che ...

Oggi “Blue Öyster Cult” dei ...

È il 16 gennaio 1972. L’anno nuovo è iniziato da appena una manciata di giorni. I dodici mesi precedenti, come ci insegna la storia del ...

Any Given Friday – Ogni ...

È di nuovo venerdì e seguendo la traiettoria del volo di un moscone – dal ronzio più emozionante di tante cose sentite ultimamente ...

Oggi “Low” di David ...

Bowie nel ’76 veniva dall’ottimo “Station to Station” (qui la celebrazione) e dal periodo trascorso a Los Angeles ...

La saga di Matrix: pietra miliare ...

Onestamente non avrei mai immaginato che le sorelle Wachowski (meglio, la sola Lana Wachowski ormai) potessero farne un altro; eppure ...