“FOREVER WHATEVER” è STATO UNA SPECIE DI FUSIONE DI ANNI E ANNI DI SCRITTURA DI CANZONI E DI SPETTACOLI DAL VIVO”. ABBIAMO INTERVISTATO GLI OCTOBER DRIFT, UNA DELLE BAND RIVELAZIONE DELL’ANNO.

 
25 Novembre 2020
 

Sbalzato di diritto sul podio dei miei album preferiti di questo assurdo 2020, i britannici October Drift ci omaggiano delle loro doti acustiche con “Naked”, un EP che fa seguito al sorprendente e convincente album del debutto, “Forever Whatever” uscito all’inizio dell’anno (LEGGI LA RECENSIONE), con il quale la band di Taunton – composta dal vocalist Kiran Roy, da Chris Holmes (batteria), Alex Bipsham (basso) e Daniel Young (chitarra) – sta continuando a raccogliere ottimi consensi e successo di pubblico.

Attraverso questo episodio acustico, gli October Drift vogliono far conoscere la loro parte più intima ed espressiva collocandosi inevitabilmente in una dimensione nuova dove intensità e, soprattutto, maturità assurgono a parole chiave.

Se “Naked” in versione elettrificata è già di per sé un capolavoro, nel suo lato acustico si trasforma in qualcosa di più, quasi inafferrabile con il delizioso pianoforte e la dolce ma potente voce di Kirian a dir poco sublimi che si adagiano sul tappeto di violoncello. A dire il vero, “Naked” si presta in versione acustica ed è per questa ragione che la vera chicca è la rielaborazione di “Cinnamon Girl” che, spogliata dal muro di chitarre, diventa ancora più schietta e malinconica anche grazie alla solita magnetica voce di Roy.

Sorprendono anche i due inediti, “Still” davvero incantevole nella sua semplicità, ricca di melodie rinfrancanti che a tratti ricordano sonorità alla The Shins, e “Like The Snow We Fall”, candidata a diventare uno dei migliori brani del quartetto britannico dove archi da brividi si dirigono verso un crescendo orchestrale che emoziona e tocca il cuore.

Insomma gli October Drift – che nel frattempo hanno anche pubblicato proprio in questi giorni il loro nuovo video di “Naked” – hanno fatto di nuovo centro con questo mini album confermando, per quanto mi riguarda, l’otto e mezzo dell’esordio e, con l’occasione, abbiamo approfittato per scambiare due chiacchiere via e-mail con Kirian Roy, vocalist e frontman della band.

Ciao Kirian, in primo luogo come stai? Dove vi trovate in questo momento?
Ciao! Grazie mille, siamo tutti a casa nel Somerset e nel Devon. Al momento sono in sospeso dal lavoro in un bar, ma almeno possiamo andare nel nostro studio, il che è fantastico. Ora stiamo lavorando al seguito di “Forever Whatever”.

Inizio col dirvi che il vostro album d’esordio è tra i miei album preferiti di quest’anno insieme a Gorillaz e Ist Ist. Buona compagnia non trovate?!?
Grazie mille, questo significa molto e si, siamo in buona compagnia!

Suonate insieme da tanti anni, diversi singoli rilasciati, tanti live, sul palco John Peel di Glastonbury, Reading e Leeds, e un tour europeo con gli Editors. “Forever Wathever” contiene le esperienze raccolte in questi anni oppure è stato concepito diversamente?
“Forever Whatever” è stato una specie di fusione di anni e anni di scrittura di canzoni e di spettacoli dal vivo. Soprattutto perché è stato rilasciato poco prima che il coronavirus cambiasse davvero il mondo, sembra che “Forever Whatever” sia la fine di un capitolo, il che è un po’ strano per un album del debutto immagino. Ora stiamo lavorando al secondo album, che abbiamo scritto principalmente quest’anno, nonostante avessimo materiale più che sufficiente.

Com’è stato andare in tour con gli Editors? Durante il tour è nata la collaborazione con Justin Lockey?
Andare in tour con gli Editors è stato un sogno. Abbiamo fatto tre spettacoli nel Regno Unito con loro nel 2018: Londra, Birmingham e Manchester e da quegli spettacoli siamo stati invitati a supportarli in tutta Europa. Abbiamo imparato molto da quel tour e ci siamo divertiti moltissimo, oltre a suonare davanti a grandi folle ogni sera, qualcosa a cui non eravamo abituati! È stato in quel tour che abbiamo conosciuto Justin Lockey, lui e il resto degli Editors ci guardavano ogni sera e dopo il tour Justin ci ha contattato per dirci che voleva fare un album con noi. Abbiamo registrato “Forever Whatever” con Justin nel suo studio di Doncaster nel gennaio 2019 e l’abbiamo pubblicato tramite la sua etichetta Physical Education Records. Dobbiamo ringraziare molto quei primi concerti con gli Editors.

Come vi siete conosciuti? E quando avete capito che la musica sarebbe diventata il vostro lavoro?
Andavamo tutti a scuola insieme a Taunton, Somerset. Abbiamo legato per via dello skateboard durante la nostra adolescenza. Facevamo piccoli video sugli skateboard, alcuni dei filmati possono essere visti nel nuovo video “Like The Snow We Fall”. Dopo il college abbiamo messo tutte le nostre uova nello stesso paniere e da allora abbiamo fatto musica e suonato il più possibile.

Cosa c’è oltre la musica per gli October Drift?
Lavoriamo tutti per permetterci di avere la band, io lavoro in un bar, Chris in un supermercato, Dan in una pista da bowling e Biz in un fast food. Dan ha appena iniziato una laurea online in economia. Insomma, lavoro, la band e vedere i nostri partner ecc. Inoltre, mi piace leggere e cucinare.

Tanto post punk, grunge e shoegaze nel disco. Riduttivo o vi riconoscete nella definizione? Quali sono gli artisti o le band che di più vi hanno influenzato?
Sì, siamo stati fortemente influenzati dal post punk, grunge e shoegaze. Abbiamo preso “In Utero” dei Nirvana come una sorta di riferimento durante la registrazione di “Forever Whatever”. Dan ha passato anni cercando di suonare come Kevin Shields dei My Bloody Valentine. Joy Division, The Jesus and Mary Chain e più di recente The Horrors e The Big Pink meritano tutti una menzione.

Come funziona all’interno della band il processo creativo? Siete tutti coinvolti nella scrittura dei testi, della musica oppure ci sono precisi compiti?
Non c’è un modo prestabilito, di solito costruiamo la musica insieme, qualcuno porta avanti un’idea di chitarra o di basso e la costruiamo da lì in studio. I testi sono quasi tutti scritti da me con qualche spunto qua e là dagli altri ragazzi. Dan e Biz sono le uniche persone competenti quando si tratta di registrazione e ingegneria in studio, quindi per quelle cose se ne occupano loro. Chris ha un ottimo orecchio per arrangiamenti e melodie, tutti abbiamo i nostri punti di forza e di debolezza. Il lockdown ha cambiato il modo in cui dovevamo fare le cose, non potendo andare in studio scrivevo bozze di canzoni, accordi e testi e inviavo registrazioni telefoniche ai ragazzi. Poi abbiamo preso le idee iniziali e le abbiamo realizzate non appena siamo riusciti a tornare in studio.

Credo che sia davvero difficile trovare un brano preferito nel disco, uno più bello dell’altro anche se “Naked” primeggia su tutte. A parer mio un piccolo capolavoro. Sono davvero curioso di sapere com’è nata questa canzone.
Faccio fatica a ricordare i dettagli ma il nostro bassista Biz ha scritto la parte di chitarra acustica. Stranamente penso che alcune frasi siano state ispirate da uno show televisivo chiamato “The OA” che mi è capitato di guardare. Volevo che avesse una cupa sensazione nostalgica, come un desiderio di infanzia. Abbiamo fatto una demo di questa canzone pensando che l’avremmo registrata più tardi da Justin, ma abbiamo finito per usare  la registrazione originale. Una ragazza di nome Brione Jackson è entrata e ha suonato un sacco di violoncelli nell’album e questo ha davvero dato vita a “Naked”.

Oltre a “Naked”, adoro “Cherry Red”. Ci sono dei brani ai quali ognuno di voi è particolarmente legato e per quale ragione?
A tutti noi piace “Just Got Caught”, penso che offra qualcosa di diverso nell’album. Non ha un ritornello ovvio, ma ha questa tensione che viene fuori alla fine. Penso che “Oh The Silence” è la mia preferita in assoluto, è stata l’ultima canzone che abbiamo scritto prima di registrare l’album. Chris ha scritto la melodia ed io ho inserito i testi, e penso che siano tra i più forti che abbiamo scritto. Ha anche un ottimo ritmo e atmosfera.

Parliamo del vostro ultimo EP, “Naked”. Avete virato su territori acustici riuscendo a tirare fuori altre quattro incredibili perle. Complimenti! E se “Naked”, diciamo, si presta in versione acustica, “Cinnamon Girl” è una sorpresa. 
Contento che ti piaccia! Non avevamo intenzione di fare un EP acustico, ma senza il tour abbiamo pensato che fosse una buona idea far uscire un po’ di musica. Sapevamo tutti che “Naked” era una buona pista ma non ci aspettavamo che avesse tutto questo successo ed è stato ciò che ci ha spinto a pubblicare un EP sulla stessa ottica. Inoltre, il modo in cui siamo stati costretti a scrivere ed esibirci (live streaming) durante il lockdown, io e una chitarra acustica, beh ci è parso sensato pubblicare un EP più essenziale.

Anche “Still” e soprattutto “Like the snow We Fall” sono davvero toccanti ed emozionali. Sono brani molto maturi che provengono da persone molto giovani come voi. Sorprendente. Cosa ci se deve aspettare dal prossimo full-length, acustico, elettrico o misto?!
Il prossimo album è molto elettrico. È stato davvero bello mostrare un lato diverso della nostra band, un lato più tenero musicalmente, ma l’album due sembra sarà più oscuro e più pesante di “Forever Whatever”.

Ottimo sentirtelo dire Kirian. Avete qualche nuova band o musicista interessante da suggerire ai nostri lettori?
Abbiamo avuto il privilegio di suonare e conoscere alcune grandi band underground del Regno Unito nel corso degli anni. Dai un’occhiata a Pet Shimmers, Avalanche Party, Spectres, China Bears, Red Rum Club, The Van Ts, Working Men’s Club, Indoor Pets, Kate Stapley and The Slow Readers Club per citarne alcuni. Recentemente mi sono goduto la musica di Glasvegas, Katy J Pearson e Courtney Marie Andrew’s.

Tre album che vi portereste sempre dietro con voi.
Odio queste domande! Recentemente ho detto che “Bryter Layter” di Nick Drakes era il mio album preferito in assoluto, ma a dire la verità sono troppo indeciso! Mi è stato regalato quell’album per il mio 14esimo compleanno e me ne sono innamorato. È vulnerabilità e bellezza, dolore e calore ed è ancora sorprendente da ascoltare. Aggiungerei anche “High Violet” dei The National. Ho preso questo album nel nostro negozio di dischi locale Black Cat Records a Taunton (RIP) quando eravamo al college. Era la band che stavo aspettando di trovare. Sono stati una delle più grandi influenze sulla nostra musica. Anche “The Bends” dei Radiohead che, tra l’altro, ha portato ad un acceso dibattito con la band. “In Rainbows” e “OK computer” forse album migliori, ma “The Bends” occupa un posto speciale nel mio cuore.

E’ tutto ragazzi, non rimane che vederci il 24 aprile 2021 a Milano Biko Club insieme agli The Slow Readers Club. Perché non aggiungere anche una data a Roma?!
Non vediamo l’ora di suonare di nuovo e questi spettacoli saranno ancora più speciali quando avranno luogo! Dobbiamo chiedere a The Slow Readers Club per Roma! A presto!

Grazie mille per il vostro tempo. Ciao.
Grazie a te.

E P . A N N O U N C E M E N T

Hugely excited to announce that our new acoustic EP ‘Naked’ will be released to the…

Pubblicato da October Drift su Martedì 1 settembre 2020

 

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