OGGI “FLASH GORDON” DEI QUEEN COMPIE 40 ANNI

 
Tags:
8 Dicembre 2020
 

Gli sgargianti anni ’80 erano appena iniziati quando, mentre i Queen si trovavano impegnati nelle registrazioni di “The Game”, furono contattati per la prima volta dal produttore Dino De Laurentiis per realizzare la colonna sonora del film Flash Gordon, produzione che sembrava avere tutte le carte in regola perché il film diventasse un cult. Non era la prima volta che alla band veniva proposto un progetto simile, ma fino ad allora ogni offerta era stata rimandata al mittente, sia perché spesso si sarebbe dovuto trattare di film musicali, con la sceneggiatura costruita intorno alle musiche e non il contrario, sia perché l’idea non aveva mai entusiasmato più di tanto.

Per il film Flash Gordon fu diverso in primis perché si trattava di un film vero e proprio, già scritto e con una direzione artistica precisa, ma anche perché ciò che veniva richiesto alla band era la composizione di musiche che fossero la controparte musicale del girato.

Tutto questo rappresentò una sfida che, nonostante i numerosi impegni già presi, non poteva non esser colta. La band iniziò così a lavorare all’album nei momenti liberi disponibili tra le registrazioni di “The game” e il tour americano di quell’anno, riuscendo a mettere insieme diciotto tracce, di cui solo due cantate e di durata superiore ai 3 minuti.

Prima di addentrarsi nell’analisi dell’album è però necessaria una premessa: il film, che si era presentato come un quasi certo successo, si rivelò essere il più costoso B Movie della storia per via di una sceneggiatura banale e mal recitata. Ed è probabilmente anche per questo che la colonna sonora targata Queen si presenta come un non sempre facile ascolto, nonostante sia indubbiamente un esempio di stile. Chi si aspettava di trovarsi davanti un album che suonasse Queen si sbagliava di grosso. L’album è a tutti gli effetti una soundtrack, con arrangiamenti orchestrali e momenti di sospensione, il tutto con le voci tratte dal film come presenza ingombrante quasi sempre di troppo. Ma la vera novità fu senz’altro l’utilizzo del sintetizzatore.

Mai prima utilizzato ma anzi fino ad allora quasi sempre disprezzato dalla band, qui è la vera e propria colonna portante del progetto. Sfruttato in quasi tutte le sue sfumature, rappresentò per i Queen un ulteriore campo di ricerca e studio, con ottimi risultati, nonostante in alcuni momenti del disco sembrino quasi abusarne. A questa virata di stile va inoltre aggiunta la scelta di un sound contaminato da suoni del funk e disco, tanto in voga allora, che la band aveva già iniziato a sperimentare per il progetto “The Game”.

Il risultato è un album anomalo che, venduto e distribuito a tutti gli effetti come un normale album della band solo sei mesi dopo il successo del precedente lp, divise pubblico e critica: mentre in Inghilterra rimase in classifica per quindici settimane senza mai scendere oltre la decima posizione, negli Stati Uniti non andò mai oltre la ventitreesima posizione della Billboard Top 200, rappresentando di fatto il primo passo falso della band da oltre dieci anni.

I due brani più ricordati ed apprezzati sono anche gli unici due cantati e dalla struttura più tradizionale. Il primo, “Flash’s Theme”, poi uscito come singolo come “Flash”, divenne fin da subito uno dei brani più rappresentativi di quegli anni: un brano pop dal sapore elettronico in cui i cori e gli intermezzi di chitarra elettrica ben si sposano alla struttura del brano.

Il secondo è invece “The Hero”, brano hard rock che più si avvicina al sound classico della band, che fu spesso usato dai Queen per le aperture dei concerti di quel periodo.

In conclusione “Flash Gordon” è un album in cui i Queen, ricercando in nuovi campi e mettendosi in gioco su di un genere mai affrontato prima, non riescono a esprimere il loro potenziale pienamente. Nonostante l’LP sia comunque una buona colonna sonora infatti, ciò che più manca è quella coralità, quel lavoro di squadra, che sono sempre stati il marchio di fabbrica della band.

Tipo album: Colonna sonora
Pubblicazione: 8 dicembre 1980 (UK)
Durata: 35:01
Dischi: 1
Tracce: 18
Genere: Hard rock, Arena rock, Pop rock
Etichetta: EMI (Europa), Elektra Records, Hollywood Records (USA)
Produttore: Brian May
Registrazione: ottobre-novembre 1980, Townhouse, Advision, The Music Center, Utopia e Anvil Studio

Lato A

Flash’s Theme – 3:31
In the Space Capsule (The Love Theme) – 2:43
Ming’s Theme (In the Court of Ming the Merciless) – 2:41
The Ring (Hypnotic Seduction of Dale) – 0:57
Football Fight – 1:28
In the Death Cell (Love Theme Reprise) – 2:25
Execution of Flash – 1:06
The Kiss (Aura Resurrects Flash) – 1:45

Lato B

Arboria (Planet of the Tree Men) – 1:42
Escape from the Swamp – 1:43
Flash to the Rescue – 2:44
Vultan’s Theme (Attack of the Hawk Men) – 1:13
Battle Theme – 2:18
The Wedding March – 0:56
Marriage of Dale and Ming (…And Flash Approaching) – 2:04
Crash Dive on Mingo City – 1:00
Flash’s Theme Reprise (Victory Celebrations) – 1:24
The Hero – 3:31

 

Oggi “The Soul Cages” ...

Era il 22 gennaio 1991, quando nei negozi di dischi fece la sua prima comparsa “The Soul Cages”. Sting arrivava dal successo dei suoi ...

Oggi “Things We Lost In The ...

Gennaio è il mese dei compleanni importanti per la band capitanata da Alan Sparhawk e Mimi J. Parker. Avevamo celebrato nel 2020 ...

Oggi “Amanda Palmer Goes Down ...

La copertina è provocante, fuori dagli schemi, perfettamente in linea con il personaggio di Amanda Palmer: performer, agitatrice di ...

Oggi “Ovunque Proteggi” ...

“Ovunque Proteggi”, sesto album di Vinicio Capossela uscito il venti gennaio di quindici anni fa, ha avuto un fortunatissimo destino: ...

Oggi “Ride The Tiger” ...

Gli Yo La Tiengo si formarono ad Hoboken, nel New Jersey, nel 1984 da un’idea del cantante e chitarrista Ira Kaplan e la compagna ...