“IMAGINE”, IL PEGGIORE DEI MONDI POSSIBILI

 
10 Dicembre 2020
 

Quasi tutti quelli che idealizzano e celebrano John Lennon, in realtà, se oggi fosse ancora vivo, lo avrebbero detestato, perché non avrebbero mai accettato, di buon grado, le rinunce, i bocconi amari ed i sacrifici che il suo messaggio politico avrebbe imposto al loro modo di vivere e relazionarsi con gli altri.

Molto più facile e conveniente servirsi di scorciatoie e di compromessi, soprattutto quando essi garantiscono comodità e profitti.

Negli anni ci siamo abituati ad ascoltare “Imagine” un po’ ovunque; dapprima radio, televisione, carta stampata e cinema ed ora anche il mondo web, si sono, praticamente, impossessati di questa canzone. Ma si sono attaccati, però, solamente alla sua attraente melodia, al fatto che è cantabile, che è malinconica al punto giusto, ma anche dolce e gentile, tralasciando, completamente, gli ideali radicali del suo testo, voltandosi come spesso accade dall’altra parte e soffermandosi solo su quello che ci fa più comodo, che si riduce a due soli versi “I hope someday you will join us / And the world will be as one“, il cui significato viene totalmente stravolto.

Ma ciò che per John era inclusione e condivisione, in queste rappresentazioni mediatiche, sempre più tecnologiche e roboanti, diventa omologazione e globalizzazione. Il mondo unico è una realtà, siamo tutti accorsi sul medesimo lato, solo che è quello sbagliato: siamo tutti uniti nel servire i medesimi padroni, viviamo tutti le medesime sterili esistenze, ci conformiamo agli stessi modelli consumistici, continuando ad affannarci e morire per per le stesse inutili cose, “Imagine” è diventata il peggior mondo in cui avremmo potuto vivere.

La ferocia, la brutalità e l’arroganza della narrativa mainstream è tutta in questa banalizzazione; un atteggiamento falso e compiacente che, dietro la sua apparente semplicità, dietro il sorriso dispiaciuto dei tanti fantocci che oggi, tra web, radio, giornali e TV, hanno blaterato di John Lennon, di “Imagine” o di quel terribile 8 Dicembre del 1980, nasconde, in realtà, il suo vero e servile scopo: trasformare quella che potrebbe ancora essere un’idea politica concreta in un sogno romantico ed irrealizzabile, così che, domani, da svegli, saremo pronti ad uscire dai nostri identici ovili e compiere il nostro compito, credendo o fingendo di credere che sia una nostra libera scelta e non il frutto delle nostre convenienze, dei nostri compromessi, delle nostre insicurezze e delle nostre paure.

Photo: Eric Koch / Anefo, CC0, via Wikimedia Commons

 

Oggi “The Soul Cages” ...

Era il 22 gennaio 1991, quando nei negozi di dischi fece la sua prima comparsa “The Soul Cages”. Sting arrivava dal successo dei suoi ...

Oggi “Things We Lost In The ...

Gennaio è il mese dei compleanni importanti per la band capitanata da Alan Sparhawk e Mimi J. Parker. Avevamo celebrato nel 2020 ...

Oggi “Amanda Palmer Goes Down ...

La copertina è provocante, fuori dagli schemi, perfettamente in linea con il personaggio di Amanda Palmer: performer, agitatrice di ...

Oggi “Ovunque Proteggi” ...

“Ovunque Proteggi”, sesto album di Vinicio Capossela uscito il venti gennaio di quindici anni fa, ha avuto un fortunatissimo destino: ...

Oggi “Ride The Tiger” ...

Gli Yo La Tiengo si formarono ad Hoboken, nel New Jersey, nel 1984 da un’idea del cantante e chitarrista Ira Kaplan e la compagna ...