CANDY OPERA
The Patron Saint Of Heartache

[ A Turntable Friend Records - 2020 ]
7
 
Genere: Indie pop-rock
 
16 Dicembre 2020
 

Nati a Liverpool nel 1982 i Candy Opera non hanno avuto i riflettori puntati a illuminare la loro indubbia classe, forse perché altre band come gli Aztec Camera, i Pale Fountains o i Prefab Sprout si erano divisi la fama e i successi di quel periodo e di quel guitar pop che tanto andava di moda. La band si scioglierà nel 1993 senza neppur aver pubblicato un album, con i soli ricordi di un tour a supporto dei Pogues e qualche apparizione su Granada TV (si, quella di Coronation Street). Rimanevano però i loro brani, immortalati nei demo che, chissà per quali peripezie, sono pervenuti alla label Berlinese  Firestation Records che, apprezzando quelle tracce ormai ventennali, pubblicò le canzoni nel 2018, in quello che è il loro debut album “45 Revolutions Per Minute”, le cui copie andarono tutte vendute come del resto la raccolta “Rarities” che comprendeva altri pezzi registrati in quegli anni.

Ascoltando quelle canzoni facciamo veramente fatica a capire il motivo per cui questa band non abbia avuto un meritato spazio in quegli anni e la buona accoglienza ricevuta trent’anni più tardi, sembra più che giustificata.

Questo nuovo album, 14 brani in 50 minuti abbondanti, ci restituisce una band in piena forma, inossidabile agli attacchi dei decenni e con una buona attitudine a scrivere canzoni dall’impatto immediato.

Quello che possiamo notare è uno spostamento verso sonorità “americane”, come se un vento avverso alle consuetudini metereologiche avesse soffiato da Liverpool verso gli States.

La chitarra slide di “Tell Me When The Lights Turn Green”, un bel lento da ballare in un saloon di Sacramento mentre il ritmo aumenta in “Crash” con sax e tastiere alle E Street band. Ballata acustica sempre a stelle e strisce è “Five Senses, Four Seasons” mentre l’acustica “Freedom Song” mette d’accordo gli estimatori di “Blackbird” dei Beatles e quelli di “Redemption Song” di Marley.

Country spumeggiante e ritmato in “Hashtag Text Delete” e soul da disco in “Rise” con un bel basso funky e in “Gimme One Last Try” che ci riporta alle scene di “The Commitments”. Un tuffo negli anni 50 con “Crazy” che sembra perfetta per Frank Sinatra.

Ma i Candy Opera non rinnegano la vecchia Albione e ci intrattengono con dei brani che non hanno nulla da invidiare ai già nominati Atzec Camera o ai Prefab Sprouts:  “These Days Are Ours”, “Start All Over Again”, “Real Life” sono brani di grande personalità.

La riflessiva “See It Through Your Eyes”, “Enemy” che fa l’occhiolino ai Beatles psichedelici (pedaggio che paghi volentieri se sei di quelle parti) e la Paul-welleriana “There Is No Love” s’incastrano a perfezione nella scaletta del disco.

Photo by Steve Hines

 

Tracklist
1. These Days Are Ours
2. Tell Me When The Lights Turn Green
3. Crash
4. Start All Over Again
5. See It Through Your Eyes
6. Five Senses, Four Seasons
7. Real Life
8. Enemy
9. Freedom Song
10. Hashtag Text Delete
11. Rise (If That's What People Want)
12. Crazy
13. Gimme One Last Try
14. There Is No Love (Bonus Track)
 
 

Bambara – Stray

Uscito a febbraio dello scorso anno, “Stray” è il quarto album dei Bambara, che arriva dopo meno di un paio di anni dal precedente, ...

Katie Malco – Failures

E’ dal 2010 che Katie Malco pubblica musica e ha già girato l’Europa suonando il insieme a gente come Julien Baker, Bob Mould, ...

Passenger – Songs For The ...

Michael David Rosenberg, meglio conosciuto come Passenger, è tornato con il tredicesimo (sì, avete capito bene), studio album dal titolo ...

Beach Bunny – Blame Game EP

Accordoni e arpeggi jangle, turbamenti adolescenziali, melodie dolciastre che si tuffano in ritornelli fragorosi. La solita vecchia storia ...

A.O. Gerber – Another Place ...

A.O. Gerber è una giovane cantautrice di stanza a Los Angeles e lo scorso maggio è arrivato il suo primo LP, realizzato via Hand In Hive. ...