LAMENT CITYSCAPE
The Old Wet EP

[ Battleground Records - 2020 ]
7
 
Genere: Sludge Metal, Industrial Rock
 
16 Dicembre 2020
 

Il 2020 per la band americana ha visto l’uscita di 3 EP, a Gennaio, Giugno ed il 21 Dicembre, data del solstizio d’inverno: “The New Wet”, “The Pulsing Wet” ed infine “The Old Wet”. Vi è un unico filo tematico che tieni uniti i tre EP, supportato ed alimentato da sonorità cupe, claustrofobiche ed incisive, che è quello del cambiamento, il quale, rapportato all’esistenza umana ed al vissuto di ogni singola persona, indica tutta una serie di forze, di impulsi e di emozioni che agiscono sia dentro, che fuori di noi, sia a livello inconscio, che sul piano volontario nel quale si svolgono le nostre vite. Un piano che, quest’anno, è stato stravolto dagli eventi connessi alla pandemia mondiale, imponendoci scelte e trasformazioni che non avremmo mai pensato di dover compiere; sappiamo molto bene, dai tempi di Copernico, di non essere più il centro dell’universo, sappiamo, grazie alle opere ed alle ricerche di Darwin e Freud, che vi sono leggi che agiscono tanto a livello visibile, che invisibile, ma la recente crisi sanitaria, con le conseguenti crisi sociali, politiche ed economiche, ha reso nette ed evidenti le nostre debolezze ed i nostri limiti, nonostante tutta la tecnologia che pensavamo di possedere e con la quale credevamo, erroneamente, di poter risolvere qualsiasi problema.

In fondo, indipendentemente da ciò che possiamo fare, pensare, volere o tentare di impedire, indipendentemente da quelli che riteniamo essere dei principi assoluti, nel nostro universo è tutto mutevole e soggetto a cambiamenti e trasformazioni continue, le quali sono la base stessa della conservazione della vita, per cui non possiamo fare altro che accettare ed abbracciare ciò che avviene attorno a noi e dentro di noi.

Ed è questo, appunto, il tema focale di questo terzo EP. Infatti, mentre i primi due EP tentavano, invano, di costruire il proprio massiccio e robusto argine metallico dinanzi a questi cambiamenti, tentando di opporsi a qualsiasi trasformazione che l’essere umano non fosse in grado di controllare e di gestire, questo terzo EP non erige alcuna barriera, ma accetta in toto la fragilità e l’impotenza umane al cospetto di queste forze oscure, selvagge e primordiali, intrise di vita, ma anche di morte.

The Old Wet”, però, non è una resa, è più una presa di coscienza; la consapevolezza ritrovata fa sì che questi elementi misteriosi penetrino e si diffondano nel background industrial rock e sludge metal dei Lament Cityscape, consentendo alla band di incamminarsi lungo sentieri diversi, più profondi e riflessivi. Sentieri che sono pervasi da atmosfere di matrice post-metal e dark; sonorità aliene, basse, estranianti ed ipnotiche, nelle quali lo stesso concetto di tempo si frammenta, si scioglie e perde qualsiasi importanza, mentre la fine e l’inizio, la vita e la morte, la forma e la sostanza, il conscio e l’inconscio diventano parte di un unico fiume che, nonostante i nostri dubbi e le domande a cui non sappiamo dare una risposta adeguata, ci attrae fortemente, per cui è impossibile non lasciarsi portare via con sé.

Tracklist
"The Old Wet"
1.A Rusting Moth
2.Among the Dead
3.Coagulant

"The Pulsing Wet"
1.Lustre
2.Bleedback Loop
3.The Great Reveal

"The New Wet"
1.Running Out of Decay
2.Seepage
3.Borer
 
 

Hey, King! – Hey, King!

Si presentano con un biglietto da visita di tutto rispetto le Hey, King! : un album d’esordio prodotto da Ben Harper (già al loro fianco ...

Dry Cleaning – New Long Leg

Tutti pazzi per i Dry Cleaning, volendo parafrasare il titolo di un celebre film, ancorché in tal caso non vi è nulla di comico o ironico ...

Glasvegas – Godspeed

<Non pensavo ci avrei messo così tanto> dice James Allan, ormai de facto padrone di casa Glasvegas (scrive, produce, registra), che ...

The Fratellis – Half Drunk ...

Per fortuna una band pop-rock può ancora crescere (o invecchiare, che dir si voglia) senza scimmiottare i ragazzi che sono stati, o ...

Tomahawk – Tonic Immobility

Mi ero chiesto giusto recentemente che fino aveva fatto Mike Patton, se c’è uno cui il music biz ha bisogno, uno che sparigli le ...