THE DIRTY NIL
Fuck Art

[ Dine Alone - 2021 ]
6.5
 
Genere: alt-rock,hard-rock,punk-rock,power-pop
 
8 Gennaio 2021
 

I canadesi Dirty Nil sono ritornati con il loro terzo album, “Fuck Art”, che arriva a poco più di due anni di distanza dal precedente, “Master Volume”.

La band-alt rock di Hamilton, Ontario lo ha registrato in appena due giorni agli Union Studios di Toronto insieme al noto produttore John Goodmanson (Sleater-Kinney, Nada Surf, Blonde Redhead, Los Campesinos!), proprio mentre il lockdown stava per iniziare: i lavori sono poi terminati da remoto, scambiandosi i file avanti e indietro, mentre in seguito il cantante Luke Bentham è andato tre sere a settimana al Tape Studio per registrare i vocals, dopo che il locale era stato totalmente igienizzato.

A parte questo, però, “Fuck Art” – a livello lirico – non ha nulla a che vedere con l’attuale pandemia perché, come ci fa sapere la press-release, i suoi testi parlano di argomenti come relazioni sentimentali che non funzionano, biciclette rubate e l’ansia di entrare nei 30 anni.

Come ci si puo’ aspettare dal titolo, la rabbia e l’adrenalina non mancheranno in questo terzo full-length del trio canadese: già l’iniziale “Doom Boy” ne è una dimostrazione con il suo intro che nulla ha da invidiare a una band heavy-metal con i suoi potenti assoli di chitarra, il suo drumming furioso e un’energia invidiabile, ma Bentham e compagni sono anche capaci di aggiungere un tocco melodico che rende il pezzo più accattivante.

La successiva “Blunt Force Concussion” respira alt-rock anni ’90 che a più di qualcuno ricorderà i primi Weezer, mentre “Hang Yer Moon”, con la sua interessante linea di basso che sembra sempre pronta a esplodere, svela in realtà la parte più morbida e sentimentale dei Dirty Nil.

Non facciamoci poi ingannare da “To The Guy Who Stole My Bike” che ha sì un tono più meditativo nei vocals, ma i suoi potenti riff di chitarra ci riportano verso territori molto duri.

Un lavoro che sicuramente prende una grande ispirazione dal passato e non porta grosse novità sotto il punto di vista musicale, questo “Fuck Art” rimane, però, un album solido ed eccitante: se volete iniziare il 2021 con tanta energia e sfogare un po’ della rabbia accumulata nell’anno passato con un po’ di sano rock, questo disco puo’ fare il caso vostro.

Tracklist
1. Doom Boy
2. Blunt Force Concussion
3. Elvis ’77
4. Done With Drugs
5. Ride Or Die
6. Hang Yer Moon
7. Damage Control
8. Hello Jealousy
9. Possession
10. To The Guy Who Stole My Bike
11. One More And The Bill
 
 

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