OGGI “AMANDA PALMER GOES DOWN UNDER” DI AMANDA PALMER COMPIE 10 ANNI

 
21 Gennaio 2021
 

La copertina è provocante, fuori dagli schemi, perfettamente in linea con il personaggio di Amanda Palmer: performer, agitatrice di coscienze, artista allergica all’ovvio e all’ordinario. Quest’album, il suo primo live uscito dieci anni fa, ripercorre fedelmente il tour del 2010 tra Australia e Nuova Zelanda in un’oretta scarsa di musica pugnace, sagace, molto vivida. Sarà forse crisi d’astinenza da concerti (live streaming a parte) ma è divertente ascoltare di nuovo le sue spiritosaggini, gli applausi e le risate del pubblico, notare il modo di tenere il palco da vera mattatrice.

Dodici brani “a tema” in cui la Palmer si scatena, coadiuvata da ospiti sempre pronti a spalleggiarla. Non che ne abbia bisogno certo. Se la cava benissimo da sola quando imbraccia l’ukulele come succede in “Makin’ Whoopee” o siede al piano in intense ballate (“Australia” e “Doctor Oz”) o in “Vegemite (The Black Death)” dove emerge il suo lato comico, quel modo tutto particolare di accostare tristezza e scherzo, pianto e risata (irresistibile anche la breve riproposizione in coro del jingle “We’re Happy Little Vegemites” che accompagna la pubblicità di una nota salsa australiana).

Un album che diventa avventuroso con l’elettro pop di “Map of Tasmania” insieme ai The Young Punx e vede il ritorno di Brian Viglione, l’altra metà dei Dresden Dolls e poi batterista dei Violent Femmes. Emisfero sud omaggiato nella cover di “Bad Wine and Lemon Cake” dei The Jane Austen Argument performance delicatissima con alla voce l’autore del brano Tom Dickins e nell’esilarante “New Zealand”, instant song composta da poco e presentata con la solita spontaneità.

Spirito che abbonda anche in “A Formidable Marinade” versione trio con Lance Horne e Mikelangelo (l’italianissimo Michele Loconte che tanta fortuna ha avuto in Belgio) in un disco che regala altre due cover pregevoli: quella di “On An Unknown Beach” del neozelandese Peter Jefferies (dei Nocturnal Projections, This Kind of Punishment) e la classica, inevitabile ma sempre gradita “The Ship Song” di Nick Cave in chiusura di una piccola marcia dal sapore trionfale.

Data di pubblicazione: 21 gennaio 2011
Registrato: Sydney Opera House, Adelaide Fringe Festival, Wellington
Tracce: 12
Lunghezza: 57:04
Etichetta: Liberator Music
Produttore: Amanda Palmer, Mick Wordley

Tracklist
1. Makin’ Whoopee (Walter Donaldson / Gus Kahn)
2. Australia
3. Vegemite (The Black Death)
4. Map of Tasmania (featuring The Young Punx)
5. In My Mind (featuring Brian Viglione)
6. Bad Wine and Lemon Cake (with The Jane Austen Argument)
7. New Zealand
8. On an Unknown Beach
9. We’re Happy Little Vegemites
10. Doctor Oz
11. A Formidable Marinade (featuring Mikelangelo e Lance Horne)
12. The Ship Song

 

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