STEVE ALBINI
La Top 10 Album (da produttore)

 
8 Febbraio 2021
 

I giorni pre-natalizi del dannato 2020 appena trascorso, hanno visto imperversare un’accesa ed aspra polemica che ha visto come protagonisti Elvis Costello e il producer Steve Albini. Per i contorni della vicenda vi rimandiamo ai nostri articoli (leggi l’articolo; leggi l’articolo), mentre qui basta solo ricordare che in una intervista a Pitckfork, Costello ha dichiarato, parlando dello storico album “Ride of Me” di PJ Harvey: “Per me, il disco suona di merda” e “Quel tipo non sa nulla della produzione“. Immancabile la risposta di Albini: “Ah, cazzo, Elvis Costello, non la smette di parlare di me!… Non indosso come un distintivo d’onore il fatto che Elvis Costello non sia appassionato del mio lavoro di registrazione, ma, allo stesso tempo, non mi interessa“.
Noi bravi ragazzi di IFB abbiamo utilizzato questo pretesto per ripercorrere l’immensa carriera di Albini – nei dieci brani+bonus che seguono – che ha di fatto travolto le produzioni musicali con con la sua influenza noise e post-rock.

BONUS TRACK: Uzeda – Different Section Wires
1998

Bonus track dedicata all’unica band italiana presente in questa top ten. Storico gruppo catanese di noise-rock – che prende il suo nome da quello di una delle Porte della città siciliana – formato dalla cantante Giovanna Cacciola, dai chitarristi Agostino Tilotta e Giovanni Nicosia, dal bassista Raffaele Gulisano e dal batterista Davide Oliveri, registra con il chitarrista degli Shellac la maggior parte dei suoi dischi.

Ascolta “Nico and His Cats”:

10. The Jon Spencer Blues Explosion – The Jon Spencer Blues Explosion
1991

Primo album ufficiale della band newyokese che racchiude differenti sessioni di registrazioni curate da Mark Kramer e Steve Albini. Quest’ultimo curò la seconda sessione registrata al Waterfront di Hoboken e “Shirt Jac” fu proprio il primo singolo, poco più di un minuto di punk-rock dalle vene blues.

Ascolta “Shirt Jac”:

9. Low – Things We Lost in the Fire
2001

Quinto album per la grande band statunitense dei Low, di sicuro uno dei migliori caratterizzato da un sound avvolgente e solo all’apparenza oscuro. La traccia d’apertura è di una bellezza quasi irraggiungibile.

Ascolta “Sunflower”:

8. The Jesus Lizard – Goat
1991

I riff “irripetibili” del secondo album “Goat”, segnano di sicuro il capolavoro dei Jesus Lizard che si collocano plasticamente nella teca delle pietre miliari del rock-altenative dove la mano di Albini è evidente.

Ascolta “Mouth Breather”:

7. The Wedding Present – Seamonsters
1991

Altro vivido esempio della presenza di Albini alla produzione, album dalle tinte più dure e granulose rispetto ai primi due album dei britannici dove la sezione ritmica, ed in particolare le pelli, caratterizzano ogni episodio.

Ascolta “Rotterdam”:

6. Nina Nastasia – The Blackened Air
2002

La cantante folk-rock di origini italiane rapì il cuore di Albini tanto che si preoccupò di rimasterizzare l’esordio della statunitense per poi produrre il suo secondo album, il quale pare essere uno degli album preferiti di Steve.

Ascolta “Ugly Face”:

5. The Breeders – Pod
1990

Progetto parallelo di Kim Deal, ex-bassista dei Pixies che incontra Tanya Donnelly dei Throwing Muses, le Breeders hanno confezionato insieme a Steve Albini un’autentica opera d’arte con questo album d’esordio. “Pod” è magnetico, seducente, ma sa essere anche acerbo e, soprattutto, rock!

Ascolta “Hellbound”:

4. Neurosis – Time of Grace
1999

Impossibile non inserire in qualsiasi classifica delle “band di Albini” i californiani Neurosis che proprio con “Time of Grace” iniziarono la prolifica collaborazione con il produttore newyorkese. Pezzi da novanta del filone sludge-metal, questo lavoro dei Neurosis rappresenta di sicuro uno degli album chiave del gruppo di Scott Kelly e soci.

Ascolta “Belief”:

3. Pixies – Surfer Rosa
1988

Opera prima, capolavoro, degli americani Pixies, una della band in assoluto più influenti dell’universo rock inteso nel senso più ampio del termine. Uno Steve Albini alle prime armi mise la sua produzione su questo “Surfer Rosa”,  geniale album post-punk dal quale molte band in seguito, tra cui i Nirvana per stessa ammissione di Cobain, hanno attinto per i loro dischi.

Ascolta “Where Is My Mind?”:

2. PJ Harvey – Rid Of Me
1993

Disco ago della discordia tra Costello e Albini, “Ride of Me” rientra di diritto tra le migliori produzioni di Steve insieme a “In Utero” dei Nirvana. Lavoro decisamente crudo ed intenso che vede in “50th Queenie” la marcata mano del producer, poco più di due minuti di grunge!

Ascolta “50th Queenie”:

1. Nirvana – In Utero
1993

Opera che si inserisce a metà strada tra il grunge degli esordi e il punk-rock dalle venature noise della fine, dove coesistono pezzi stratosferici ed altri irripetibili. Grande lavoro di Albini, soprattutto negli episodi di stampo “hard”, per un disco memorabile.

Ascolta “Heart-Shaped Box”:

Tutti i brani raccolti nella nostra playlist spotify:

 

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