OGGI “THE GRAY RACE” DEI BAD RELIGION COMPIE 25 ANNI

 
27 Febbraio 2021
 

Il mondo dei Bad Religion è bello perché è vario. Negli album classici della band californiana, sfumature di suoni e stili diversi concorrono a dar vita a una forma di hardcore melodico assai particolare, in cui la violenza punk delle chitarre e della sezione ritmica si fonde con le emozioni che emergono con chiarezza dalle sagge parole del cantante Greg Graffin. Nella musica, così come in tutta l’arte e negli altri aspetti rilevanti della vita umana, non esistono solo il bianco o il nero: è l’avere accesso alla zona grigia, fatta di interpretazioni personali e possibilità intermedie, ciò che davvero differenzia le persone dagli animali.

Le quindici tracce di “The Gray Race” furono scritte tenendo bene a mente questo concetto, spesso dimenticato – se non addirittura snobbato – da alcuni critici della seconda metà degli anni ’90, ancora incapaci di accettare qualsiasi tipo di matrimonio tra gruppi punk rock e major discografiche. Fermo su questa intransigentissima posizione, Johnny Sharp del NME riservò una sonora bocciatura al nono lavoro in studio dei Bad Religion, il primo senza il fondamentale apporto creativo di un Brett Gurewitz ormai totalmente assorbito dagli impegni con la Epitaph.

Nella sua sprezzante recensione arrivò persino a coniare un neologismo per indicare il genere di appartenenza dell’album: MORdcore, ovvero una crasi tra hardcore e MOR. Per chi non lo sapesse – da noi non è un’etichetta particolarmente usata – nell’universo MOR (o middle of the road che dir si voglia) rientrano tutti quegli artisti che propongono musica leggera e a suo modo rilassante, concepita con l’unico proposito di conquistare qualche passaggio sulle radio commerciali.

Quella di Sharp fu una provocazione ma, in fin dei conti, non del tutto infondata. La si può anche interpretare in maniera positiva: brani come “The Streets Of America” e “A Walk”, infatti, si avvicinano molto alla tradizione del pop rock maturo e piacevolmente orecchiabile di matrice statunitense. In cabina di regia, il produttore Ric Ocasek (indimenticato leader dei Cars) faticò molto per “addomesticare” il sound dei Bad Religion, che con “The Gray Race” si fece più pieno e corposo, focalizzato in primis sulle medie frequenze e sulla potenza – da non confondersi con la ruvidezza – delle chitarre elettriche di Brian Baker e Greg Hetson, mai restii nel fiondarsi in lunghi assoli dal gusto classico.

Quindi ci fu, sotto la probabile spinta dell’Atlantic, un tentativo di smorzare il sacro fuoco del punk per mettere in evidenza un qualche tipo di vicinanza con l’alternative rock da classifica tanto in voga all’epoca. Consideratela pure una scomoda e furbesca intromissione da parte della grande label assetata di denaro, se volete. Sta di fatto che il quintetto di Greg Graffin, da sempre allergico alla sudditanza, riuscì a sfruttare le pressioni a proprio favore, confezionando un disco variegato che spazia dalle melodie aggressive delle movimentatissime “The Gray Race”, “Them And Us”, “Parallel” e “Nobody Listens” a quelle accattivanti di “Empty Causes”, “Pity The Dead”, “Spirit Shine”, della gioiosa “Drunk Sincerity” e della malinconica “Cease”, tutte dall’alto coefficiente di catchyness.

I motivi principali per cui, a distanza di un quarto di secolo dalla sua uscita, continuiamo a ricordarci in maniera affettuosa del bistrattatissimo “The Gray Race” sono però essenzialmente due, e portano i titoli di “Ten In 2010” e “Punk Rock Song”. Canzoni tanto diverse – la prima tende leggermente al “metallico”, la seconda vola sulle ali di un ritornello anthemico da singalong – quanto importanti nella storia della band, poiché da tempo immemore sono da annoverarsi tra i loro cavalli da battaglia in sede live. Una cosa è certa: le uniche sfumature di grigio presenti in questo disco si trovano nelle fotografie stampate in copertina. Per il resto, i Bad Religion non sono mai stati così colorati.

Data di pubblicazione: 27 febbraio 1996
Tracce: 15
Lunghezza: 38:04
Etichetta: Atlantic
Produttore: Ric Ocasek

Tracklist:
1. The Gray Race
2. Them And Us
3. A Walk
4. Parallel
5. Punk Rock Song
6. Empty Causes
7. Nobody Listens
8. Pity The Dead
9. Spirit Shine
10. The Streets Of America
11. Ten In 2010
12. Victory
13. Drunk Sincerity
14. Come Join Us
15. Cease

 

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